Violetta Mastrodonato

"Poi il ritorno all'immagine"
(di Leo Strozzieri)

Marcello Specchio

Note Biografiche

ScorcioMarcello Specchio è nato a Pescara, vive e lavora a Montesilvano in via Deledda n.6. Dopo il conseguimento del Diploma di Geometra, ha frequentato la Facoltà di Scienze Politiche presso l'Università di Teramo.
Ma la sua passione è stata sempre la pittura.

Ha tenuto mostre personali in tutto il mondo. Le sue opere sono in numerosi musei ed in collezioni private. La sua figurazione è "La Donna", quale allegoria della vita, misteriosa e seducente.
La tecnica è passata dall'olio all'acrilico alle tecniche miste, ai murales, alle performance, alle opere a "quattro mani".

Curriculum artistico

Mostre e presenze

1974 :: Pescara - Galleria Salotto

1978 :: Perugia - Galleria San Pietro

1979 :: Pescara - Galleria Giano

1980 :: Teramo - Galleria del Teatro

1981 :: Caramanico - Terme

Alba1983 :: Pietralunga (Pg)

1983 :: Manciano (Pt)

1984 :: Ascoli - Sporting Club

1984 :: Firenze - Biennale

1984 :: Cremona - Biennale

1985 :: Pescara - Premio D'Annunzio

1985 :: Ortona - Palazzo Farnese

1985 :: Londra - Olympia

1985 :: Bologna - ArteFiera

1985 :: Parigi - Galerie Salammbo

1986 :: Giulianova - Hotel Don Juan

1987 :: Bologna - ArteFiera

1988 :: Bari - ExpòArte

1989 :: Bari - ExpòArte

Pinocchio e la sua favola

Marcello Specchio
"Pinocchio e la sua favola"
presso "Museo di Pinocchio"
Iesi (AN)

1991 :: Silvi - Fiera Adriatica

1994 :: Pescara - Università D'Annunzio

1995 :: Atri - Centro Servizi Culturali

1996 :: Città Sant'Angelo - Iperarte

1997 :: Sulmona

1997 :: Raiano - Santa Maria Ottaviana

1998 :: Alanno - Oratorio Santa Maria delle Grazie

1998 :: Pescara - Villa Sabucchi

1998 :: Pescara - Scuola Media Mazzini

1999 :: Ortona - Complesso Sant'Anna

2000 :: Montesilvano - Scuola Elementare

2001 :: Castel di Sangro - Museo della Maddalena

2001 :: Castelvecchio Subequo - Palazzo Castellato

2002 :: Montenero

2002 :: Valcocchiara (Is) - Museo Civico

2002 :: Scontrone (Aq) - Museo Civico

2002 :: Pietrabbondante (Is) - Museo Civico

2002 :: Scontrone (Aq) - Realizzazione di un murales

2002 :: Pineto - Sala Polifunzionale

2002 :: Ortona - Iperarte

2002 :: Francavilla - Hotel Residence Villa Maria

2003 :: Pineto (Te) - Arte in pineta

2003 :: Pescara - Hotel Promenade

2003 :: Pescara - Strada Parco

2003 :: Chieti - Museo Barbella

2003 :: Iesi (An) - Museo di Pinocchio

Recensioni

Il Messaggero - Il Corriere della Sera - Il Centro - Praxis - Catalogo Generale Pittori Contemporanei - Arte's - Il Mattino - FlashArt - Rai Tv

Hanno scritto di lui

A. Solmi - F. Zeri - L. Strozzieri - V. Centorame - A. Bevilacqua - L. Bertacchini - G. Bonura - D. Maraini - R. De Grada - E. Margonari - V. Ronsisvalle - G. Romiti

Violetta Mastrodonato

Note Biografiche

Sul lago doratoVioletta Mastrodonato è nata a Capodistria; vive ed opera a Pescara. Pittrice autodidatta, presente da oltre 30 anni sulla scena artistica, fa parte dell' Associazione Culturale ANCIS.

Ha tenuto mostre personali a Città Sant'Angelo (presso l'Auditorium negli anni 1994/95) e Pescara (Minigallery 1997/98, presso l'ANCIS e l'Atelier Art Light nel 1998/99). Ha partecipato a rassegne in diverse parti d'Italia, ottenendo menzioni speciali, trofei, targhe ed altri riconoscimenti.

E' stata recensita dai critici E. Pulifici, P.Capone, S.Perdicaro ed altri, su giornali, riviste e volumi d'arte come "Il Messaggero", "Il Centro", "Sipario", "Intercity", "Art Leader", "Top Art", "Antologia Leopardiana", "L'Elite" e in varie televisioni locali.

Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private italiane ed estere, in particolare negli Stati Uniti (a Filadelfia e San Francisco) e in permanenza presso l' Associazione Culturale ANCIS di Pescara.

Esegue nel corso degli anni vari cicli pittorici. Citando gli ultimi decenni con varie tematiche con sorprendente e inseparabile volontà e tenacia, con una spiccata sensibilità tocca le tematiche più vicine alla sua espressione più vera: "Amare di più", "Essere, sentirsi donna", "L'emozione della vita", "Il filo di Penelope".
"Alle origini" è il ciclo del 2004, racchiude in ogni opera l'avvincente forza della vita nell'essenza del corpo, dello spirito e dell'anima, di ciò che è stato e di quello che siamo.

La quotazione dei quadri (stimati da "L'Elite") va da € 1.000 a € 7.000.

Molte sue opere premiate o acquistate sono presenti nelle pinacoteche e nei musei

Novembre 2006 :: Associazione Culturale Ancis (Pe) – History, mostra a due delle opere di Marcello Specchio e Violetta Mastrodonato. Hanno presentato Leo Strozzieri (critico d’arte) e Nicoletta Di Gregorio (presidente Edizioni Tracce). Parte delle opere di Violetta Mastrodonato sono state assegnate alle prime tre classificate della XIV Edizione del Premio Letterario Nazionale Scriveredonna, organizzato dalle Edizioni Tracce e dal Centro di Cultura delle donne Margaret Fuller. Il filo conduttore di queste opere di Violetta Mastrodonato è proprio il linguaggio, la scrittura: partendo dal simbolismo Maya ed egizio, avvalendosi di materiali particolari come la pergamena, il percorso dell’artista ci riconduce all’arte di scrivere contemporanea. La cerimonia di gala si è tenuta nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara.

Museo Barbella - Chieti

Arte Sacra - Sora

Museo Pinocchio - Iesi

Museo Arti Grafiche - Castel di Ieri

Pinacoteca Civica - Pianella

FolliaMuseo D'Ascanio - Popoli

Museo Arte Multimediale - Pietrabbondante

Pinacoteca Civica - Tollo

Pinacoteca Civica - Loreto

Pinacoteca Civica - Scontrone

Pinacoteca Civica - Bussi

Pinacoteca Civica - Fara Filiorum Petri

Pinacoteca Civica - San Giovanni Libioni

Pinacoteca Civica - Montenero Valcocchiara

Pinacoteca Civica - Orsogna

Pinacoteca Civica - Pescara - Cattedrale San Cetteo

Pinacoteca Civica - Poggio Fiorito

Pinacoteca Civica - Montepagano

Pinacoteca Civica - Castelvecchio Subequo

Pinacoteca Civica - Abbateggio

Pinacoteca Civica - Scanno

Pinacoteca Civica - Treglio

Pinacoteca Civica - Raiano

Pinacoteca Civica - Bolognano

Pinacoteca Civica - Torre de Passeri

La verità più profonda ed inconfutabile della pittura di Violetta Mastrodonato, artista originaria di Capodistria, ma residente in Abruzzo da anni, è legata a certe risultanze proprie d'una nuova visione della realtà, seguita alla storica stagione linguistica della poetica informale, che a partire dai primi anni '50 imperversò nel campo delle arti visive, della pittura soprattutto, ma anche della ricerca plastica. Se la realtà è "ordo", logica ed armonia, qualità da esprimere attraverso un linguaggio apollineo nel suo andamento, l'informale rappresenta una violenza, un'orgia dissacratoria nei confronti di questa dedizione incondizionata ai valori formali ed estetici: l'esperienza di tutti i massimi esponenti di quella che venne chiamata "Art Autre", non solo italiani ed europei, ma mondiali documenta questa nuova situazione, metafora di quell'apologia del soggettivismo che ha le sue radici filosofiche nel pensiero kantiano e quelle linguistiche nell'impressionismo.
Dopo l'informale è guerra aperta tra visione oggettiva della realtà e rivendicazioni del primato del soggetto in campo artistico. Fatta questa premessa metodica, va rilevato come la nostra brava artista, mai presa dalle bramosie d'una esperienza realistica, intesa come tentazione d'una pittura basata sulla prassi descrittiva dei dati reali, pur tuttavia sempre ha avuto quale punto di riferimento tematico la realtà, ovvero il paesaggio, la figura, le architetture urbane. Lei ha saputo mediare, fin dalle prime prove risalenti agli anni '90, pervenendo ad un invidiabile equilibrio, le esigenze di una coscienza iconica di stampo tradizionale con le formulazioni innovative del secondo '900.
Questa singolare avventura che non va attribuita a studi accademici, ma frutto d'un problematicismo interiore, può essere così sintetizzata: dopo aver indossato i panni informali per uno slancio anarchico liberatorio, Mastrodonato avverte l'esigenza di restare ancorata all'immagine, forse per un qualcosa di classico, starei per dire di rinascimentale insito nella sua personalità. Una linea tutta italiana entro la quale l'artista decide di operare, ma che già aveva avuto illustri protagonisti nell'ambiente artistico bolognese ad opera di un critico di rara sensibilità, quel Francesco Arcangeli a cui si deve la geniale esperienza dell'Ultimo Naturalismo.
Il sentimento percettivo dell'icona, tipico della cultura mediterranea è sorprendente ove si pensi all'origine pressoché mitteleuropea della nostra Violetta, che quindi ha saputo assorbire nell'operoso periodo di residenza in Abruzzo quella imprimitura umanistica sconosciuta a tanti suoi colleghi d'oltralpe. Ed anche quella certa vena di primitivismo che si intuisce in talune sue opere ove sono raffigurati scorci di ruderi architettonici, nasconde l'intenzione di provocare un riferimento affettivo con la nostra tradizione.
La forte validità di questa interpretazione critica è consequenziale al fatto che Mastrodonato, pur aderendo sul piano linguistico all'informale, rasenta accenti naturalistici non molto distanti da tanta pittura definita nell'immediato dopoguerra "Nuova Figurazione", che sappiamo essere stata praticata talvolta con accentuati intenti ideologici.
Non e' apologetico affermare che Violetta Mastrodonato è un'artista coerente. Coerente da un lato all'urgenza di modernità di cui il suo spirito inquieto è imbevuto; per l'altro coerente alla dimensione lirica e memoriale della classicità con il dovuto rispetto per i valori formali ed estetici. Con sapienza e destrezza l'autrice riesce a coniugare modernità e memoria a riprova d'un profondo intimo ordine che domina senza dittatura la sua fantasia.
Questa opzione dialettica, vera scelta di campo che sottintende una possibilità metodologica di controllo razionale del caos informale, va ora analizzata nei suoi passaggi decisivi. Innanzitutto mai le scene raffigurate si enunciano per dovizia di particolari, bensì con tangibile essenzialità alla quale sono di ausilio i segni plasticamente incisi sulla tela. Al minimalismo iconico si affianca sovente con macchie cromatiche esplicitamente allusive d'una instabilità impressionistica e macchiaiola, il movimento danzante propositivo d'una spazialità tutta particolare.
Ma poi l'intenzione materica, suffragata da un rigoroso cinetismo luministico imprevedibile sulle porosità delle superfici.
E' come se le sue visioni fossero registrazione dei fondali marini; in realtà la corrosione, giocata in chiave cromatica su tonalità rosa-brune, spinta all'esasperazione diviene nelle mani dell'artista il mezzo più idoneo per estrinsecare quella simpatia espressionistica che da sempre l'ha affascinata. In tal senso la sua pittura diviene metafora o meglio metalinguaggio del proprio io a cui è dovuto un riscatto e una catarsi.
L'attitudine di Violetta Mastrodonato alla poetica informale, pur nei suoi risvolti purificatori, passa per il concretismo materico, dal quale emergono brani iconici a guisa di fantasmi e maschere, o meglio ancora ectoplasmi di origine onirica.
In questa perenne oscillazione tra l'indistinto caotico e la disposizione a formule espressive figurali, risiede il fascino di queste opere che ostentano provocatoriamente una razionalità in continua sparizione: il tutto da leggere quale racconto pittorico d'una propria esperienza esistenziale.
In definitiva, dipingere per lei equivale alla presa di certe immagini interiori depositate in seguito ad un complesso processo di sedimentazione; immagini quindi desunte non tanto dal perimetro visivo-percettivo della realtà esterna, quanto piuttosto da una virtuale spazialità psicologica. E' dunque la sua una pittura essenzialmente introspettiva, certamente in una constestualità avanguardistica quanto a linguaggio e problematiche sociali.