Ogre Battle

 

L'orco mi guarda con i suoi occhi gialli.

Lo vedo incerto: sono coperto di sangue, ma il suo istinto lo spinge a non fidarsi. Non sono creature molto intelligenti, ma sono violenti ed efficaci come animali da preda. Sento il sangue di Befendil che mi cola dal torace giù per il collo, e le schegge appuntite che escono dal suo avambraccio mi premono contro il fianco.

Un colpo dello spadone del nostro avversario lo ha aperto come un frutto troppo maturo, dopo che un fendente gli aveva tranciato il braccio. Sento dei lamenti provenire dall'oscurità intorno a noi, e i passi pesanti di altre creature che vanno a dispensare la morte.

 

I lamenti smettono presto.

Befendil non si è lamentato, non ha fatto in tempo.

Vedo l'orco avvicinarsi, o almeno così sembra: riesco a vedere con un solo occhio, il mio viso è imbrattato dal sangue del mio amico, e ringrazio il buio per la mancanza di ulteriori dettagli. Cerco di aprire la palpebra per il minimo indispensabile, faccio in tempo a vedere un piede enorme che si avvicina veloce al mio fianco destro.

Quel calcio carico d'odio mi mozza il fiato, e probabilmente mi incrina una costola, ma riesco a non fare uscire alcun lamento.

O meglio, un lamento c'è ed è la mia salvezza: l'orco si sposta di tre passi e taglia la testa di un uomo ferito. La sento rotolare tra le foglie, fino a fermarsi con un suono orribile contro una pietra.

Resto immobile per un pò, quindi cado in un sonno profondo: è inutile stare svegli ad aspettare la morte.

 

Giudizi

 

Che è un racconto un po' troppo stringato, che pare poco elaborato, e che la massima zen alla fine non può risollevare il tutto. Anche se tutto sommato in così breve testo non cadi nei cliché fantasy. Il problema è che un racconto fantastico è fantasy se vincono i buoni e horror se vincono i

cattivi... non so se mi sono spiegato... Sì, insomma: non mi ha convinto né conquistato, come racconto.

 

(Eric, 18 Feb 2004)

 

Hum... fa molto Greenwood (Forgotten Realms) anche se, per prendere forma, uno stile cosi diretto e semplice ha bisogno di numerose pagine e di un filo narrativo complesso, insomma diviene valido se asservito ad uno scopo

 

(elpinko, 18 Feb 2004)

 

Con le spalle al muro senza più speranza. Nel tuo racconto non riesco a trovare una vera "fine", ma sei riuscito a tenermi sulle spine e mi hai ricordato le esecuzioni vietnamite degli uomini feriti, o le finte morti della seconda guerra mondiale per poter sopravvivere tra centinaia di cadaveri reali. Ti voto.

 

(SeD, 20/03/03)

 

Lasci la speranza che l'orco possa rinunciare ad ucciderti.

Mi piace.

 

(MariellaT, 20/03/03)

 

Sai che non amo il fantasy. Comunque mi è sembrato buono e, ovviamente ti ho votato. Così di voti adesso ne hai due!

 

(Raf, 20/03/03)

 

Mi piace, e' corto ed efficace. Pero' trasmette angoscia... e smarrimento... e' un messaggio subliminale?

[...]

Messaggio di cosa? non lo so? lascia inquieti, ma non capisci perche', va a stuzzicare paure ancestrali.. ricordi la maschera facciale di topini affamati che scorrono di Orwell in 1984?

 

(Rodolfo 21/03/03)

 

mi piace moltissimo! lo pubblicherò volentieri. E' davvero incredibile come tu riesca a creare un'atmosfera e una bella storia in così poche righe! Sei davvero ideale per Scheletri!

 

(Alessandro 21/03/03)