Un panorama mozzafiato
Ora che era tutto pronto, andarono tutti ai Burbank Studios della Warner, era il febbraio 1981... Katy Hader aveva imballato, per il trasloco, la documentazione ed i copioni, ma ando' tutto buttato per errore...
Scott e Deeley cominciarono a cercare le location per gli esterni , tra cui Los Angeles, Atlanta e Londra. Nel settembre del 1980 decisero di girare gli esterni subito fuori dello studio cinematografico... Adattarono la Old New York Street, che era stata costruita nel 1929 e usata anche nel Falcone Maltese.
Nel marzo 1981 avrebbero iniziato il montaggio. Dato che avveniva tutto di notte, iniziavano a lavorare alle 12.30 fino alle 5/6 del mattino... Quella location divento' Ridleyville. A peggiorare le cose, c'era il pericolo di uno sciopero del Sindacato Registi per luglio, quindi dovevano finire il montaggio per quella data.
Il primo obiettivo era trasformare Old New York nella Los Angeles del 2019... Lawrence Paull fece molte foto delle facciate preesistenti e le passo' a Syd Mead. Per l'illuminazione usarono all'inizio dei neon pubblicitari creati apposta. Quasi tutte le auto di Ridleyville erano costruite su un telaio VolksWagen, ed invecchiate artificialmente.
Scott era stato in precedenza cosi' pignolo da far ricamare sulle mutande di Sigourney Weaver la scritta Weylan/Yutani, il nome della compagnia che invio' l'astronave di Alien, ma in BLADE RUNNER esagero'...
In quegli otto isolati c'era tutto il film. I semafori erano detti trafficatori, oltre ai colori davano informazioni sul traffico, le news e il meteo. Un altro apparecchio del futuro e' il VidPhon, videotelefono usato da Rick e Roy, che ovviamente era invecchiato artificialmente.
Oltre ai neon c'era la pioggia incessante... Era stato creato un sistema di innaffiamento sopraelevato, c'erano sette dispositivi rotanti per una pioggia torrenziale, c'era sempre freddo e umido.
Addirittura in una scena Scott mando' una musica triste per dare lo spirito giusto.
La scena del Noodle Bar fu la prima girata a Old New York. I manici degli ombrelli servivano a illuminare le loro facce e per vedere la strada dove camminavano.
La danza del serpente
Lo Snake Pit fu montato nello stesso studio dell'appartamento di JF Sebastian, e in origine doveva essere un teatro d'opera, non un night club. Hy Pike, l'attore che ne impersona il proprietario, prenoto' un'audizione per il ruolo di barista, ma dato che Scott non arrivava fece la parte al primo che entrava, e quello disse che Taffey, il proprietario, era diverso da cosi'... Lui si arrabbio', dicendo che Scott lo aveva fatto aspettare tutto il giorno, e che se ne sarebbe andato, ma l'altro gli disse di rimanere li': era Deeley.
Ridley e' un perfezionista, ma fece quella scena in due sole riprese, dicendo che quando vede la perfezione al primo tentativo, la cattura subito.
Ridley voleva girare l'intera scena col serpente, ma sarebbe costata troppo.
Il numero doveva svolgersi su una piattaforma sopraelevata, coperta di dune di sabbia; ci sarebbero stati rivoli di sabbia mossi dal vento a formare una figura umana, quella di Zhora. Si sarebbe allontanata dalla duna per avvicinarsi al serpente che usciva da sotto la sabbia, la sua lingua avrebbe saettato e la danza sarebbe iniziata... Il serpente Darling, usato nel film, era di Joanna Cassidy, attrice che poi fece la parte della protagonista in Roger Rabbit.
Durante la scena nel camerino di Zhora, l'attrice era vestita solo di paillettes e cerone, ma questa nudita' costava in realta' tre ore di trucco con quattro diversi truccatori...
L'asciugacapelli era vero, era di un salone di bellezza. Nella scena della lotta non avevano controfigure. La Cassidy fuggi' sui tetti delle auto, non prima di essersi cambiata le scarpe... Fino ai colpi di pistola usarono gli attori veri, poi per la scena delle vetrine infrante usarono una controfigura, fatto che al rallentatore si nota subito...
Anche la scena della lotta con Leon non ha controfigure: Ford la fece indossando dei vestiti imbottiti, ma dopo 5 o 6 ripetizioni della scena era massacrato... Girarono la scena intera su una macchina da 65mm per gli effetti speciali, per poi proiettare su un palazzo l'immagine di una cinese che fuma e li guarda, a sottolineare il concetto di controllo, ma la MGM rovino' il negativo.
La battuta "Svegliati, e' ora di morire!" non era nel copione, la improvviso' Brion James.
La scena di odio
Harrison odiava Sean, era una scena d'odio, ma lui fu molto professionale; lei rimase escoriata dalle tapparelle e dalla barba di lui, manco' dal set per due settimane...
Il tentativo di fuga di Rachel fa arrabbiare Rick. In origine la scena era piu' lunga e sensuale, mai volgare, tagliandola rimase la sua attitudine violenta.
Hauer dice che l'amore di Rick non aveva senso, Rachel era come un vibratore che sembrava una donna.
Fancher non voleva introdurre questa scena, mentre Deeley e Scott premevano per averne una del genere... Cosi' Deeley disse agli altri "Proviamo a girarla" e Fancher lo prese in parola "Va bene, io faccio Rick e tu fai Rachel". Sapeva che Deeley odia essere toccato, quindi gli mise una mano sulla coscia e una in faccia...
E gli disse "Baciami...", al che' Scott lo blocco' disgustato: Fancher aveva raggiunto il suo scopo, ma capi' che era una scena dal potenziale enorme, la scrisse durante la notte e al mattino fu approvata...
Nella scena girata nel suo appartamento, dopo che si e' lavato a Rick brillano gli occhi, caratteristica tipica dei replicanti.
Il Dio della Bio-meccanica
Hauer aveva notato che a Los Angeles la gente aveva una fossilizzazione sessuale, erano tutti etero o omo, in modo definito. Per Roy non aveva importanza la sessualita', quindi baciava tutti: gli piaceva quella sensazione.
Il primo piano di JF che vede uccidere Tyrell fu girato separatamente dalla scena dell'omicidio, in base al racconto di Ridley, dicendogli che si doveva comportare come un bambino affascinato dall'orrore.
In origine Roy dopo averlo ucciso dice "E ora portami da chi mi ha costruito", e con JF salgono al piano superiore, dove c'e' una cella con il vero Tyrell ibernato, in attesa di una cura al suo male.
Roy dice di svegliarlo, ma JF gli dice di aver danneggiato per sbaglio il macchinario anni prima, e Roy, avendo capito di non avere speranza di vedersi allungata la vita, lo uccide.
In un'altra versione Roy scopre che il cervello di Tyrrell era stato trapiantato nel corpo di uno squalo che era tenuto in un gigantesco acquario: stranamente l'idea fu riciclata in Johnny Mnemonic, con un delfino...
Mentre scende in ascensore si vedono per l'unica volta le stelle, e Roy si allontana, come un angelo caduto.
E' tempo di morire
Ridley pensava alla scena finale come un'esibizione alla Bruce Lee, ma Hauer non avrebbe potuto fare nulla del genere, quindi propose un inseguimento, il "gioco della vita", una danza sulle ultime energie di Roy.
Avevano paura di essere ridicoli quando Roy sfonda il muro con la testa, invece e' credibile, non volevano che i replicanti volassero come Superman.
Quando Roy esce dalla finestra sotto la pioggia, ha dei segni asimmetrici sul petto, era una idea non completamente realizzata, erano dei tatuaggi che dovevano sembrare tipo pezzi di motore, degli attacchi da agganciare alla tuta spaziale. Dovevano fare una piattaforma in studio, era impossibile usare palazzi veri.
L'arrampicata nel bagno in cui Rick perde la pistola la fece Ford, mentre la controfigura Gary Combs fece quella esterna. Ford fece da solo tutta la scena finale: tranne il salto in cui gli subentro' Combs, Harrison fece tutto il resto appeso con un pallone sotto.
Prima di saltare, Roy stringe una colomba. Era un'idea di Hauer, Roy aveva esplorato la casa di JF, sapeva che c'erano degli uccelli. Disse a Ridley che voleva prendere una colomba, Scott chiese perche': morendo, voleva stringere una cosa viva, che avrebbe lasciato al momento del trapasso, e' l'anima di Roy, la liberazione dello spirito.
Batty salva Deckard per appoggiare la tesi "piu' umano dell'umano", nel momento in cui i ruoli erano invertiti.
Roy fa una scelta umana, vuole vedere la morte, ma salva Rick per mostrare ai suoi costruttori che stanno sbagliando, devono trattarli come umani, e non costruirne piu'.
Fancher dice che Roy era affascinato dalla vita, e alla fine della sua vita e' Deckard, l'insignificante, che sputa in faccia alla morte, e Roy apprezza questo attaccamento alla vita. Ripaga la provocazione di Rick salvandogli la vita con generosita'. Lo stanco Roy si accascia con la colomba, sorride e parla.
E' talmente toccante che sul set si commossero per l'effetto delle parole, la fatica e i problemi legati al film.
In origine era lungo mezza pagina, Hauer disse a Ridley che stava morendo, non poteva parlare tanto, solo dire addio e raccontare cosa aveva visto. Rendiamola veloce ma profonda, concediamo a Roy un momento di saggezza. Improvviso' la parte delle lacrime nella pioggia. Fu Peoples a scrivere il monologo, quando smette di parlare la colomba vola, non si vede Roy che muore. Ma piove per tutta la scena.
La colomba batte' due volte le ali e si fermo' sul ginocchio di Roy, e ando' via camminando.
Registrarono il seguito del volo in Inghilterra in postproduzione.
Essere o non essere
Ai primi raggi dell'alba uno Spinner si alza dietro il cadavere di Roy. Gaff lancia la pistola a Rick, dando l'idea che lo abbia seguito di nascosto. Gli dice che ha fatto un lavoro da uomini.
In origine doveva essere Bryant sul tetto, ma Ridley voleva usare la battuta "peccato che lei non possa vivere" anche sul pianerottolo con l'origami, per provare che era stato a casa di Deckard.
L'unicorno era un'idea di Ridley, aveva piu' significati ma non piaceva a Fancher. Ford annuisce perche' capisce che Gaff era stato li' senza ucciderla, ma nel Director's Cut l'unicorno indica che Rick era un replicante.
Il 30/6/81 finirono le riprese.
Blood Runner
La lavorazione di BLADE RUNNER fu qualcosa di stressante e sgradevole. Scott e Deeley odiavano, ricambiati, la Tandem; Scott era esasperato dalla troupe, e viceversa.
Il nickname del film era Blood Runner. Le cose cominciarono ad andare male mentre giravano la scena dell'ufficio di Tyrrell, Scott volle rigirarla da capo perche' l'illuminazione era scarsa... erano passati oltre 10 giorni. Comunque servi' a migliorare la recitazione di Sean Young. La cosa brutta era, ricorda Deeley, che nessuno sapeva esattamente cosa stavano facendo, era tutto nella testa di Scott.
La Tandem comincio' a chiedere "Hai bisogno di tutti questi particolari?"
I produttori coprivano i fuori-budget di tasca loro. Pensavano di aver comprato una quota di StarWars, invece avevano pioggia e buio, scene girate 15 volte... Si dice che BLADE RUNNER pareva un film della Cannon, una casa di produzione a basso budget... Non ci sono soldi? Strappiamo una pagina del copione!
Il 9/7/81 montarono il film, e due giorni dopo Scott e Deeley erano fuori dal progetto per motivi di budget.
Ma loro non lasciarono, ormai erano troppo dentro, e in una settimana si sistemo' tutto, anche se la Tandem voleva piu' controllo. Kathy Haber riusci' ad impedire il rimontaggio della Tandem mentre Ridley era a Londra, novella Penelope degli effetti speciali.
La strana coppia
L'altro dissidio disastroso era tra Ridley e Harrison Ford.
Le cose tra loro erano iniziate bene, ma poi sul set le cose peggiorarono... Ford criticava le esagerazioni di Scott. Dopo 10 anni, per il Director Cut, nelle interviste Ford era ancora polemico.
"Ero un detective che non faceva indagini". Ma questi rancori non esplosero fino alla fine del film. Ford era un professionista e Ridley era troppo impegnato per polemizzare. Il problema era che Ford per la prima volta lavorava con un regista "ostile" al cast, sembrava freddo. Ford voleva che Scott gli dicesse cosa fare. Le donne invece non avevano problemi, chiacchieravano con Ridley, mentre lui non veniva ascoltato. I loro rapporti migliorarono in postproduzione; non parlarono mai abbastanza da capire se a Ford il film piacque.
Combs disse: "Ford non e' un grande attore, ma sa interpretare bene le parti "fisiche"... Una notte venne da me e mi chiese cosa stesse facendo, perche' ripeteva ogni scena 10 volte?"
Ford era sbucciato e malconcio, voleva fare le scene pericolose ma non 10 volte.
Gli chiese se poteva avere gli straordinari, Combs disse che avevano lo stesso sindacato.
E Ford: "Quanto dovrei prendere?"... Combs: "Gli dissi la cifra e di tenere acqua in bocca. Dopo venti minuti arriva il direttore di produzione: "Ford vuole l'aumento!" Gli dissi che era ragionevole, e lo pagarono! Sveglio!".
Anche Walsh/Bryant ce l'aveva con Scott, tutta la notte aveva cercato la luce e l'inquadratura giusta, alle sei la stazione riapriva ai pendolari, in dieci minuti dovevano fare la scena perfetta.
Finite le sue scene Ridley voleva fargliele rifare, lo voleva affannoso, e lui si abbatteva pensando di non essere all'altezza delle aspettative del regista. Poi le rifece per Yorkin che promise fosse l'ultima volta, ma Scott la rifece per la quarta volta, per cambiare il numero dei replicanti.
Nella stanza blu Ridley voleva che lui fumasse il sigaro, ma lui non fumava. Lui tossiva e Ridley insisteva perche' voleva l'atmosfera fumosa. Walsh gli auguro' di venire appeso per le palle a dondolare, convinto che Scott non lo sentisse, ma Ridley gli disse "E' esattamente cosi' che mi sento!"
Hauer: "Non ho litigato con Ford, abbiamo lavorato poco insieme, era cortese e professionale, ma sembrava ci fosse un vetro tra noi..."
Sean: "Non andavamo d'accordo, non so perche'... Mi irritava".
Kathy: "Avevano personalita' incompatibili, un attore consumato ed un'attrice in erba, non e' facile..."
La battuta del gufo fu rifatta 26 volte, Sean diceva Owel invece di Owl, Ford non le rivolgeva la parola.
Un altro problema era la pignoleria di Scott. Syd Mead dice che "era 20 passi avanti, ti dice di fare una cosa, mentre sei a meta' ne ha pensata una migliore... Avevano montato tutto, comprato tubi, plastica, acciaio, legno, Scott arriva in auto, dice "Mica male come inizio" e va via..." Avevano speso un milione di dollari.
Un'altra cosa assurda era il ritmo infernale, il girare solo di notte...
Il set era sporco e oscuro, umido, fumoso, non aiutava il morale. L'uccisione di Zhora fu girata durante l'ultima notte utile, con molte telecamere: fu fatta in una sola take... poi dicono dello stress!
Un clima teso
L'ultima notte fu terribile, non dormivano da 36 ore, dovevano ancora girare molte scene, avevano tre scene allestite, il combattimento finale e la morte di Roy. Era mattina quando arriva Gaff.
Il primo piano di Rick fu fatto sul tetto di un altro palazzo. Guardava Roy morire, sembrava convincente, esausto e abbattuto: in realta' stava per addormentarsi.
Sul set della scena finale, l'ultima sera, c'era ansia. Avevano scelto di usare una colomba e' vera, anche se la caratteristica della Los Angeles del 2019 sono gli animali finti, era un'idea di Rutger Hauer, portava contributi importanti... La trovarono il mattino stesso.
Non potevano girare le scene descritte nello speech, cosi' lasciarono la camera fissa su Rutger.
Scott era in cima al suo trespolo quando Rutger lo chiamo' nella sua roulotte, e gli disse sorridente "Ho scritto una cosa per questa scena", erano le lacrime nella pioggia, penso' fossero meravigliose, come lo era l'interpretazione di Hauer. All'epoca non c'erano ancora gli effetti, Scott "vedeva" il film e gli altri non capivano.
Scott in una intervista disse che preferiva lavorare con gli inglesi, dicono sissignore ed eseguono... La troupe allora preparo' una maglietta con scritto "Yes Guv'nor MY ASS". Il primo a vedere la maglietta fu proprio Ridley: scomparve, poi torno' con Deeley e Kathy, con le loro contro-magliette: "Xenophobia sucks".
Per Scott era il primo film in USA, dove il regista - per motivi sindacali - non puo' manovrare la telecamera. Aveva appena finito Alien, dove poteva toccare la camera, era abituato a guardare la scena dal mirino. Rawlings disse: "Quando vedo una persona che ha un dono particolare per cio' che fa, mi commuovo, Ridley ha questo talento, enorme, aldila' della regia..."
Effetti speciali
A meta' luglio finirono le riprese. Per gli effetti speciali servivano 5,5 milioni di dollari, ne ottennero solo due e cosi' dovettero tagliare molte scene, tra cui l'arrivo di Deckard in treno, lui che sale in auto e corre su una strada automatizzata. C'e' un ingorgo, inserisce il pilota automatico e fugge a piedi, entra in ascensore, sale sulla piattaforma e aspetta lo spinner che lo porta alla Centrale.
Ci furono almeno 38 scene in meno. Costruirono una "Stanza del fumo" per la scena iniziale e per le panoramiche della citta'. Le fiammate di Hades vennero girate nel parcheggio.
Per parlare degli effetti ci vorrebbe una intera conferenza.
Nella piramide c'e' la stanza degli interrogatori: il passaggio all'inizio del film e' uno dei migliori nel suo genere.
La geisha prende una pillola, facevano cose non molto salutari come fumare. Erano fatte con dei giochi di Toys R us, Doodle Ball, costruirono cosi' quei pannelli. Costruirono una replica del Millennium Falcon per divertimento, e la misero sul tetto della stazione di polizia. La scena visibile nell'Esper contiene due stanze di albergo, lo specchio nella stanza lontana permetteva di vedere le zone nascoste. Sia Zhora che Roy sono controfigure. La foto di Zhora e' diversa, ma se ne accorsero solo dopo l'uscita del film!
Per la scena dell'omicidio di Tyrell dovettero mettergli dei tubicini per il sangue, ma nella versione USA tagliarono. Poi fecero un calco della sua testa, in un'ora, ma Turkel fu paziente, poi riempirono il calco di silicone/cervello. Fecero una inquadratura usata da Hitchcock per Vertigo, l'ascensore che scende e lo zoom su Roy che guarda le stelle cadenti.
Le scene con effetti speciali passarono da 328 a 90, poi a 65, per una spesa di 3,5 milioni di dollari. A meta' dicembre finirono di lavorare agli effetti speciali.
Ritocchi finali
Il primo rassemblamento del film fu visto da Scott e Rawlings: rimasero tutto il tempo zitti, alla fine Ridley disse "Bello, meraviglioso, ma che significato ha?" Sapevano che li aspettava un lungo lavoro.
Assemblarono le 12 bobine con una musica provvisoria, dando vita a una prima versione della copia-lavoro.
La Tandem dopo la prima visione disse che era "moscio, confuso e senza senso".
Il 21/1/82 fecero un secondo montaggio, con il voiceover, ma non piacque ancora, dissero: "peggiora ogni volta che lo guardiamo"... Era bello saperlo dopo un anno di lavoro!
Le musiche furono affidate ad un artista greco: Vangelis era negli Aphrodite's Child con Demis Roussous, e il loro lavoro piu' famoso si intitolava Rain and Tears... In quel periodo stava facendo un disco col cantante degli Yes, Jon Anderson, e rifiuto' di entrare nel gruppo in pianta stabile.
Vangelis rimase sconcertato dalla bellezza di Blade Runner, e terrorizzato da quel futuro.
Creo' una nostalgia futuristica, qualcosa di potente e dirompente, una colonna sonora bella e malinconica.
Il problema erano i tempi lenti di Vangelis, che lavorava e suonava da solo.
Il disco usci' 12 anni dopo, forse a causa dei litigi tra l'autore e Scott, dovuti alle troppe modifiche.
In fase di postproduzione necessitavano di alcune aggiunte: un primo piano di Pris che guarda un mondo in miniatura dal microscopio di JF, qualche sequenza drammatica per il video di presentazione di Roy, ai lavori forzati in una prigione futuristica, la visione di Deckard dal tetto prima di saltare, un primo piano del proiettile per Leon, lo spettacolo allo Snake Pit.
La Tandem a fine settembre pose il veto su tutto, e inoltre disse che la "soluzione replicante" sarebbe stata sgradita. La Warner diffuse allora la febbre di Blade Runner. Libri sulla sceneggiatura, trailer da 2 minuti, un trailer da 16 minuti con interviste. Mandarono in tour uno spinner, mentre molte macchine furono distrutte in modo che non potessero essere riutilizzate in TV o in altri film.
I doppi si fondono
A meta' di questa campagna, riapparve Dick. Gli offrirono un compenso per romanzare il film, e lui si arrabbio'. Gli dissero che non avrebbe potuto legare a fini pubblicitari BLADE RUNNER a DADOES.
Scott disse di non essere riuscito a finire DADOES, e a Dick si drizzarono i capelli.
Si risolse tutto a Natale del 1981, quando Scott invito' Dick per un'anteprima da 20 minuti di BLADE RUNNER completa di effetti, nella sala proiezione della EEG, con video in 70mm e audio da far tremare il pavimento. Misero dei pezzi di Vangelis, ma non ancora quelli nuovi, che non erano pronti.
Dick fu mandato a prendere in limousine, e appena arrivato si lamento' di tutto. Gli mostrarono gli apparecchi della EEG, ma non si stupi'. Incontrando Scott, Dick resto' sulle sue.
Spensero le luci, parti' la musica, e Dick rimase come una statua per 20 minuti.
Si accesero le luci, Dick si giro' e chiese "Posso rivederlo?" Durante la seconda proiezione chiese come avessero fatto ad usare la stessa ambientazione che lui aveva in testa... Dick ando' via stupefatto, era entusiasta dell'ariano Batty.
Scott era seduto dietro lo scrittore e gli spiegava le scene. Secondo Dick i replicanti sono da biasimare, freddi e crudeli, non provano empatia, per Scott erano superuomini che non volavano: intelligenti, rapidi, con riflessi eccezionali. Dick apprezzava Ford, diceva che avrebbe reso bene la disgustosita' di Rick.
Lo scrittore divenne un accanito sostenitore di BR, fino al 2/3/82, quando mori' a causa di due infarti consecutivi. Aspettava il film come un bambino aspetta il Natale.
Qualcosa non funziona
Arrivarono alla prima proiezione pubblica, a Denver e Dallas.
Erano copie-lavoro, provvisorie, senza le musiche di Vangelis e con i colori non mixati. Tutto esaurito ed applausi convinti, ma poi qualcosa non funziono'.
Quello che segue e' il ricordo di uno di quegli spettatori: "Si aspettavano un inseguimento tra macchine volanti, e Harrison Ford... C'erano dei ragazzini... All'inizio erano esterrefatti, era realta' virtuale, immersione totale. Era bello non essere trattati da idioti con troppe spiegazioni...Ma ero l'unico a pensarla cosi'." Uscirono in silenzio, come da un funerale, confusi e depressi dall'atmosfera e dal finale ambiguo.
La gente si lamentava della poca comprensibilita', avevano in testa Starwars e Indiana Jones, non erano preparati ad un film noir, molti uscirono prima della fine. Le critiche erano le seguenti: era difficile da capire, era troppo violento, era lento e opprimente, e poi il finale dell'ascensore...
C'erano elogi per gli effetti speciali, molti lo definirono "Unico"...
Ma erano troppo distratti da essi per capirlo e consigliarlo agli amici.
A questo punto decisero di mettere i voiceover, che vennero apprezzati perche' danno informazioni utili, ma giudicati invadenti e ridondanti, dato che non sono sentimenti, ma sono fatti. L'idea era di Ridley, amava il feeling dei noir anni '40. C'erano dei voiceover anche negli script, uno diceva "Se le colonie sono un posto cosi' bello perche' le pubblicizzano? Se trovi qualcosa di meraviglioso lo tieni segreto..."
Parlandosi addosso
Nelle anteprime di Dallas e Denver c'erano gia' dei piccoli voiceover.
Peoples ne tolse molti dallo script di Fancher, non puoi fare una trama sui voiceover, diceva. Il lavoro su di essi duro' sei mesi, la voce di Ford fu riregistrata 3 volte. Ford li odiava, ma li doveva fare per contratto.
L'anteprima aveva il voiceover solo sulla morte di Roy, e non si capiva molto. Ford, Yorkin e Kathy Haber entrarono in uno studio di Beverly Hills per la terza versione, ma a quel punto Harrison odiava sia quei commenti che il film; recito' male apposta, sperava che non riuscissero ad usarla.
Peoples e Fancher andarono al cinema insieme a vederlo la prima volta, Peoples pensava che Fancher avesse introdotto i propri voiceover stravolgendo la sua versione... Poi scopri' che Fancher non c'entrava nulla, e che aveva pensato lo stesso di Peoples!
Quando usci' il Director's Cut tutti dissero che era meglio, ma perche' conoscevano la trama!
La corsa nel tramonto fu aggiunta dopo le anteprime, come il voiceover.
Un finale dolceamaro era previsto sin dai primi script, ma erano rimasti senza tempo e denaro. Le critiche negative dell'anteprima fecero il resto. In origine durante la corsa dovevano vedere l'unicorno tra gli alberi, mentre avrebbero avuto l'origami sul cruscotto.
Stettero 5 giorni a filmare la Monument Valley, ma non venne bene perche' era brutto tempo. Ivor Powell, che aveva lavorato con Kubrick per Shining, si ricordo' quegli sconfinati panorami, e suggeri' a Ridley di contattare Stanley: Kubrick accetto', a patto che non riusassero pezzi del film. In alcune scene si vedeva la Volkswagen in basso. Mancava solo il dialogo in auto, per il quale andarono al Cedar Lake in California.
L'8/5/82 ebbe luogo una nuova anteprima a San Diego, e il clima era di ottimismo: c'era gente con la maglietta di Revenge of the Jedi (il titolo provvisorio dell'ultimo episodio della trilogia iniziale), del quale stavano per iniziare le riprese. Quando Harrison Ford entro' in sala ci fu una standing ovation da 5 minuti.
Il finale buonista non convinse tutti, era ridicolo dopo due ore tristi e piovose, pero' nessuno usci' a meta'.
Fuori, al freddo
La reazione all'anteprima per cast e troupe fu discordante: non lo capirono, molti in realta' non conoscevano la trama. Combs aveva letto la sceneggiatura, ma la domanda che faceva piu' spesso sul set era "Ma di che parla questo film?" Lo capi' al cinema.
Buona parte della critica li fece a pezzi, una disse "Non credete al Blade Runner, e' uno che si muove lentamente sul filo del rasoio". Soprattutto odiavano il voiceover ed il finale, ironicamente.
Blade Runner usci' subito dopo Star Trek II, Conan e La cosa... E soprattutto dopo ET. Pensavano che ET avrebbe avuto un effetto piu' breve, cosi' Blade Runner sembrava un fallimento, aveva incassato meta' di quanto speso.
Fancher: "Dalle note di Vangelis sul paesaggio industriale fino alla fine si era rapiti... Quando si riaccesero le luci vidi Ridley in piedi in un angolo e corsi da lui a complimentarmi: lui pensava che lo volessi picchiare!" "Ero impressionato, non avevo mai visto niente di simile..."
Non tutti lo ritenevano un fallimento, e chi lo amava lo raccomandava agli amici, il numero dei fan che lo apprezzavano crebbe fino a farne un cult movie. La svolta fu l'introduzione delle videocassette, proprio intorno al 1982: una crescita esponenziale, accompagnata dalle TV via cavo, le quali portarono Blade Runner da gente che al cinema non lo avrebbe mai visto.
Una lenta riscoperta
La gente lo affittava, lo comprava, ne parlava, e gli altri lo vedevano per capire cosa fosse.
Ma la conferma della popolarita' fu confermata da quanti cominciarono a copiarne lo stile; Brazil doveva molto a Blade Runner, ed anche il tour del 1989 dei Rolling Stones per Steel Wheels.
L'influenza artistica del film era talmente forte che divenne la pietra miliare di un nuovo movimento letterario, il cyberpunk.
Di solito un film non riesce al cinema dopo dieci anni, specie se fu un fallimento: se addirittura riesce due volte in due anni, l'improbabile diventa sbalorditivo.
Nel 1989 Michael Arick, tecnico addetto al restauro delle pellicole, stava lavorando agli archivi della Warner Bros, quando fece una strana scoperta... Cercava le copie dei film con James Dean e ne restaurava il sonoro, divenne un consulente piuttosto noto nel campo. Stava restaurando la libreria suona della Warner quando nel settembre 1989 visito' le cantine della Todd-Ad a Hollywood, cercando una copia in grande formato, 70mm, di Gipsy, il musical del '62 con Natalie Wood.
Quello che trovo' invece cambio' la storia del cinema.
Mentre cercava la Wood teneva gli occhi aperti a caccia di qualche rarita': all'improvviso trovo' dei contenitori con scritto Technicolor, London, Blade Runner, 70mm Print.
Sapeva che era roba interessante, volle assicurarsi che fosse davvero BLADE RUNNER, a volte invertono le bobine. Dopo una rapida occhiata sapeva che era il film di Scott, ma non proietto' le bobine. Ancora per 2-3 mesi continuo' a recuperare materiale, per evitare che quelle preziose copie sparissero nel mercato privato, cerco' di metterle via.
Non fu facile averle perche' era in corso la diatriba sulla proprieta' con la 20th Century Fox. Alla fine pero' Arick ottenne la copia, e la porto' in magazzino, dove sarebbe rimasta a lungo se qualche mese piu' tardi non fosse arrivata una telefonata. Nel 1990 Rob Bantha della Fairfax Theatre chiese una copia 70mm per il loro festival di primavera, quindi cerco' di avere la copia di cui si era saputo, in cambio del restauro.
Appena avuta la copia, allestirono una proiezione per le 10 del mattino del 6/5/90: nessuno si aspettava una grossa affluenza. Dopo due minuti capirono che quella versione non l'avevano mai vista.
Invece dei titoli, c'era una definizione presa da un vocabolario del 21' secolo, quindi una linea bianca, un rumore di lame e il nome di Ford, e la scritta Blade Runner... Dopo un po' la sua eccitazione crebbe.
Arick aveva salvato una delle workprint di Dallas/Denver.
Non c'erano voiceover e lieto fine. L'eccitazione, quando si riaccesero le luci, era palpabile. Il modo migliore per saperne di piu' era contattare Scott, che il 27/6 fu invitato a vederla presso gli studi della Warner Bros.
Torna l'unicorno
Scott stava girando Thelma & Louise, a meta' si addormento': perdeva interesse per le sue vecchie cose.
Ma alla fine disse che riteneva di aver visto la scena dell'unicorno. Non c'era, ma gli diedero ragione per educazione... Ridley disse che era una copia dell'anteprimae che sarebbe stato bello farla uscire come Director's Cut, dopo averla ripulita dato che c'erano il volume molto alto e le musiche provvisorie.
Arick spinse sulla Warner per il restauro, ma non ne vollero sapere, e Scott era troppo occupato con Thelma & Louise. Torno' in cantina, ma ormai lo sapevano in troppi, furono subissati di richieste da cinema d'essai, ma non la diedero a nessuno. All'inizio del 1991, arrivo' la chiamata di Scott, voleva comprare la workprint per se', ma non si poteva, era unica.
Arick fece una controproposta: informarsi del costo del passaggio a 35mm, il formato originale Panavision: Scott disse che era una buona idea. Si sviluppo' un interesse enorme, e la Warner comincio' a fiutare l'affare, mentre Scott non amava quell'uso della workprint, voleva di piu'.
Ai cinema Nuart e Castro la fila era lunghissima, neanche i protagonisti Hannah e Fancher riuscirono ad entrare. Scott era arrabbiato per il fatto che la qualita' della workprint era penosa e del fatto che la presentassero come Director's Cut.
Non poterono mettere la scena di Holden all'ospedale perche' mancava la colonna sonora. C'era anche una scena fuori dallo Snake Pit Club con due ballerine che indossavano maschere da hockey in una bolla di plastica e un poliziotto che indica il locale a Rick.
Lavoravano alla workprint e al Director's Cut insieme, e Scott si stava arrabbiando come durante il lavoro del 1982. A Londra si trovarono finalmente un positivo dell'unicorno da cui rifare il negativo, per inserire quella scena che la Tandem non lo voleva.
Malgrado tutto, comunque, la critica non accolse bene neanche il Director's Cut.
Conclusione
Se e' un replicante perche' lo surclassano fisicamente? Perche' era un Nexus 7, identico all'uomo, e forse sarebbe vissuto anche di piu'. Secondo Ridley Scott, se ci sara' un seguito, partira' dal fatto che Deckard e' un replicante, di durata indefinita e nella trama si svilupperebbe la vita extramondo.
