I pazienti che ho conosciuto con l'assistenza domiciliare avevano tutti qualche particolare che mi affascinava: più erano particolari o impegnativi, e più li assegnavano a me.
Alcuni di questi casi li porto dentro con particolare affetto come Gianni e Dino e tanti altri ai quali spero di aver fatto compagnia e spero di aver fatto sorridere: perché secondo me, mi ripeto, il sorriso è l'arma vincente.
Naturalmente qui citerò soltanto cose soft, tutto ciò di più triste io abbia visto facendo questo lavoro lo terrò per me.
GIANNI
Affetto da sclerosi, che prima di ammalarsi portava le navi da Hong Kong all'Italia commerciando un pò di tutto. Un uomo pieno di energia e di vita, ridotto poi su una poltrona di quelle elettriche che si tirano su e ti mettono in piedi senza più nessuna autonomia.
Ogni giorno leggevo gli articoli che più gli interessavano, dapprima serio poi - col passare del tempo e divenuti abbastanza intimi - cominciai a cambiare nomi dei politici e scherzare e giocare su ogni articolo che leggevo.
Ogni mattina facevo il clown per lui e rideva, rideva con le lacrime agli occhi.
DINO
Non facile da dimenticare. Non vedente, nato e cresciuto in un vecchio e popoloso quartiere di Roma.
Grande di statura e di cuore, gioviale, simpatico, eccezionalmente buono e grandioso in cucina (qualche brivido quando con uno dei suoi coltelli affilatissimi capava e tagliava fine le patate).
Aveva (ha) un grosso senso dell'orientamento e conosceva la casa al millimetro.
Appena lo conobbi mi colpì: stava davanti al televisore con una cassetta nel video tutto preso col telecomando in mano, la libreria piena di videocassette che registrava durante la notte, alle quali toglievamo le pubblicità. Mi faceva scrivere su un quaderno la durata, il titolo e gli attori se non cambiavano i doppiatori, eccezionale si ma mago no.
Andavo tutte le mattine al mercato a fare la spesa, con la lista che lui mi faceva scrivere, e si "arrabbiava" quando la lista la facevo anche per scrivere tre cose, ho una memoria...
Aveva la fissa per la cucina, per la carne e quindi dei coltelli da cucina in particolare per la mannara da porchettaro, che è un affare alla Shining col manico di legno che corre sotto l'avambraccio - solo la lama pesa un paio di chili - e quando la sono andata a ordinare , il negoziante che conosceva Dino non credeva alle sue orecchie.
Giocava a carte tutte le settimane con i suoi amici e a volte leggevano tutti insieme le poesie e lavorava anche (scrivo al passato per comodità), faceva massaggi o meglio il pranoterapeuta, una cosa a me alquanto familiare.