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del Comune di Pietramelara , nell' ambito delle manifestazioni organizzate dall' Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Campania , un seminario di diffusione del volume e dell' ipermedia "Trame di Lavoro" . Al termine dell' incontro è stato rilasciato un attestato di partecipazione a firma congiunta dell' Assessora Regionale alle Pari Opportunità Dott.ssa Maria Fortuna Incostante e del Direttore Generale dell' Ufficio Scolastico Regionale Dott. Alberto Bottino
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Cenni storici e geografici della Città di Pietramelara La
nostra cittadina fa parte della provincia di Caserta, una delle province della
regione che lo scienziato Plinio chiamò "Campania Felix" per la
fertilità del suo suolo. Il territorio casertano comprende la pianura a nord di
Napoli chiamata "Terra di Lavoro". Non sappiamo con precisione l'
origine del nome della nostra cittadina;secondo alcuni, deriva da miele e,a
sostegno di tale tesi,fanno riferimento proprio allo stemma del paese,formato da
un alveare con "api che producono miele"ed ecco spiegato il nome di
"Pietra Mielata"oppure "Pietra Mellara".
Altri,invece,sostengono che il nome derivi da "Pietra Molara",una
pietra bruna trovata nei pressi del Monte Maggiore,adatta per affilare utensili
di ferro o rame. Incerte sono anche le notizie riguardanti l' epoca in cui
nacque la cittadina; sembra che esistesse già nei secoli 200 o 300; nei suoi
pressi sono stati ritrovati i resti di una grande villa romana o di un tempio
italico del II-I secolo a.C.,denominati Grotte di Seiano,riferito a Seiano,
ministro dell' imperatore Tiberio. Pietramelara, infatti, fu conquistata dai
Romani,i quali vi risedettero per lungo tempo e,in quanto città romana,data la
sua posizione strategica,fu soggetta ad invasioni barbariche e anche i
Longobardi la occuparono per lungo tempo. Nel "Rerum Italicorum Scriptores"
di Ludovico Antonio Muratori il quale riferisce sulla base delle notizie che
ricava dalla "Historia Longobardorum"dellAnonimo Talentino e dal libro
di Leone Ostiense,è annotato che "Pietra Mellaria" nel 900 faceva
parte del Principato Longobardo di Capua. Pietramelara, per la sua particolare
ubicazione,è la porta di entrata in Campania,mantenne una posizione di rilievo
anche nell'ambito dell' importante contea di Teano. Fece anche parte, con il
territorio circostante,dei possedimenti della Baia di Montecasssino.Due
placiti(documenti contenenti il verbale di un giudizio e il testo e il testo di
una sentenza)del 951 e del 989,riportati da Claudio Cipriano,nella suaStoria di
Teano attestavano, infatti,che Pietramelara oltre oltre a far parte del
territorio di Teano,è un "Castro" ricco di terre, alcune delle quali
furono cedute (Placito del 951) a monaci infermi e vecchi,altre furono oggetto
di contesa tra la Badia Cassinese e Arechisio, "figlio di un certo Gauro,abitante
di Petra Mellara". La cittadina di Pietramelara fu distrutta nel XII secolo
, in circostanze non definibili; venne ricostruita e conobbe prospere sorti che
culminarono con la dinastia dei Manforte,nel XIV secolo,ne fecero il centro dei
loro possedimenti campani,inoltre edificarono la chiesa ed il convento di
S.Agostino (attuale palazzo Municipale) la chiesa dell Annunziata, iniziarono la
costruzione del Palazzo Ducale , restaurarono e fortificarono l'abitato . Per
quanto riguarda i Monforte , di notevole interesse storiografico è la notizia
riportata dal padre Cherubino Ghirardacci nella sua "Historia di Bologna
"in ordine alla discesa di Carlo I d' Angiò nel Regno di Napoli; essa dice
che "vi fu un vasco capitano , che con buon numero di cavalli , di Francia
passò in Italia con il conte Guido di Manforte,l' anno 1265,all' acquisto del
Regno di Napoli per Carlo,foglio di Luigi Re di Francia contro Manfredi,il quale
prese una grossa terra detta Pietramelara , lontana da Napoli trenta migliaia e
da Calvi e da Teano in Terra di Lavoro. Il 12 marzo 1498, dopo 15 giorni d'
assedio,il paese fu preso. La Classe II C ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA II C :ALUNNI ED INSEGNANTI La classe II c della Scuola Media Statale "Giovanni XXIII" di Pietramelara è costituita da 18 alunni,11 maschi e 7 donne. Ora ve la presentiamo, preparatevi,perciò,a conoscere non solo i nostri nomi,ma anche i nostri soprannomi.Al primo banco della fila di sinistra c'è Maria Cristina Izzo,la "Sempre in mezzo","la Piagnucolona" "Mozzarella";accanto a lei siede la "Secchiona della classe","la Sapientona","Il nostro computer":è Renata Di Nuzzo.Nel secondo banco siedono MarcoVera,il capitano della nostra squadra di calcio,e Francesco De Blasio;il primo è soprannominato "Beltè",oppure "Uomo-Vampiro" per i suoi denti;il secondo è "Byron Moreno",perchè è cicciotello come lui,oppure anche il "Panino". Dietro ci sono Marco Izzo, "Coniglietto" per i suoi denti da coniglio e Vincenzo Rossi,un ragazzo studioso,soprannominato "Il Professore". Nella fila centrale,al primo banco c'è Pietro Calierno,il "Super Polemico",il ragazzo che non sta mai fermo sulla sedia,con la bocca sempre aperta e,perciò,con il rischio continuo di ingoiare qualche mosca;Pietro è anche il "grande rivale" di Maria Cristina,con la quale fa scintille,si imbeccano continuamente e tocca a noi compagni dividerli. Compagna di banco di Calierno è Antonella Liccardo,il nuovo acquisto di quest'anno della II ,è chiamata "l'Esaurita , perchè parla da sola. Nel banco successivo troviamo due ottimi atleti,Antonio Masiello e Michele Russo,il "combina guai della classe". Nell'ultimo banco della fila centrale c'è "Il Rosso",Luca Izzo",con i suoi capelli color rosso carota;accanto a lui c'è il “Barzellettiere”della classe,il nostro “Libro di risate”;chi è? E’ Antonio De Robbio,colui che riesce a farci ridere anche nei momenti di maggiore tensione,come quello della “Condanna a morte senza appello” per noi alunni cioè l’interrogazione,o quello del “Supplizio di Tantalo”,il compito in classe.Passiamo ora alla terza fila,l’ultima;al primo banco troviamo lo “Scaccolatore” o “Petone” o “Mangia –Tutto”oppure “Il divoratore di calzoni” Salvatore Nuccillo, capace di ingoiarli con voracità alle otto e trenta,prima di entrare in classe. Compagno di banco del nostro “divoratore!”è il piccolo dellla classe, Luigi De Nuccio. Dietro siedono Anna Lombardo e Letizia Pastore; la prima è soprannominata “Silenzio”, perché non parla mai e la seconda”Topolino”per il suo fisico minuto e per la sua voce sottile sottile. Nell’ultimo banco troviamo Giorgia Di Fusco con il suo naso a ciliegia, soprannominata “La Portierina”, perché suo padre è stato portiere del Napoli, e Ida Galizia, la “Piccolina” “la ragazza mignon” “il peso piuma”, perché è talmente magra da farci temere che una soffiata di vento possa portarcela via. Questa è la II C, vi è piaciuta? Speriamo proprio di si, perché è la classe più vivace della scuola; la classe nella quale la risata è di casa e, chiunque vi entra, ne è contagiato. Ma non è finita, neanche i professori sono sfuggiti all’impertinenza di noi alunni; anche loro e, speriamo che non ci puniscano, hanno il loro soprannome. Eccone qualcuno : il primo, naturalmente,per una classe di atleti, è il “Professor Zidane”,il nostro insegnante di inglese, Pietro Scialdone. C,è poi il professore “La”, Tommasino Di Lauro che si sforza di farci amare la musica. Il “critico d’arte”, Costantino Marsocci che per noi alunni è il massimo, lo vedremmo volentieri al posto di Sgarbi. Ed eccovi la nostra coordinatrice sempre con il telefonino in mano e il cappotto sul braccio, la prof. di Matematica Concetta Spiritigliozzi. Infine il nostro mito e la nostra ossessione, la sempreverde professoressa di italiano, la “più” Giuseppina Fusco; la “Puffetta” della Scuola Media, la prof. Antonietta Mazzamauro.
La camera : “Si all’arresto per maltrattamento di animali”. “Un colpo anche alle zoomafie”Tutti d’accordo per ora fino al prossimo voto contrario: Un anno di prigione per chi
abbandona il cane dopo le tante violenze effettuate su cani,roditori e altri
animali. La Camera ha dato il suo voto positivo a questo procedimento. Ma tutto
questo sembra aver fatto scatenare nell’animo dei maltrattatori la v ‘E me se penza ca lle songo ‘o pate; Si ‘o guardo dinto a ll’uocchie mme capisce Appizza e rrecchie ,corre,m’ubbidisce, e pe’ fa’ ‘e pressa torna senza fiato, Fa capire che gli animali offrono tanto a secondo di ciò che danno. La frase più adeguata a questo articolo è : “Gli animali sono gli amici più discreti :non fanno domande e non riportano i pettegolezzi” Lidia Girardi Federica Masiello
Era un giorno piovoso. Ero
appena tornata da scuola, una giornata un po’ triste: per una semplice e
incidentale delusione scolastica.Pensai che di sicuro, quella era una delle
giornate no, come penso sia capitato a tutti di affrontare;al contrario si
trasformò in una magnifica notizia. Al contrario si trasformò in una piccola e
graziosa notizia.Di che sto parlando? Scopritelo insieme a me. A cos’ero
rimasta?...Ah sì,ero appena tornata dascuola triste e sconsolata;ero ancora in
macchina quando il mio sguardo si incrocia con due occhioni grandi marroni
avente un piccolo corpicino con il pelo nero,e qua e là qualche macchia di
bianco. Non ho potuto fare a meno di saltare dalla macchina e di stringere a me
quella dolce cagnolina. La lasciai per un’ istante,giù per prenderla e portarla
su per sempre.In lacrime(per dare più scena) dissi a mia madre che giù c’ era
qualcosa di eccezionale :u LIDIA GIRARDI
….Dopo aver finito il mio solito turno di lavoro al solito
ufficio postale di Wolf Creek mi stavo avviando, come al solito, al solito bar,
quando notai un tipo insolito che appena mi vide sussultò. Si ricompose e mi
salutò con un gesto semplice, ma garbato. Notai subito che era vestito in nero e
leggeva un libro da uno strano titolo “U.F.O. Esistono o no?” Appena vide che
avevo notato il suo libro, si affrettò a riporlo nella ventiquattrore (anch’essa
nera) con uno strano marchio sul manico: vi era scritto “MIB”. Finalmente
arrivai nel bar, poco dopo si ripresentò lo strano tipo in nero, si sedette
vicino a me e dopo aver ordinato una birra , mi passò un biglietto, dove c’era
scritto: “Se vuoi sapere la verità, domani al tramonto fatti trovare dietro al
molo. Fui sorpreso di leggere un biglietto tanto insolito, rimasi scosso e
alquanto indeciso sul da farsi, avevo già se E ora torniamocene alla solita vita con la solita monotonia. Peccato, un'occasione persa!
Il primo uovo con sorpresa fu regalato a Francesco I di Francia agli albori del XVI sec.: da qui probabilmente ha origine l’usanza di inserire un dono all’interno dell’uovo di cioccolato. Ma è nella Russia degli zar che le uova preziose e decorate diventano regalo di Pasqua, e Peter Carl Fabergé è l’artista orafo che con la genialità e l’inventiva delle sue creazioni ha segnato la storia delle uova pasquali decorate. Torniamo oggi a decorare le nostre tavole pasquali con uova di tutti i tipi, preziose e non, tenendo presente il suo simbolo-verità, e regaliamo ai bambini uova di cioccolato con l’auspicio che la vita possa riservare loro solo dolcezza. Alle persone care regaliamo uova più o meno preziose, più o meno belle, sapendo che questo gesto mantiene nel tempo il suo significato di profondo atto d’amore. Prof.Giuseppe Landolfi
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