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VALENCIA - Un metro quadrato di sole vale un barile di petrolio. Da qui bisogna partire per vincere la scommessa del futuro e i ricercatori europei, insieme alla commissione europea, hanno scelto la 23esima Fiera del Fotovoltaico aperta oggi a Valencia per lanciare un vero e proprio appello. "In un barile di petrolio, pari a 159 litri di oro nero, sono contenuti 1,5 MW di energia. Questo significa che ogni metro quadrato della nostra terra riceve ogni giorno la stessa quantità di energia dal Sole", ha detto in un accalorato intervento Daniel Lincot, direttore della ricerca al Cnrs, il Cnr francese, aprendo i lavori della conferenza. "Ma nonostante la crescita degli ultimi anni - ha aggiunto - la nostra previsione è che nel 2020 il contributo dell'energia solare in Europa arriverà solo al 3% dell'energia globale con una copertura di non più di 1000 km quadrati complessivi. Per questo abbiamo preparato una appello internazionale per il sostegno della ricerca e dello sviluppo del fotovoltaico, nella convinzione che sia possibile fare molto di più coordinando le forze dei tanti soggetti che stanno lavorando per lo sviluppo dell'energia più sostenibile per il pianeta". Per spingere la crescita del fotovoltaico si punta moltissimo sui nuovi film sottili, prevalentemente in telloruro di cadmio, che costa sensibilmente meno rispetto ai tradizionali pannelli a base di silicio e garantisce un rendimento paragonabile. Ma molto resta ancora da fare nel campo della ricerca e la Germania, che detiene la leadership mondiale con il 42% dell'installato e il 46% del generato, ha lanciato a Valencia la proposta di dare vita ad un'agenzia internazionale per le rinnovabili: "Il governo tedesco propone ai partner europei e internazionale di dare vita ad un agenzia, come l'Aie, che possa lavorare con risorse almeno paragonabili a quelle che vengono destinate al nucleare", ha sottolineato Hans-Joef Fell, deputato del Parlamento tedesco. Il 2007 si è chiuso con incredibile crescita del mercato (+35,5% sul 2006), secondo l'Epia (l'associazione delle industrie del settore), sfiorando 1 GW di produzione, obiettivo ampiamente superato nei primi mesi di quest'anno. Per la prima volta l'Italia compare nella classifica dei primi cinque, seppur con soli 100 MW di installato e 50 MW di energia prodotta, a fronte dei 1100 MW della Germania, ma anche dei 512 MW della Spagna. (articolo di: Andrea Di Stefano, La Stampa, 1° settembre. fonte: http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/ambiente/solare-2/fiera-valencia/fiera-valencia.html)
(Luca scritto il giorno 3 Settembre Luca)
Ciau Dea!
Domani sera (cioè mercoledì) fanno un film divertentissimo!
L'altra sporca ultima meta! Se lo avessi saputo non lo avrei preso in biblioteca e avrei preso altro... ma credo che lo riguarderò
Ciau!
Ciao Dea!
Le foto dei delfini le ho fatte all'acquario di Genova quest'estate
Buon giorno!!!
Agitata?
Allora niente caffè, ma una bella cioccolata calda
(qui fa freschetto, quindi me lo posso permettere
)
Davvero molto bello il sito, professionale!
Farò un po' di passaparola
Buon giorno Gigi!
Grazie per il tuo generoso commento
Corro a vedere il sito vivisantangelo.com
A presto!
Tranquilla, lì la maggior parte son dilettanti (io compreso
), potrai comunque dare un'occhiata... ma da quel che ho visto tu puoi dire la tua
Ciao Stefania!
Sono bellissime le tue foto, potresti iscriverti al sito: http://community.corsofotodigitale.it/ Mostrare le tue foto, confrontarsi e migliorare
Se ci sei, ci si "vede" anche lì!
Buon inizio di settimana!
Kung Fu Panda?!
Com'è? Il doppiatore del panda è lo stesso di tutti i trailer?
Buon inizio di settimana!
Ciao Gaia!
Bello il nuovo avatar!
Buon inizio di settimana!
BRUXELLES - Allarme in Belgio per la fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L'incidente risale allo scorso fine settimana, ma solo ora le autorità competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Per le vie della cittadina di Fleurus - circa 20 mila abitanti -, per iniziativa del sindaco, auto della polizia con altoparlanti hanno diffuso appelli alla prudenza, raccomandando agli abitanti, che vivono entro un raggio di cinque chilometri dal luogo dove è avvenuta la fuga, di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l'acqua piovana o il latte delle loro fattorie fino ad un nuovo ordine. Mentre gli ambientalisti hanno criticato l'intervento tardivo del governo, le autorità del Belgio si sono affrettate a spiegare che le misure sono state prese soprattutto a scopo precauzionale.
INFORMATA L'UE - Insieme agli avvisi ai cittadini che vivono nell'area, l'Agenzia belga per il controllo nucleare già nella tarda serata di giovedì aveva informato la Commissione europea delle misure prese, così come previsto a livello Ue dal sistema di allerta rapida Ecurie. La fuga radioattiva, avvenuta nel laboratorio dell'Istituto di radio-elementi (Ire) di cui è presidente l'ex commissario europeo Philippe Busquin, era stata segnalata nella notte tra domenica e lunedì. In un primo momento, il 26 agosto scorso, l'incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli. Solo giovedì sera l'Agenzia belga per il controllo nucleare ha optato però per misure di protezione più stringenti, dopo aver analizzato alcuni campioni di erba. A questo punto è partita la comunicazione anche all'esecutivo Ue e di conseguenza a tutti gli altri Stati membri.
GREENPEACE - Ad avviso di Greenpeace, le autorità avrebbero però sottostimato il rischio che lo iodio radioattivo può provocare nei bambini che «sono 22 volte superiori rispetto a quelli a cui sono sottoposti gli adulti in caso di ingestione». Critiche sono arrivate all'indirizzo delle autorità nazionali anche da altri sindaci dei comuni vicini a Flueurus che non sarebbero stati ufficialmente avvertiti, provocando così sorpresa e preoccupazione. L'istituto dove si è verificata la fuga radioattiva è il secondo produttore mondiale di radioisotopi usati anche nella terapia per il trattamento dei tumori. (fonte: http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_29/belgio_fuga_radioattiva_7e937054-75f2-11dd-b314-00144f02aabc.shtml) - Eddajje!


FRANCESCO SPINI INVIATO A CERNOBBIO Sorpresa: la microgenerazione elettrica fatta di sole e di vento batte il nucleare. Il sorpasso è avvenuto nel 2006, quando per la prima volta la produzione dei piccoli impianti (costruiti dalle fabbriche per il proprio fabbisogno o sulle case, nei centri commerciali), basata su fonti rinnovabili, è arrivata a coprire un sesto del totale di elettricità al mondo, addirittura un terzo della nuova generazione. A fornire queste cifre al Workshop Ambrosetti di cernobbio è Amory B. Lovins, un americano che dietro l’ironia e un paio di simpatici baffoni nasconde un curriculum lungo così. Oltre a essere co-fondatore e direttore scientifico dell’istituto Rocky Mountain in Colorado è stato consigliere di 19 capi di stato. Qualcosa, insomma, ne capisce. Basta nominargli il nucleare e lui parte a raffica: «Quello che fa il nucleare è sostituire il carbone. Ma c’è un altro modo di combattere i problemi climatici a prezzi più bassi e più velocemente. Per ogni dollaro speso in una nuova centrale nucleare, si ottiene una riduzione di emissioni nocive da due a 10 volte inferiore, con tempi da 20 a 40 volte più lenti che se il dollaro fosse speso nell’uso efficiente di elettricità e nella microgenerazione». Una forma di produzione che è uscita dalla nicchia. Le ragioni del suo successo sono essenzialmente economiche: «E’ più a buon mercato e presenta meno rischi finanziari delle centrali nucleari, a carbone o a ciclo combinato». Wall Street, dice, «sul nucleare non scommette nemmeno un penny, e questo dimostra che c’è qualcosa di sbagliato in quel business». Resta dunque inspiegabile, agli occhi di Lovins, il vento pro-nucleare che coinvolge l’Europa. «Questa è la prima volta nella storia in cui tutti i principali governi, eccetto la Germania, sono così favorevoli al nucleare: è una circostanza anomala», che non tiene conto dei costi impazziti della produzione nucleare. Altrove il mondo corre in un’altra direzione. Lo si vede nei maggiori aumenti nelle capacità generative («nel 2006 la microgenerazione ha aumentato la sua capacità produttiva tra le 30 e le 40 volte più del nucleare») e dagli investimenti. «Nel 2007 le energie rinnovabili hanno ricevuto negli Usa 71 miliardi di dollari di nuovi investimenti privati, mentre il nucleare zero: i soldi sono arrivati solo dal settore pubblico. Sempre nel 2007 la Spagna, o la Cina o gli Stati Uniti hanno aggiunto più capacità di generazione dal vento che in tutto il mondo l’energia nucleare». Tant’è che se il «nucleare ha il 2% del mercato mondiale della nuova capacità generativa, la microgenerazione circa il 35%, e mentre parliamo forse ha già raggiunto il 40». (fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/hrubrica.asp?ID_blog=51)- Spini sei un grande!! Basta con queste teorie fantascientifiche sul nucleare! Non dobbiamo toglierci le catene del carbone per mettere quelle, ben più pesanti, del nucleare!!
(Luca scritto 7 ore fa Luca)