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Questa iniziativa vuole evidenziare come la Musica e soprattutto la Canzone, forma musicale molto in voga nella nostra epoca, siano spesso terapeutiche nel realizzare l’obiettivo del sentirsi bene con se stesso e con gli altri.  Le canzoni che sentiamo tutti i giorni sono spesso sottovalutate e intese solo come suoni e parole che esprimono quasi sempre aspetti futili e superficiali della nostra vita, ma ad una più attenta osservazione esse sicuramente vanno a  colmare dei vuoti, a  risolvere delle esigenze emotive molto antiche. Mentre nel passato la musica popolare creava nelle feste, durante i riti religiosi, ma anche durante il  lavoro, dei momenti di vera socializzazione, di partecipazione ad una espressività di gruppo, oggi non abbiamo molti momenti di comunanza e di caratterizzazione territoriale nella musica. Mancano le occasioni giuste, manca una produzione vicina alle proprie  tradizioni e soprattutto manca una vera incentivazione a seguire  con più attenzione almeno la musica italiana. Ci siamo quindi proposti di scegliere delle canzoni di musica “leggera” di ascoltarle, analizzarle e cantarle, per trovarci in una esperienza di comunione di emozioni, per passare insieme dei momenti musicali in un  modo diverso, costruendo immagini, suoni,  ricordi di partecipazione viva con la speranza che contribuiscano a creare un’identità affettiva della nostra comunità. Questa esperienza ci ha fatto riflettere su ciò che prima si assorbiva passivamente e su come la canzonetta spesso si eleva ad opera d’arte e racconta, come nelle arie dei melodramma del passato, le immagini  e le emozioni della vita.

Prof.Di Lauro

Lunga vita alla musica

Fin dai tempi antichi la musica è stata sempre presente nella vita di ogni singola persona e la sua forma, maggiormente ascoltata e praticata, anche se chiamata con nomi diversi, è stata la Canzone (breve componimento poetico musicale). Dalle semplici canzoni trovadoriche che venivano cantate nei castelli del medioevo alle popolari canzoni spesso cantate durante il lavoro nei campi oppure durante le feste nelle piazze, alle euforiche o energetiche canzoni di oggi, house, pop rock, che spopolano nelle discoteche o vengono trasmesse dalle radio o dalle T.V. l’elemento comune è proprio questa semplicità di comunicazione, questa capillare diffusione di modi di fare, di pensare di emozionare. Nonostante il cambiamento di stile della musica popolare attuale, non è detto che le vecchie canzoni si siano dimenticate, soprattutto quella napoletana che viene ancora cantata in tutta Italia e all’estero come simbolo di una espressività genuina di un popolo.

Oggi come oggi i giovani ascoltano molta musica; vi sono periodi in cui tutti ascoltano il famoso “tormentone”oppure periodi in cui ognuno ascolta il proprio genere. Spesso noi giovani ascoltiamo una canzone perché il motivo o le parole si identificano con gli avvenimenti emozionali di un particolare periodo della nostra vita, brutto o bello che sia, preferendola quindi maggiormente al genere classico.

Con la canzone si sono verificati alcuni cambiamenti nella società: infatti ella si è formata e trasformata anche con l’aiuto della canzone. Tuttavia oggi frequentemente il contenuto delle canzoni viene “sentito ma non ascoltato”, per esempio: spesso si impazzisce per le canzoni inglesi, solo perché ci piace il motivo e a volte, traducendo il testo in italiano, si scopre che la canzone alla quale avevamo attribuito un significato non ha niente a che fare con quest’ultimo. Per prevenire ciò, noi, della terza A, abbiamo scelto delle canzoni e avendole analizzate sulla base della loro struttura, il loro arrangiamento e il loro contenuto, abbiamo notato come spesso si è molto superficiali nell’ascolto.

Quando tra i giovani si parla di trasgressione, quasi sempre ci si avvicina al genere rock. Questo genere che pure può avere una funzione energizzante e positiva, magari come supporto nelle attività 

fisiche, può portare a volte i ragazzi ad una trasgressione esasperata. Ed ecco che molti giovani nelle discoteche iniziano a bere senza sosta, si drogano credendo così di avere più forza per ballare ed acquistano abitudini sessuali molto promiscue; in questi casi il rock molto spesso funge da elemento di aggregazione tra persone che seguendo ciecamente il proprio idolo ne imitano il modo di vivere, gli ideali trasgressivi e autodistruttivi, non valutando che questi contenuti presenti nelle canzoni rispondono solo ad una logica commerciale e di strategia puramente economica che lo stesso cantante utilizza al solo scopo di arricchirsi. Nonostante ciò bisogna dire che la maggior parte della musica è fondamentale per la vita degli uomini e spesso aiuta nella formazione e nella trasformazione positiva del proprio animo, per cui è giusto affermare: LUNGA VITA ALLA MUSICA!!!

Migliore Carolina Conca Antonella Di Crosta Valerio Lombardo Rosita Fusco Pasquale Sangermano Giovanni

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