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" ... Sa peinture, c'est lui et nous
retrouvons tout ce que l'on aime chex lui, c'est à dire sa joie de vivre, ces
éclats de rire, son insouciance, son brin de foilie mais aussi toute la
détermination du peintre lorsqu'il se me au travail, sa concentration,
l'isolement pour le monde qui l'entoure dès que son pinceau touche la toile."
(Bruno Trenga)
"...
Nelle sue tele i colori dominanti caldi (giallo, rosso o arancio) sono accostati
ai loro complementari (viola, verde e oltremare). Essi si sovrappongono per
formare macchie luminose in un gioco di contrasti che crea ai nostri occhi
effetti luminosi, pulsanti e vivi". (Prof. Jean-Laurent Arrighi - Trad.
italiana)
“… con colori vivi, squillanti, rispondenti
ad un’interiore contemplazione. Valenti è un cantore sincero della sua patria
lunense”. (Mario Cagetti);
“… Valenti è “autentico”. Pur vivendo in
pieno contatto del mondo d’oggi fatto, purtroppo, di falsità, egli ne resta
fuori. Consolante è sapere che nell’arte “autenticità” vuol dire “originalità”.
(Piero Philippi);
“… Valenti, nato nella valle della Magra,
riesce ad esprimere la poesia che emana da questi luoghi e non ha difficoltà a
trasferirle sulla tela in un gioco di vivacissimi colori”. (Luigi Romani);
“… Valenti è disposto, pittoricamente, a
non risparmiarsi, a consegnarsi alla fisicità del colore: sia nei piccoli
intensi dipinti, sia nei pannelli di più vasta dimensione”. (Paolo Bertolani);
“… Valenti porta uno sprazzo di sole
ritraendo gli angoli più suggestivi delle nostre terre”. (Simona Pardini)
“… i suoi lavori sono “racconti” che
nascono nei luoghi della sua infanzia… oppure durante i viaggi. E accade come è
avvenuto in Corsica che la sua passione per i sassi e per l’acqua che scorre,
lo abbia portato a tradurre in bozzetti rapidi ad acquerello o a grandi
quadri”. (Gabriella Molli)
“… Valenti sa cogliere con la sua pittura
immediata, diretta, questo spirito del luogo e lo traspone per mezzo di colori
quasi puri sulla tela giocando sulla rappresentazione tridimensionale dei
volumi e sul taglio delle ombre portate. L’espressionismo di Valenti non si
basa su una deformazione della geometria degli agglomerati edificati o del
paesaggio circostante, ma su un disinvolto uso della tavolozza e su una
pervicace esaltazione anche delle più minuscole macchie di colore presenti nell’ambiente
che vengono esaltate ed inserite in un insieme equilibrato, ma sorprendente”.
(Roberto Roccati)
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