CAPITOLO 30 (Giocato il 3 lug. 2001; Data astrale)

 

images/Capitolo_30_1.gif (12.806 byte)Il giorno dopo aver ammazzato il drago i personaggi si curarono e il giorno successivo riposarono e recuperarono gli incantesimi. Quindi ritornarono nella tana dell'essere, che forse (Schinken ne era convinto) molti secoli addietro doveva essere stata un Tempio dedicato a Megres, il Signore dell'inganno e della perversione.

Nella stanza del combattimento non c'era ormai nulla di inesplorato. Avanzando cautamente, in formazione da dungeon, gli avventurieri oltrepassarono gli archi. Anche l'altra stanza (apparentemente priva di porte nascoste o altri passaggi, ma il gruppo non perquisì) era molto grande, non conteneva nulla a parte qualche cadavere e una montagna di monete, gioielli e gemme. Schinken usò Individuazione del magico, Axamer tenne d'occhio Tom e Gilandir andò ad esaminare i tesori: 23.000 monete d'oro, 12.000 d'argento e 7.000 di platino, 12 fra coppe e candelabri e una trentina di gemme assortite, più spade, armature, armi, corde e altri gingilli magici del genere. Inoltre, appesi alle pareti si vedevano i cadaveri di tre esseri umani. A differenza di quelli degli elfi, questi cadaveri erano putrefatti ma integri, cioè non sbranati in combattimento dal drago. Uno dei tre indossava addirittura una corazza magica di maglie... Come recuperarla? Dato che il cadavere era "inchiodato" a circa sei-sette metri dal suolo il buon Tom scalò le pareti e... puff! Fallì il check e rovinò a terra. Ritentò, rifallì. Ritentò e ce la fece.

Schinken personalmente andò nel mucchio per vedere se gli riusciva di trovare quel ciondolo magico di cui aveva saputo in sogno... una volta trovatolo spiegò ai compagni che dopo aver lanciato Identificare sarebbe svenuto. Dato che si sentiva molto irrequieto per la stranezza della situazione che lo aveva portato a conoscenza del medaglione, consigliò agli altri avventurieri di non abbassare a nessun costo la guardia. E iniziò proprio dal medaglione: questo strano oggetto poteva essere utilizzato solamente dai maghi, dava un bonus di -4 alla Classe Armatura e conferiva intelligenza 25, ma solo per quel che riguardava l'immunità agli incantesimi di Illusione/Visione. Già che c'era identificò anche gli 8 dardi da mano rinvenuti: erano tutti +2. Nei giorni successivi analizzò gli oggetti restanti: una armatura di maglie +1 (quella del cadavere appeso), un paio di stivali elfici, una morning star +1, una picca +1, una corda dell'intrappolamento, una pozione di controllo dei non morti (a dire il vero solo di un tipo specifico... Vampiri? Certo che no, wight!!), una pozione di forma gassosa, 17 frecce +1 e una spada. "Identificare" diceva che era una spada bastarda +1, ma secondo il mago doveva esserci qualcosa di strano, quindi la rese ad Axamer che la rimise nel mucchio... Ma adesso la priorità di Schinken era il medaglione: il mago del sogno gli aveva detto che  quel gioiello l'avrebbe condotto ad un luogo dove avrebbe potuto apprendere come fermare i piani del Lich di Marmo (la testa parlante, amica del vampiro, cap. 20 o 21), ma nonostante avesse recuperato e indossato l'oggetto non gli veniva in mente nessun luogo particolare... BOH!

Per risolvere gli enigmi riguardanti la spada e soprattutto il medaglione, il mago aveva bisogno della tranquillità del proprio laboratorio nella Foresta delle Stelle. Mentre esponeva ai compagni le proprie esigenze, Schinken notò una cosa o per meglio dire, notò l'assenza di una cosa: il medaglione dal proprio collo!!! Tom, attratto dalla brillantezza della gemma (si sa, gli halfing per tutto ciò che luccica sono tarati!) del medaglione ("che ho trovato per terra" N.d.Tom) stava giusto in quel momento tentando di scalzarla dal resto del gioiello. Con sua somma delusione notò che la gemma era finta, ma che il gioiello si apriva a pagina, e all'interno dell'oggetto erano stati incisi degli strani segni. Conoscendo la natura innocentemente predatoria dei mezz'uomini (che li accomuna alle gazze) il mago non se la prese. Anzi, dopo aver capito (con Lettura del magico) che le incisioni erano in realtà un potentissimo incantesimo (NONO LIVELLO!) di Teletrasporto (non andatelo a cercare sui manuali, è frutto dell'ingegno del Master), baciò e abbracciò il tappetto permettendogli addirittura di fregare qualche moneta dalla propria borsa.

Lo stregone spiegò ai compagni che tramite Teletrasporto (quello di 5° liv.) sarebbe andato immediatamente al laboratorio, avrebbe iniziato la ricerca di un nuovo incantesimo (ora aveva un po' di soldi in tasca!) e Teletrasportandosi avanti e indietro dalla tana appena espugnata avrebbe portato a Starlight tutto il tesoro... e sparì.

I compagni divisero il tutto in grossi mucchi da 113 Kg, scuoiarono il drago (c'era abbastanza pelle per 2 corazze) e ne essiccarono le carni, sia per disporre di provviste fino alla capitale degli elfi chiari che per poterlo, un giorno, raccontare alle donne per fare bella figura (tipo: "Sì, non era malaccio, magari con due patate arrosto di contorno..."). Nello squartare il drago ebbero anche modo di osservarne meglio l'anatomia: le ali erano state recise di netto da un'arma da taglio (non erano rimaste squarciate in un combattimento contro altri draghi), e le sacche poste alla base della mandibola, quelle per soffiare, erano state lacerate... Schinken si sarebbe dannato per capire l'origine di quelle mutilazioni, ma era già lontano; Lakshmi era in modalità PNG, quindi nessuno ci rimuginò sopra più di tanto. Uscirono richiudendosi la porta alle spalle, e si incamminarono verso sud-ovest.

Arrivato a City of Starlight Schinken non perse tempo. Andò al Consiglio, con la spada bastarda rinvenuta, ma anche l'anziano stregone che la esaminò disse che si trattava di una spada +1 e basta. Quindi chiese notizie del disco ma ottenne solamente risposte evasive e la rassicurazione che tutto procedeva per il meglio. Quindi (già che c'era) fece l'asino: "Ehi, avete mai sentito parlare di un vecchio drago verde che si diverte a veder agonizzare e a sbranare gli elfi? Non era poi così cattivo come dicono, solo un po' pesantino da digerire...". Uscì dalla sala e andò in laboratorio.

Le settimane seguenti trascorsero tranquille: il primo tentativo di creare Ombra strisciante di Lorloveim fallì, il secondo no. Il mago passò alla seconda parte del proprio ingegnoso piano: grazie a questa nuova magia e alla propria abilità speciale (vedi cap. 10, verso la fine) andò nella biblioteca frequentata dai giovani appartenenti della Compagnia dei maghi e "studiò assieme" a loro... cioè prese a spiare i maghi di medio-basso livello mentre sfogliavano i propri libri degli incantesimi, imparando così i seguenti incantesimi: Caduta morbida e Rumore (di 1° livello), Creazione spettrale potenziata ed ESP (di 2°), Chiaraudienza e Fulmine (di 3°).

Ottenuti questi (da leggere: "Dato che il DM non avrebbe concesso altri") incantesimi si dedicò al medaglione: il Teletrasporto speciale li avrebbe condotti su un'isoletta posta nelle acque che dividevano Marmo e Zaxon. Quindi passò alla spada: lavorandoci sopra assiduamente riuscì a capire cosa fosse a lasciarlo perplesso: la spada era sì +1, ma dato che si trattava di un'arma intelligente (Int. 17, Ego 18!!!) poteva autonomamente decidere di sfoderare i propri restanti poteri: nel caso il guerriero suo padrone (o in suo possesso) fosse rimasto ferito, la spada sarebbe diventata +3, e il padrone Berserker!!! Inoltre 2 volte al giorno era in grado di individuare trappole nel raggio di 3m, una volta al giorno di individuare oggetti invisibili nel raggio di 3m e in più era in grado di infliggere non guaribili tramite magia (quest'ultimo potere non funziona esattamente così, ma non riesco a decifrare la mostro-grafia degli appunti di Pikkolo Prampolo). Il pensiero di Schinken fu più  o meno: "Uh ?". Non si era infatti scordato che tempo addietro in un messaggio proveniente da un Templare aveva sentito dire che su Fahïl di Berserker non ce n'erano e non ce ne sarebbero stati fino all'apparizione della donna che aveva irretito Vince Jackall (vedi capitolo 10). Decise di esaminare ancora meglio (sì, un'altra volta) la spada bastarda dentro... sul pomolo dell'elsa c'era un piccolo manufatto di avorio, a forma di maschera inespressiva, con due buchi lungo una guancia che ricordavano delle lacrime (tipo Pierrot). Ma nemmeno questo gli diceva niente. L'avrebbe restituita all'amico e avrebbe tenuto le orecchie e gli occhi aperti in attesa di sviluppi futuri...

Quando i compagni giunsero finalmente in città (avevano sostenuto un paio di combattimenti lungo la strada, ma niente di degno da passare alle cronache) il mago accolse calorosamente tutti, rese la spada ad Axamer (che fece un'espressione talmente sollevata impugnandola da far intuire al mago la verità: aveva appena restituito Axamer alla spada) e, al grido di "Ehi, ragazzi, ho un nuovo incantesimo che è una figata. Toccatemi e non tentate di resistere...", "teletraportò" tutti sull'isoletta (tutti tranne Lakshmi: aveva già letto tutti i volumi di storia presenti nelle notoriamente anoressiche biblioteche naniche, ora voleva confrontare il punto di vista dei nani con quello degli elfi e, magari, trovare qualche indizio che chiarisse cosa fosse successo veramente durante la Seconda guerra delle razze, e che gli permettesse di mettersi sulle tracce di chi aveva rubato il Sacro Fuoco di Artax).

Una frazione di secondo dopo i cinque giunsero a destinazione: arrivarono in una foresta dove non si vedeva traccia della presenza di esseri umani. Non avendo idea di dove si dovesse andare, Schinken si levò in volo, giusto in tempo per evitare una improvvisa "ondata" di nebbia del tutto innaturale che, invece, investì in pieno i compagni; come d'incanto (ma va?) Gilandir, Tom, Broek ed Axamer persero traccia dei compagni.

Gilandir era solo; dal suolo sbucarono improvvisamente quattro guerrieri scheletrici che lo assalirono con le loro lame arrugginite; dato che i druidi non riescono a scacciare i non-morti l'elfo prese a combattere con la sciabola, con scarsissimi risultati...

Broek Van't Dish era solo; dal suolo si levò una cortina di fuoco e prima che egli potesse reagire fu circondato... un immenso rettile rosso arrivò in volo, e il combattimento fra l'orfano e il drago ebbe inizio: l'elfo estrasse per l'occasione la propria Scimitarra di luce, con scarsissimi risultati...

Axamer Stahrbrode era solo; improvvisamente la nebbia oscurò completamente la forte luce del sole, ed il vampiro a capo di Marmo, afferrando saldamente il giovane tra le proprie grinfie pronunciò una parola: "Muori!", ed il combattimento ebbe inizio. Axamer iniziò a menar fendenti con la nuova spada, con scarsissimi risultati...

Tom Loom O'Donnell era sono; camminando nella nebbia si imbatté improvvisamente in un enorme forziere. Senza il minimo sforzo riuscì a scassinarne la serratura: la cassa era piena d'oro e di gemme, ma non interessavano all'halfing, che se ne andò. Voltate le spalle al tesoro iniziò a cercare i compagni spariti misteriosamente ma le monete si animarono e iniziarono a seguirlo in tutti i suoi spostamenti, giungendo addirittura a saltargli nelle tasche e nello zaino fino a bloccarlo al suolo per il peso eccessivo...

Schinken continuò ad avanzare davanti agli altri, fino ad accorgersi di essere rimasto solo: gli altri dovevano essersi attardati per qualche loro ragione. Tornò sui propri passi e li vide: Gilandir e Tom erano stesi al suolo (il primo con un'espressione terrorizzata, il secondo con un'espressione semi-beata), mentre i due combattenti erano intenti a sferrare spadate al vuoto... al vuoto? A dire il vero attorno a ciascuno dei quattro la nebbia sembrava essersi addensata in forme indistinte. Probabilmente si trattava di una forma modificata (meno letale) dell'incantesimo Assassino spettrale degli illusionisti. Avendone già visto gli effetti conosceva già le contromisure da adottare: facendo molta attenzione a non subire ferite, si avvicino ai compagni e tirò a ciascuno un poderoso... (ehm)... un debole colpo al cranio, non potentissimo ma ben mirato, in modo da fargli perdere i sensi e salvare tutti da morte certa.

images/Capitolo_30_2.gif (8.650 byte)Avanzarono. Dopo qualche tempo trascorso a farsi largo nell'intricata vegetazione Schinken vide a poca distanza una cosa straordinaria: dal suolo sbucava una gigantesca pianta di fagioli. Era talmente immensa che saliva fino a "bucare" le nuvole!!! I compagni però non notavano niente di insolito. Il mago si tolse allora il medaglione e, privo della protezione che il monile gli offriva nei confronti delle illusioni, vide le cose come apparivano agli altri: al posto della pianta esisteva l'illusione di una colonna di pietra spezzata e appoggiata al suolo.

Lo stregone lanciò su di se l'incantesimo Volare e seguì la pianta. Al di sopra delle nuvole, a grandissima distanza dal suolo, si ergeva una struttura di (forse) metallo lucente, a forma di fungo (e qua si scopre che il Master guarda Dragonball: è praticamente il palazzo del Supremo!), apparentemente priva di ingressi.