Un viaggio a Los Angeles, novembre 2019
Era l'ultima sera sul set, il 30/06/81.
Tutti erano stanchi e demotivati da quella strana storia che non riuscivano a capire... Il regista era appollaiato sul suo trespolo, intento a sistemare le ultime cose.
L'aiuto-regista lo chiamo', e gli chiese se poteva andare un momento nella roulotte di uno dei protagonisti, quel bizzarro olandese dai capelli bianchi... Ridley entro', e trovo' Rutger con l'accappatoio bianco, a coprire quei calzoncini neri...
L'angelo biondo gli disse "Senti... Ho pensato che non e' possibile far recitare un discorso d'addio da tre pagine a qualcuno che sta morendo, anche se e' un replicante... Mi piace di piu' cosi', dimmi che ne pensi..."
E comincia... "...Ho visto cose che voi umani..."
Dal libro al film
“BLADE RUNNER e’ molto di più di quanto gli occhi riescano a vedere, sono dettagli aggiunti a dettagli, la visione completa di una probabile società futura…”
La prima visione che abbiamo del futuro e’ un paesaggio post-industriale, una immensa piramide nella quale si svolge uno strano interrogatorio, che si conclude con la morte del detective, e quella strana macchina… E’ un mix tra un poliziesco degli anni ’40 ed un film di fantascienza degli anni ’80, la cui ambientazione e’ rimasta un riferimento per la fantascienza moderna.
Il presunto eroe e’ un essere ripugnante come può esserlo un investigatore privato, un macho insensibile ed incapace, che riesce ad uccidere solo due replicanti, donne per giunta, ad una delle quali deve addirittura sparare alle spalle… e sono altri due replicanti a salvargli la vita.
Chi invento' questo mondo cosi' orribile?
L'uomo che era il sogno di sua sorella
L’autore del romanzo da cui e’ tratto BLADE RUNNER e’ Philip Dick. La vita del suo sfortunato autore fu segnata dalla morte della sorella gemella, quindici giorni dopo la loro nascita (la sua ossessione per il “doppio” scaturiva da quell’episodio, pensava di essere un sogno della sorella!). Dick prendeva le anfetamine per scrivere, i soldi non gli bastavano mai, era paranoico, e pensava che la CIA lo spiasse…
Scrisse "Do Androids Dream Of Electric Sheeps?" nel 1968, e la domanda che si cela dietro il suo romanzo e’ “Ma non diventeremo come androidi, nel tentativo di eliminarli?” Sono l’amore e la compassione a differenziare gli umani dalle macchine.
Il libro e’ ambientato nel 1992 a San Francisco, una citta’ in cui vivono pochi uomini ed animali… Gli androidi si differenziano dai loro costruttori perche’ hanno una vita limitata a quattro anni, e non sono dotati di empatia. Alcuni androidi cercano di spacciarsi per umani.
Rick Deckard usa uno stimolatore mentale per provare emozioni, e’ orgoglioso della pecora finta, ma ne vorrebbe una vera, e per averla deve catturare gli androidi, e’ un piccolo burocrate dominato dalla moglie.
L'ossessione di Fancher
Sin dall'uscita del libro, molti pensarono di trarre un film dalla storia narrata da Dick. Intorno al 1974 lo scrittore fu contattato da Hampton Fancher. Si incontrarono, l'autore gli parlo' del suo libro, e gli disse che la sua Rachel ideale era Victoria Principal, ma poi Fancher abbandonò l'idea fino al 1977 quando consigliò a Brian Kelly di opzionare il film. Dick aveva bisogno di soldi, e si accordarono per $2000.
Portarono quindi il libro al produttore Michael Deeley, che era in dubbio sulle possibilità di trarre un film da quello strano romanzo, quindi gli propose di buttare giù qualcosa… un riassunto. Fancher era quello che conosceva meglio il libro, ma non voleva scrivere lui la sceneggiatura, lui era un produttore! Fu Barbara Hershey a convincerlo che l’unico modo per far camminare il progetto era quello di scrivere lui la sceneggiatura. A questo punto volle diventare produttore esecutivo, quindi iniziò a scrivere, e lo fece per tutto il 1978. Il titolo di quella sceneggiatura era Dadoes, come il libro di Dick.
Diverse stesure, diversi titoli
Dopo una lettura dello script Deeley accettò, nell’inverno 1978. Gli era piaciuto il libro, l’idea dell’assassino attratto da uno degli esseri che doveva uccidere, era come un comandante delle SS che si innamora di una ebrea… Dovevano trovare il regista e lo studio.
In questa prima stesura Fancher rimase fedele a Dick, anche se spostò l’azione da San Francisco a Los Angeles, eliminò la moglie di Rick, ed inserì Rachel, facendo di Deckard un burocrate occhialuto, e mantenendo la questione ecologica. Al termine, Rachel si uccide buttandosi dal tetto della casa di Rick, lui impazzisce e vaga per il deserto. Cade a terra e vicino a sé vede una tartaruga capovolta, che poi si gira da sola e fugge… Lui, rincuorato, si alza e torna indietro… Si allontana, diventa un puntino, poi si passa ad una foto della terra, ci si perde nel cosmo, e l'immagine si dissolve.
Fancher cominciò una serie di riscritture, mentre Deeley cercava un finanziatore, e ripeteva che il problema era quel titolo, Dadoes. Era l’inizio del 1979.
Nella casa di Deeley a Cape Cod prese forma la seconda sceneggiatura, dal titolo Android, quindi Fencher passò un periodo a Londra, durante il quale il titolo diventò Mechanismo, dal nome di un libro appena uscito pieno di immagini futuristiche, del quale pero' non poterono ottenere i diritti; quindi diventò Dangerous Days, un titolo che avrebbe resistito per mesi…
Avevano mandato la sceneggiatura a molti potenziali acquirenti: tutti dicevano che era una bella storia, ma che la trama non diceva nulla. L'uscita da questa situazione di stallo arrivò da una direzione inaspettata: tra le persone che avevano letto lo script c’era Gregory Peck, che pensava che i temi dell’ecologia e della coscienza umana fossero davvero importanti, così scrisse cio' che pensava su una pagina e la diede a Deeley perché la usasse come meglio credeva…
A questo punto urgeva un regista. E alla ricerca collaborò Katy Haber, vero motore per la realizzazione di BLADE RUNNER. Era quella che oggi chiameremmo ottimizzatrice, la persona che risolveva i problemi.
Si rivolsero prima alla Universal e poi alla CBS, ma avevano pochi mezzi, anche se la sceneggiatura era ancora piuttosto semplice. L’avvento di Ridley Scott alzò il budget e la CBS non bastava piu', dovevano ricominciare daccapo.
Arriva l'alieno Ridley
All'inizio del 1980 Deeley mandò Android a Ridley Scott, che inizialmente lo respinse. Ma Ridley aveva la fama e la qualità visuale, era il regista ideale… Scott sapeva disegnare e dipingere, ed uno schizzo e’ meglio di due ore di riunione: aveva usato queste sue doti in Alien, un thriller di fantascienza, suspense ed horror.
Ridley vide “Non aprite quella porta” ed apprezzò il lavoro in economia di Tobe Hooper, di cui applicò alcune tecniche in Alien. Fece inoltre molti spot pubblicitari: la pubblicità ti insegna ciò che non impari a scuola, ovvero come mandare un messaggio al pubblico.
In Alien sperimentò la stratificazione, la tecnica di incremento dei dettagli che avrebbe trovato il suo capolavoro in BLADE RUNNER. Ridley voleva rifiutare, ma poi Ivor Powell, con cui aveva lavorato e che aveva partecipato a 2001 Odissea nello spazio, lesse il lavoro di Fencher e gli piacque. Si entusiasmava al pensiero degli androidi. Ridley disse che la sceneggiatura era scritta bene, ma stava meditando su Dune e finendo Alien, aveva troppa fantascienza sul fuoco…
Mesi dopo Scott abbandonò il progetto Dune, perché morì suo fratello maggiore. Ridley capì che non poteva passare due anni a lavorare su Dune, doveva agire subito per non pensare… Quando rilesse Dangerous Days, si convinse che era eccezionale, con possibilità meravigliose di sviluppo scenografico.
Cosi' Ridley Scott apponeva la sua firma nello spazio destinato al regista.
La sceneggiatura di Fancher
Fancher dice che Scott e’ un uomo intelligente e sognante che sa trasmettere le sue immagini, con un disegno o una parola, ti trasporta in un mondo nuovo…
A partire dall’aprile 1980 passo' col regista otto mesi a riscrivere Dangerous Days.
Un giorno Ridley pose a Fancher la domanda più importante, che avrebbe dato una scossa all’intera produzione: “cosa si vedeva dalle finestre?” E Fancher disse “Non lo so”.
Ridley disse “Occupiamoci di cosa c’e’ fuori dalla finestra…”
Nel luglio del 1980 Scott disse che Rick non poteva essere un detective, era troppo comodo, serviva un altro nome per quel lavoro… Trovarono il titolo di un libro di William Borroughs, “Blade Runner: un film”.
Ridley disse che era un bel nome per una unità di killer autorizzati dal dipartimento di polizia, e di prendere contatti per acquisirne i diritti. Ma esisteva un altro libro, di Alan Nourse, riguardante una società del futuro in cui i medicinali sono contrabbandati dai BLADE RUNNER. In tutto spesero $5.000, ma avevano quel nome.
Il 24/07/1980 Fancher completò la nuova versione, qualcosa di molto simile al film.
Rick entra in scena su un treno ad alta velocità lanciato a 600 km/h nel deserto verso Los Angeles e il primo incontro tra lui e Rachel si svolge alla Tyrrell in un ascensore, prima di passare accanto a gabbie di animali veri, come nel libro di Dick. Gaff e’ meno presente, l’Esper e’ l’onnipresente computer della polizia…
Alla fine Rick porta Rachel fuori nella campagna, a vedere la vera neve, quindi le spara. Poi guida su una strada solitaria, una voce fuoricampo ci informa che essere umani significa fare delle scelte, e Rachel aveva scelto il suicidio. In questa versione introduce un nuovo personaggio, un altro replicante, che poi verrà escluso e sarà oggetto di molta confusione. Sarebbe stata Mary, una tipica casalinga americana, che poi fu eliminata a causa dei costi. Tolsero anche la pecora.
Ridley stava levando elementi fondamentali, Fancher aveva paura.
Lui voleva la fantascienza, mentre Scott voleva un detective thriller. Voleva più indizi, mistero ed indagini.
Deeley e Scott estromisero Fancher, e Deeley mise in campo un altro sceneggiatore, David Peoples, che nel 1976 aveva scritto il copione de Gli spietati. Gli dissero che Ridley lo voleva per un grande film, e lui sapeva tutto di BLADE RUNNER, ma non aveva mai letto ciò che avevano scritto Fancher e Dick.
Il futurista visuale
Mentre seguiva le riscritture di Fancher Scott si preoccupava dell’aspetto esteriore e scenografico.
La scenografia era sempre stata un suo punto di forza, il problema era il look del film: Ridley temeva che tale look sarebbe diventato una speculazione intellettuale e null’altro. Un conto inventare un astronave, un conto far vedere la vita quotidiana sulla terra.
Al momento di studiare quel look, Scott inizio’ a collezionare opere di diversi illustratori; una delle prime influenze visive fù Night Hawks di Hopper, un gruppo di nottambuli cittadini ripresi sotto la luce di un ristorante economico aperto anche di notte. Un'altra atmosfera era quella del magazine Heavy Metal: Ridley Scott amava le illustrazioni di Moebius.
Le due caratteristiche di Blade Runner che colpiscono sono le strade affollate e le macchine volanti: non erano frutto di fantasia ma scaturivano da esperienze personali di Scott: “La nostra Los Angeles e’ esagerata come la New York di oggi, una città sull’orlo del collasso. Abbiamo proiettato questa idea 40 anni nel futuro, ottenendo una megalopoli con 100 milioni di abitanti … pensavamo di chiamarla San Angeles, in quel proscenio ci sarebbe stato un traffico bestiale”.
A questo punto occorrevano artisti che mettessero in pratica tali idee: qui si imbattè nelle opere di Syd Mead, a tratti troppo futuristico ma affascinante; il suo incarico all’inizio era di disegnare le automobili di Blade Runner, ma lui voleva posizionarle nell’ambiente circostante.
Syd era sempre più stimolato dalle sue idee, una volta scelto un design di produzione ne faceva un disegno dettagliatissimo che consentiva di costruire tale oggetto. Anche l'appartamento di Deckard fu disegnato da Syd Mead, comprese le luci che si accendono automaticamente al passaggio.
La penna passa di mano
Peoples lesse l’ultima stesura di Fancher: ne rimase terrificato, era eccezionale.
Deeley e Scott gli chiesero se non ci trovasse nulla di sbagliato, e lui disse che non si poteva migliorare.
Aveva dato la risposta giusta, e i due sorrisero. Peoples nella sua riscrittura cercò di imitare lo stile di Fancher, ma Ridley gli disse di non leggere il libro di Dick.
Il 15/12/80 consegno’ il suo primo copione.
Si apre in una discarica terminale extramondo, un asteroide sul quale eliminare gli androidi, che avevano vissuto solo per 4 anni. Si vedono due spazzini che stanno ammassando cadaveri quando Roy si muove, si fingeva morto... Estrae dai rifiuti Mary e Leon, guardano il cielo e la terra lontana, quindi attaccano. Questa scena fu eliminata per questioni di budget.
Rick entra in scena con un impermeabile, cammina per le strade affollate, riflettendo sul suo divorzio.
In seguito vediamo Deckard che scopre e uccide un replicante, Roger, preso mentre si nascondeva nella stanza di Leon; un gatto lecca olio motore fuori dalla stanza di Sebastian; assistiamo alla scoperta del corpo congelato di Chew, che urtato si sgretola e vediamo Rick che costringe Gaff a fare il test Voight-Kampff.
Alla fine Rick che porta Rachel sulla spiaggia e la uccide, dato che a Ridley non piaceva la scena della neve.
Peoples inserì la scaglia del serpente, o meglio lo fece Ridley, e inventò il termine "replicante", al posto di "androide" che Ridley non voleva. Fu sua figlia a coniare il nome. Lui pensava ad un nome, ma non lo trovava. Sua figlia Risa stava facendo un lavoro scientifico nel campo della microbiologia e della biochimica. Lei gli chiese “Hai mai sentito parlare di replicazione? Il processo di duplicazione delle cellule nel procedimento di clonazione.” Da li’ venne fuori il termine replicante.
Potete immaginare la sorpresa di Peoples nello scoprire che esisteva una sceneggiatura successiva, datata 22/12, e lui non ci aveva lavorato. Fu una bomba: lui scriveva come un pazzo, gli altri ne erano stupiti, ma poi scoprì che avevano messo insieme il suo lavoro e scelto alcune parti per l’altra stesura.
C’erano parti del lavoro di Fancher e di Peoples, ma nessuno dei due ne sapeva nulla.
Tutta la faccenda di Peoples fece arrabbiare Fancher. Le cose che Fancher non pensava potessero essere messe nella sceneggiatura, e che Scott voleva, Peoples le aveva inserite in modo raffinato ed originale.
Gli piacque ciò che aveva fatto al suo copione. Ora sono buoni amici, ma non hanno mai lavorato insieme…
A caccia di soldi
La Filmways come abbiamo visto non poteva raggiungere il budget necessario, anche se stavano cominciando a preparare i set ai Burbank Studios. A questo punto temevano che il film non sarebbe stato fatto, era un incubo. Se non trovavano un finanziatore in fretta, la troupe si sarebbe separata e sarebbe stato difficile rimetterla insieme, in seguito.
L’unico modo era bussare a qualche porta. Deeley contattò almeno 14 compagnie, in una corsa disperata per cercare di mantenere in vita BLADE RUNNER. Alla fine ottenne un accordo a tre tra Ladd Company, Sir Run-Run Shaw e la Tandem Production. A questo punto bastava rivedere i programmi e posticipare la data di consegna del montaggio, quando furono investiti dal ciclone Dick.
Tornano le pecore elettriche
Con quei problemi di sceneggiatura ed il fallimento della Filmways Pictures non si accorsero di un altro problema, dovuto soprattutto alla mancanza di cortesia. Alla fine dell’aprile 1980 Robert Jaffe telefonò a Dick e gli fece i complimenti, perché aveva saputo che stavano adattando il suo romanzo Dadoes.
Dick non ne sapeva nulla, e Jaffe lo aveva saputo dalla stampa.
A Philip Dick non erano piaciute le stesure di Fancher. Aveva tralasciato molti aspetti del romanzo, era troppo al centro il conflitto tra umani e androidi. Odiava l’aspetto chandleriano di Rick, e il voiceover.
Dal team di BLADE RUNNER arrivo’ a Dick una telefonata in cui chiedevano dove avesse preso quel copione: lui disse che lo aveva avuto dai legali di Deeley. Ma pensava “Sono il proprietario del romanzo, e’ cosi’ strano che abbia una copia della sceneggiatura?”.
A quel punto gli dissero che non doveva usare il termine androide. Qualche giorno dopo parve cambiare idea, disse che il termine replicante era meglio dell’abusato androide.
L’opera di Peoples invece era piaciuta a Dick, era quella del febbraio 1981.
Aveva fatto un lavoro magnifico, snellito i dialoghi e rielaborato alcune problematiche, tipo la memoria fittizia e l’invecchiamento precoce. Aveva eliminato il suicidio di Rachel, aveva fatto del confronto finale una scena commovente e meravigliosa. Insomma Dick lesse una versione più vicina al suo libro, ma era un copione che sarebbe cambiato prima della fine delle riprese.
Uno strano detective
A questo punto il team cominciò a cercare il protagonista...
Fancer ci pensava dal '75: sognava Robert Mitchum, che aveva fatto Marlowe, ma era un po’ troppo anziano, aveva un aspetto da cinquantenne. Poi nel '79 pensava al Rick del libro, un mite burocrate, quindi passo’ ad interessarsi a Tommy Lee Jones e Cristopher Walken… Ma nel 1980 Scott aveva contattato qualcuno a cui Fancer non aveva proprio pensato: Dustin Hoffman.
Scott lo adorava, pensava potesse fare qualsiasi cosa, anche se non aveva il fisico; pensava che un attore del genere avrebbe avuto un valore enorme. Fancer disse che se prendeva Dustin Hoffman lui se ne sarebbe andato. Scott e Deeley gli dissero di andare a casa di Dustin con il copione… ma lui non lo porto’.
Dustin amava il progetto, faceva domande davvero intelligenti… aveva letto il copione di Fancher e ne era intrigato. Si ritrovarono Scott, Dustin e Deeley nella casa vuota del grande attore, dove c’era solo il tavolo: sembravano i personaggi del quadro. Parlarono per sei ore, poi torno’ la moglie e disse “Dustin non hai neanche preparato il caffe’”: lo aveva dimenticato, era davvero interessato.
La cosa che affascinava Scott era che Dustin sapeva di non essere adatto a fare l’eroe, a questo punto serviva una riscrittura. Fancer fece Rick piu’ testardo: era il settembre del 1980 e Dustin Hoffman stava dando ottime idee… In quel copione Rick uccideva tutti i Tyrrel, ma Dustin era contrario. Dovevamo considerare la figura di un creatore solitario, come poi fu.
Hoffman fu coinvolto per due mesi, era innamorato della criogenetica, della ibernazione, argomento che interesso’ Scott, poi all’improvviso Dustin abbandono’ il progetto.
Arriva il falegname
Cercarono un altro attore, mancavano solo tre mesi all’inizio delle riprese. A quell’epoca ad Hollywood si parlava molto di un film in uscita, I predatori dell’Arca Perduta: si pensava che Harrison Ford fosse stato buono in Guerre Stellari ma che non avesse spessore.
Un giorno Barbara Hershey era al telefono con Spielberg, e Steven si diceva soddisfatto di Ford, diceva che sarebbe diventato la più grande star di Hollywood.
Scott e Deeley volarono a Londra dove Spielberg fece loro vedere alcune scene, quindi parlarono con Ford e fu cosa fatta. Ford firmo’ per BLADE RUNNER nell’ottobre dell’80, ma Scott lo incontro’ la prima volta sul set di notte; venne a Londra in macchina con indosso il cappello di Indiana Jones… Avevano immaginato Rick proprio con quel cappello, quello dei vecchi film noir, ma lo portava anche quando impersonava il professor Jones, cosi’ eliminarono il cappello e gli fecero un nuovo taglio di capelli a spazzola. L’importante era che Scott fosse convinto di aver trovato Rick.
Harrison Ford incontro’ Lucas per American Graffiti, poi si ritrovarono per Guerre Stellari e Indiana Jones…
La leggenda narra che alle audizioni per StarWars ci fossero cinque attori candidati per ogni ruolo da protagonista, tranne che per Han Solo: pero' c'era il falegname di studio che aveva un sorriso accattivante ed una certa esperienza come attore...
Alla domanda cosa gli piacesse di Rick, Ford ha detto: “non gli piace sparare alla gente, potrebbe essere un buon BLADE RUNNER ma e’ riluttante a svolgere questo compito. Questo conflitto lo rende interessante… e poi ne prende tante!”.
Ford era famoso per fare le scene pericolose senza controfigura, e Deeley era preoccupato; ad esempio l’inseguimento a Zhora sui tetti delle auto: il produttore era terrorizzato…
Scott dice che il problema di Rick era che aveva imparato ad identificarsi con i replicanti, era piu’ umano di un Humphrey Bogart …Ford ha detto che i film che lui interpretava, e che poi avevano successo, lo avevano perche’ erano qualcosa di nuovo, e BLADE RUNNER per lui lo era.
Ridley aveva creato un mondo mai visto.
Il casting
Per il ruolo di Roy fu scelto l’olandese Rutger Hauer. Chiedendo a Hauer come mai secondo lui Roy aveva mantenuto il suo fascino, lui rispose che Ridley aveva detto ai replicanti di recitare rilassati, divertirsi nel fare dei replicanti piacevoli. Questo e’ il loro fascino nascosto.
Katy Haber fu decisiva per la scelta di Hauer: quando Ridley doveva selezionare un attore per la parte di Roy Batty, lei disse "Ce n'e' uno che sembra un androide"... Hauer per l'incontro si era tagliato i capelli e li aveva colorati di bianco, portava degli occhiali alla Elton John e indossava vestiti bianchi, Scott quando lo vide impallidi'... Rutger voleva impressionarlo, e ci riusci'.
Sean Young aveva 22 anni quando fu scelta per il ruolo di protagonista femminile.
Disse di essersi avvicinata a BLADE RUNNER non come ad un film di sci-fi, ma come ad un thriller romantico, un Casablanca del futuro.
Scott voleva una Rachel simile a Viviane Leigh, la immaginava perfetta, come uscita dalla fabbrica…
Quando Rick dice a Rachel che i suoi ricordi erano finti, Sean Young piange davvero.
Un'altra replicante era Daryl Hannah, 21 anni. Ricorda ancora il set e i costumi, le scenografie indimenticabili.
Si trasferi' sulla West Coast appositamente.
All'inizio Leon doveva essere di colore, poi Brion James fece il provino dell'interrogatorio, e spavento' a morte la segretaria di Ridley... E fu preso. Prima dell'appuntamento aveva avuto un incidente in moto, era sanguinante: Scott amo' quel look, gli chiese di mantenerlo per tutto il film.
Nel primo copione Gaff era un personaggio secondario, era Gaffe. Vennero create per lui delle lenti a contatto, dato che doveva sembrare un miscuglio di razze. Erano lenti rigide e fastidiose, e nei set scuri di Blade Runner si muoveva come un cieco. Gaff in alcune scene parla il CitySpeak, ovvero lo strano miscuglio di lingue adottato nella Los Angeles del film.
Joe Turkel come Tyrell era un incubo, non riusciva ad imparare le battute, era pieno di bigliettini, quasi dislessico. Lo si puo' notare chiaramente nella scena del "Dio della Bio-meccanica" mentre legge le batture...
