La sceneggiatura infinita
Alla fine della prima stesura, Rachel si uccide buttandosi dal tetto della casa di Rick, lui impazzisce e vaga per il deserto. Cade a terra e vicino a sé vede una tartaruga capovolta, che poi si gira da sola e fugge… Lui, rincuorato, si alza e torna indietro… Si allontana, diventa un puntino, poi si passa ad una foto della terra, ci si perde nel cosmo, dissolvenza…
Negli script iniziali, sia Sebastian che Chew possedevano dei lasciapassare di massimo livello di sicurezza.
In una iniziale versione dello script, Tyrell era un replicante e Roy se ne accorge a causa di una chiave che sia lui che Sebastian indossano.
Roy dopo averlo ucciso dice "E ora portami da chi mi ha costruito", e con JF salgono al piano superiore, dove c'e' una cella con il vero Tyrell ibernato, in attesa di una cura al suo male. Roy dice di svegliarlo, ma JF gli dice di aver danneggiato per sbaglio il macchinario anni prima, e Roy, avendo capito di non avere speranza di vedersi allungata la vita, lo uccide.
In un'altra versione Roy scopre che il cervello di Tyrell era stato trapiantato nel corpo di uno squalo che era tenuto in un gigantesco acquario: stranamente l'idea fu riciclata in Johnny Mnemonic, con un delfino...
In origine JF Sebastian alla sua apparizione porge una ciotola di liquido nero ad un gatto: scopriamo che e' meccanico quando continua a leccare l'olio dopo che il tecnico della Tyrell lo ha aperto per un controllo.
In uno degli script Rick torna a casa, suona il piano e la mano gli si blocca come quella di Roy.
Mary doveva apparire all'inizio, morire di morte naturale con tutti i replicanti intorno, e in un'altra versione uccisa a colpi di pistola attraverso la porta dell'armadio a casa di JF.
Al ritorno a casa Rick trova la porta aperta, estrae la pistola: la impugna con la sinistra perche' la mano con le dita rotte e' bendata. Pare ci fosse una scena in autoambulanza, in cui si fa fasciare la mano, uno schermo alle sue spalle doveva lampeggiare con la scritta "replicante", ma non e' vero secondo Hauer.
Rick entra in scena su un treno lanciato a 600 km/h nel deserto verso Los Angeles. Poi Deckard sale in auto e corre su una strada automatizzata. C'e' un ingorgo, inserisce il pilota automatico e fugge a piedi, entra in ascensore, sale sulla piattaforma e aspetta lo spinner che lo porta alla Centrale.
Il primo incontro tra Rick e Rachel doveva essere alla Tyrrell in un ascensore, prima di passare accanto a gabbie di animali veri, come nel libro di Dick. Gaff e’ meno presente, l’Esper e’ l’onnipresente computer della polizia…
Alla fine Rick porta Rachel fuori nella campagna, a vedere la vera neve, quindi le spara. Poi guida su una strada solitaria, una voce fuoricampo ci informa che essere umani significa fare delle scelte, e Rachel aveva scelto il suicidio.
La prima stesura di Peoples si apre in una discarica terminale extramondo, un asteroide sul quale eliminare gli androidi, che avevano vissuto solo per 4 anni. Si vedono due spazzini che stanno ammassando cadaveri quando Roy si muove, si fingeva morto... Estrae dai rifiuti Mary e Leon, guardano il cielo e la terra lontana, quindi attaccano. Rick entra in scena con un impermeabile, cammina per le strade affollate, riflettendo silenziosamente sul suo divorzio.
Poi c’era la scoperta e l’uccisione di un replicante, Roger, preso mentre si nascondeva nella stanza di Leon; il ritrovamento del corpo congelato di Chew, che urtato si sgretola e Rick che costringe Gaff a fare il test voigt-kampff.
Alla fine Rick che porta Rachel sulla spiaggia e la uccide, dato che a Ridley non piaceva la scena della neve.
Ci doveva essere una scena di Holden in ospedale che leggeva L'isola del tesoro in versione elettronica. Il letto slitta in cui stava Holden e' il lavandino della casa di Rick. Deckard tornava da Holden dopo la scena degli scacchi in ascensore, Holden pensava che Rick avesse posseduto Zhora, cambiando il suo modo di vedere i replicanti. Gaff e Bryant dovevano spiare la scena.
Non poterono mettere la scena di Holden all'ospedale perche' mancava la colonna sonora. C'era anche una scena fuori dallo Snake Pit Club con due ballerine che indossavano maschere da hockey in una bolla di plastica e un poliziotto che indica il locale a Rick.
Ridley voleva girare l'intera scena col serpente, ma sarebbe costata troppo. Il numero doveva svolgersi su una piattaforma sopraelevata, coperta di dune di sabbia; ci sarebbero stati rivoli di sabbia mossi dal vento a formare una figura umana, quella di Zhora. Si sarebbe allontanata dalla duna per avvicinarsi al serpente che usciva da sotto la sabbia, la sua lingua avrebbe saettato e la danza sarebbe iniziata...
Anche la scena della lotta con Leon non ha controfigure: Ford la fece indossando dei vestiti imbottiti, ma dopo 5 o 6 ripetizioni della scena era massacrato... Girarono la scena intera su una macchina da 65mm per gli effetti speciali, per poi proiettare su un palazzo l'immagine di una cinese che fuma e li guarda, a sottolineare il concetto di controllo, ma la MGM rovino' il negativo.
In una sceneggiatura, Roy entrava sul computer della polizia, e da li' viene a sapere di Leon e Zhora, mentre nel film non si capisce; le continue riscritture e i tagli alle scene hanno reso alcuni tratti del film poco comprensibili... A questo proposito, tra le leggende non confermate c'e' quella di una versione di BLADE RUNNER da tre ore, fatta usando tutte le scene non usate nella release definitiva.
Il combattimento tra Deckard e Pris doveva svolgersi in palestra.
C'era una scena di Pris che fuma immobile di fronte allo specchio, mentre i topi le camminano addosso.
In una versione Zhora si salva da Rick ma va sotto un autobus.
In origine durante la corsa finale dovevano vedere l'unicorno tra gli alberi, mentre tengono l'origami sul cruscotto
Il tema dell'Occhio
Ridley Scott a proposito dell'occhio che si vede nella scena d'apertura: "L'occhio era vicino all'idea di Orwell del Grande Fratello, quello che sarebbe diventato Tyrell se non fosse morto."
In origine doveva appartenere ad Holden, poi venne meno definito.
Quell'occhio dava sensazioni di paranoia, non eravamo noi pubblico a vedere il film, ma il film a vedere noi.
Dentro quell'occhio inquisitore, nell'iride, possiamo vedere Los Angeles con le sue luci e le sue vampate: ancora un'immagine dalla doppia natura, dove l'immagine da guardare - l'occhio - e' anche l'immagine in cui guardare - la citta' - ed infine e' un immagine che guarda.
Verso di noi.
C'e' un motivo ricorrente dell'occhio.
Gli occhi sono lo specchio dell'anima, sono delle finestre nella propria testa. L'occhio e' l'apertura piu' vulnerabile del corpo, senza non si puo' vivere, e' uno dei modi piu' semplici per uccidere una persona.
La Voigt-Kampff, macchina che attraverso l'occhio scruta l'anima e individua il replicante, la invento' Dick, e le diede un nome credibile.
Poi Fancher estese quel concetto, e Syd Mead le diede corpo col disegno.
Gli occhi brillanti erano un espediente, l'analisi della retina serviva per attirare l'attenzione del pubblico. Brillavano per un motivo ironico, l'imperfezione in quelle macchine perfette, e per cercare di far capire che l'organo piu' importante, uno specchio a due facce, non puo' vedere molto ma puo' trasmettere molto.
L'occhio di Leon non brilla a causa della luce sbagliata, e perche' Ridley non aveva ancora perfezionato l'idea.
Nel film il gufo e' indicato come replicante ma doveva essere vero, divento' replicante perche' gli brillavano gli occhi. Inoltre il gufo e' il simbolo della saggezza, ed il fatto che fosse replicante denota falsa saggezza, lo stesso significato degli enormi occhiali di Tyrell: tutto cio' porta alla possibile essenza artificiale dello stesso creatore...
I simbolismi dell'occhio abbondano:
- L'occhio nella scena di apertura
- Il luccichio degli occhi dei replicanti
- Tyrell indossa occhiali enormi che rendono più grandi i suoi occhi
- Gli occhiali del genere portato da Tyrell, nel romanzo di Dick servono per difendersi dal fallout radioattivo
- Gli occhi sono usati nel test Voigt-Kampff
- Il laboratorio degli occhi di Chew, dove sia Leon che Chew maneggiano bulbi oculari
- "Chew, se soltanto tu potessi vedere quello che ho visto io con questi tuoi occhi!"
- Leon cerca di infilare le sue dita negli occhi di Deckard
- Batty giocherella con gli occhi incastonati nel vetro nell'appartamento di Sebastian
- Batty preme i suoi pollici negli occhi di Tyrell
- Pris rovescia gli occhi fino a mostrare solo il bianco
- I grandi occhi del gufo vengono mostrati frequentemente
- Attorno alla cima del Bradbury Building vi sono delle mezze sfere di color blu intenso, che somigliano a occhi
- "Io ne ho VISTE, cose, che voi umani non potreste immaginare..."
Deckard e' colto di sorpresa sia da Zhora, che da Leon, che da Pris, smentendo le capacita' attribuitegli da Bryant; inoltre non si oppone a Gaff e a Tyrell. Perche' questa incapacita'? Deckard, a differenza di Roy, non sa vedere, o vede poco: deve ricorrere a strumenti ottici per ogni indizio che ha davanti.
Gli serve la macchina Voigt-Kampff, quando a Chew, JF Sebastian e Tyrell basta un occhiata per riconoscere un Nexus-6. Gli serve l'Esper per analizzare la foto, il microscopio per riconoscere la squama del serpente.
Il senso della vista di Deckard va oltre la semplice percezione fisica, e' determinante anche nella conduzione delle indagini.
Rick ed i replicanti
Rick sembra ribellarsi al sistema, ma in realta' non fa nulla di concreto per opporvisi. Per salvare Rachel non fa altro che nasconderla prima e scappare poi, approfittando comunque del mancato intervento di Gaff.
Il nascondersi e la fuga sono elementi che portano Rick ad accomunarsi ai replicanti (tranne Roy)... Anche Deckard mente (a Gaff fingendo di non capirlo, a Rachel riguardo al test, a Zhora fingendosi delle Federazione Artisti, a Pris dicendo di essere un amico di JF Sebastian e a Leon riguardo alle date di immissione), ma le sue bugie - come quelle dei replicanti - hanno vita breve.
Tutte queste similitudini alimentano la teoria per la quale anche Rick e' un replicante, mentre il vero Blade Runner sarebbe Gaff, colui che impugna la lama (il mezzo, Deckard).
L'elemento a favore dell'umanita' di Rick e' la sua manifesta inferiorita' negli scontri con i Nexus-6: perche' e' inferiore, e perche' la polizia combatterebbe i replicanti con altri replicanti meno potenti?
L'elemento "replicante" e' il riflesso che brilla nell'occhio di Deckard mentre dice a Rachel che se non le dara' piu' la caccia, qualcun altro lo fara'.
Questo brillio (presente anche nel gufo di Tyrell) rende inevitabile tale opzione.
La capacita' di Rick di provare emozioni, secondo il romanzo di Dick, escluderebbe la sua possibile natura non umana, anche se e' lo stesso Deckard a dirsi sempre piu' alienato, e sempre piu' legato ai replicanti, cosi' vicini a lui, dopo tutto.
Se Rick e' davvero un replicante, tutta la sua crisi esistenziale e la conseguente rinascita spirituale non hanno senso, a meno che non siano essi stessi innesti, e che lui non sia un Nexus-7, come sostiene Scott.
A sostegno di questa tesi, Bryant spiega a Rick il "dispositivo autolimitante" relativo alla durata, e Tyrell gli parla della loro necessita' di avere falsi ricordi.
I replicanti erano macchine fatte per vivere un numero limitato di anni, l'errore fu quello di impiantare loro memoria e sentimenti, dando loro il desiderio di allungare la loro vita.
E' lo stesso Roy, alla fine del film, a provare che il possesso di una morale e di sentimenti non e' una prerogativa esclusiva degli umani, ed e' per questo che i replicanti sono cosi' temuti da essi, essendo "piu' umani dell'umano", e per di piu' molto piu' potenti.
Se Deckard comunque fosse un essere umano, il suo comportamento non fa che assottigliare il limite tra cio' che e' umano e cio' che non lo e'. Parimenti il fatto che Roy, pur essendo un replicante, abbia un comportamento che non assomiglia a quello sopra descritto, non puo' che aumentare l'importanza di tale personaggio, fino a farne il vero eroe della storia, trasformando Deckard nell'antieroe, ribaltando le premesse e riavvicinando Deckard a quel Marlowe al quale non sembrava affine.
La storia d'amore
Le tematiche sono morali, i replicanti sono autorizzati ad uccidere per avere piu’ vita? Deckard li deve uccidere perche’ vogliono vivere?
Questi pensieri si aggrovigliano nella mente di Rick quando resta coinvolto sentimentalmente con Rachel.
In tutta la storia Rick ha un atteggiamento di superiorita' rispetto a Rachel, che raggiunge il culmine nella cosiddetta scena d'amore.
Innanzitutto, in tutti i loro incontri Deckard e' armato in qualche modo (la pistola, il test), sia quando sono in contrasto che nella seconda parte, durante la loro relazione. C'e' un timore in Rick riguardo a Rachel: lui e' un personaggio passivo, disarmato di fronte agli eventi, la relazione con lei e' l'unico momento in cui lui e' attivo, e' una rivalsa.
Quindi comincia ad annullare la volonta' di Rachel, a farle accettare il suo status di replicante, "Io non sono nel business. Io sono il business". All'inizio le dice che e' stato un "brutto scherzo", mantiene l'atteggiamento tra pari al Vidphon dello Snake Pit. Lei sembra rifiutare, ma in realta' accetta, facendosi trovare in strada poco dopo. L'intervento di Leon finisce per diventare motivo di incontro tra i due, dopo che lei ha ucciso il suo simile, uccisione che manifesta l'assoggettamento di Rachel al Blade Runner.
La scena d'amore inizia con l'accettazione completa dell'essere replicante da parte di Rachel, e si conclude con l'atto finale di prevaricazione, nel quale le tensioni esplodono.
La rassegnante "Io sono il business", tra le lacrime, e' seguita dall'accettazione della propria identita', dove la ragazza si scioglie i capelli (il trucco si era gia' sciolto) e rinasce come nuovo individuo.
Il primo gesto dopo la rinascita e' suonare il pianoforte, richiamando quegli automi da cui - dai robot ai replicanti - tutti gli esseri artificiali discendono.
Rachel sa suonare non perche' ha imparato, ma perche' e' programmata per farlo.
Deckard si avvicina a questa nuova Rachel: l'unica scena del film in cui non si fronteggiano e' quando sono di profilo, fianco a fianco, lui sembra gentile e galante, ma dura poco.
Non potendo accettare il rifiuto di lei, e quindi l'unico momento in cui e' attivo, il cacciatore di replicanti ha una reazione violenta, la insegue e la cattura, come avrebbe dovuto fare con gli altri fuggiaschi: per un attimo si vede il Blade Runner che avrebbe potuto essere.
Le mani portano la morte
La scena del bacio ha poco amore e passione, e' una scena di violenza, come violento e' il "ritiro dalla circolazione".
A conferma di questa "morte" ci sarebbe la prima scena in cui verrà mostrata nuovamente Rachel, in cui appare coperta da un lenzuolo come se fosse un sudario.
Rachel, come i suoi simili, cerca di scappare o sottrarsi, ma alla fine deve cedere, ripetendo le frasi che lui le ordina di dire: solo alla fine dice una frase di sua spontanea volonta', facendo pensare che accetti le attenzioni di Rick, mentre prima le rifiutava per paura di provare sentimenti per un essere umano. La frase che Rachel recita, nell'originale, e' "Put your hands on me", con un riferimento esplicito alle mani.
Nel film le mani assumono un simbolismo preciso, che le rende portatrici di violenza e morte: sia in modo diretto (i pestaggi su Deckard o l'uccisione di Tyrell) che indiretto (Leon o Rachel che sparano con la pistola). L'associazione mano-morte aggiunge quindi un senso nuovo alla frase della ragazza, che diventa "uccidimi", consentendo a Deckard di concludere la mini-caccia svolta nell'appartamento con il ritiro della replicante.
In realtà, come si vedrà in seguito, esiste una eccezione a questa relazione mano-morte, quando Roy afferrerà al volo Deckard prima che questi precipiti nel vuoto.
Secondo Scott, Hauer in realta' gli chiese se potevano inserire in quel computer/Batty cose che non gli appartengono. Cosa? Non doveva esitare o riflettere, solo pensare, e' piu' veloce, e' un Nexus 6.
Quindi se vede uno cadere lo afferra, non e' sentimento, e' reazione, e' istinto. Roy non sa perche' salva Rick o stringe la colomba, lo fa e basta.
Deckard contro Batty
Nello scontro finale con Roy Deckard deve mostrarsi per quello che e', non puo' fingere. Il confronto dimostra come i due siano in realta' legati l'uno all'altro, secondo il principio degli opposti: Deckard è castano, con gli occhi scuri, fa il poliziotto, esegue gli ordini che gli vengono dati, uccide solo replicanti di sesso femminile, durante la vicenda trova una compagna, scappa, vive. Roy è invece biondo, con occhi azzurri, è un fuorilegge, dà ordini (è "il leader"), uccide solamente esseri umani maschi, perde i suoi compagni, sta compiendo una ricerca (non fugge), muore.
Infine, almeno per la versione originale, Deckard e' umano, Roy no.
Deckard non puo' battere Roy, perche' la sua autorita' gli deriva dal sistema, che non ha influenza sul replicante, dato che questo e' capace di ribellarsi, fino ad uccidere il suo creatore. Cosi' e' Batty a sorprendere Rick, che da cacciatore diventa preda, cerca un riparo per tendere un agguato al Nexus-6, che pero' non si fa cogliere impreparato, tanto da rompergli un dito per ogni amica "ritirata".
Finche' Rick spara a Roy siamo al comportamento "classico", poi perde la pistola. E cambia ruolo, passando a quello del fuggitivo.
La diversita' e' anche nell'abbigliamento, Rick e' vestito fino all'impermeabile, Roy e' quasi nudo: e' Batty che cambia abbigliamento e si spoglia, non Rick, benche' sia lui a cambiare ruolo. Cio' potrebbe significare che fin dall'inizio chi fuggiva era Deckard, e la spoliazione di Roy sarebbe la messa a nudo dell'essenza del replicante, che non e' spietato come sembra.
Deckard tende a muoversi per tutta l'ultima scena verso l'alto, fin dall'ingresso al Bradbury Building per le scale che lo portano da Pris.
Poi fuggira' da Roy arrampicandosi su un armadio verso il soffitto e perdendo la pistola, quindi all'esterno sulla facciata del palazzo, fino a giungere sul tetto. In precedenza Deckard si era mosso verso l'alto solo in due occasioni, con Gaff all'inizio e nell'ascensore verso il proprio appartamento: in entrambi i casi la salita era facile perche' derivava dal suo ruolo nel sistema. Ora che quel potere si e' rivelato inutile, puo' contare solo sulle sue forze, che non sono sufficienti per l'ultimo salto: sara' Roy ad issarlo sul tetto, evidenziandone l'incapacita' a compiere il passo finale.
Ridley era il sostenitore della natura replicante di Deckard, mentre Ford era contrario: per lui il pubblico aveva diritto ad un eroe per cui tifare.
Come spiegare l'inferiorita' fisica di Rick? Scott disse che era un Nexus-7, lanciando le basi di quel seguito che non fu mai realizzato.
Roy: un diverso modo di essere replicante
Roy non cerca di nascondersi, né aspira ad alcun tipo di integrazione; anzi considera sciocchi i tentativi degli altri di sentirsi "umani" (quando, ad esempio, chiede ironicamente a Leon se sia riuscito a recuperare le sue "preziose" fotografie), e non condivide quella sorta di rassegnazione che accomuna gli altri replicanti, riguardo il proprio destino. Che Roy sia speciale, è un fatto che viene continuamente sottolineato per tutto il film, sia a livello di intreccio sia a livello visivo.
Tyrell sottolinea la sua unicità: "La luce che brilla con il doppio di splendore brucia in metà tempo e tu hai sempre bruciato la tua candela da due parti".
Roy non viene mai mostrato entrare in scena: egli semplicemente appare, quasi potesse materializzarsi ovunque desiderasse. Questa sua capacità di "apparire", e quindi la sottintesa facilità di movimento, non sono solamente semplici abilità fisiche ma hanno soprattutto un valore simbolico: rispecchiano quella facilità che Roy dimostra possedere nel compiere il proprio percorso narrativo.
Ordine e disordine
Come da tradizione del "noir", l'ambientazione passa da interni a esterni: gli interni sono sicuri e privi di minaccia (la centrale di polizia, la Tyrell Corporation, gli appartamenti di Deckard e JF Sebastian), mentre le strade sono insicure e caotiche. Ma quella sicurezza e' una fragile apparenza, come testimonia il disordine che regna in tutti quei luoghi chiusi, tranne la Tyrell, che invece e' un ottimo esempio di passaggio da posto sicuro a fonte di pericolo.
L'ufficio di Tyrell doveva avere dimensioni sovrumane, 24x24, era una affermazione di carattere sociale, la sua stanza vuota contro le strade affollate della citta'.
La prima sequenza rivela un ambiente ordinato, in cui l'occhio e' libero di muoversi, le colonne dividono simmetricamente lo spazio nel quale fanno il loro ingresso prima Rachel e poi Tyrell.
La gigantesca finestra sullo sfondo svela l'esterno della piramide, fatto di simmetrie precise, e lo scarno arredamento rende quell'ordine ancora piu' assoluto, la casa del Dio della Biomeccanica.
La seconda sequenza ambientata nella piramide raffigura la camera da letto, un ambiente ingombro di oggetti illuminato dalla luce incerta delle candele: l'inaccessibile fortezza e' diventata un luogo di pericolo e morte, il caos e' penetrato all'interno, consentendo al Figliol Prodigo di uccidere il suo creatore.
Tyrell e’ il dio dei replicanti, Roy e’ il figliol prodigo, che si buca la mano col chiodo…
La confusione regna anche a casa di JF Sebastian, e' un disordine che investe anche il suo proprietario, che e' affetto dalla sindrome di Matusalemme, e sembra un vecchio di venticinque anni. E' questa confusione a farne il rifugio ideale per i replicanti, come se in essa fosse possibile diventare parte integrante del caos: proprio quello che fara' Pris all'arrivo di Deckard. Il disordine che aiuta i replicanti e' la principale fonte di pericolo per il Blade Runner, che quindi puo' ritirare Pris solo quando esce allo scoperto.
Un mondo senza animali?
Ognuno dei protagonisti era associato ad un animale: Tyrell e' il gufo dagli enormi occhi, Holden fa la domanda della testuggine, Rachel ricorda il ragno, JF ha la casa piena di topi, Pris si dipinge come un orsetto lavatore, Zhora balla col serpente, Roy ulula come un lupo e libera una colomba, Rick sogna l'unicorno... Tutto cio' e' molto ironico, dato che il mondo di BLADE RUNNER e', lo dice DADOES, un mondo in cui gli animali sono quasi estinti...
Gli uccelli sono un motivo importante, in associazione con la Tyrell: il gufo artificiale (il gufo rappresenta la saggezza, e il fatto che sia un falso indica una saggezza falsa), l'uccello impagliato dietro al letto di Eldon Tyrell, l'aquila sui contrafforti che sostengono le piramidi, l'emblema del gufo sui vestiti...
I legami con gli animali
In "Blade Runner", si dovrebbe parlare di due tipi particolari di legame, uno di tipo individuale, e uno di tipo locale, caratterizzato per porre in evidenza l'associazione che si instaura tra un luogo ed una determinata specie.
Come si è già notato, fino ad ora sono stati fatti al massimo degli accenni relativamente al primo caso: le associazioni che Chapman ritiene essere presenti all'interno del film di Scott formano questi abbinamenti: Leon, la testuggine; Zhora, il serpente; Pris, il procione; Rachel, il ragno; Tyrell, il gufo; Sebastian, il topo; Deckard, il sushi (pesce freddo) e l'unicorno; Roy, la colomba e il lupo. Sembra essere una scelta piuttosto sensata, e tuttavia presenta alcuni punti che meritano una discussione più approfondita.
Prima di tutto, l'associazione di Deckard con il pesce freddo è valida solamente nella versione del 1982, poiché esso è il nomignolo che la sua ex moglie gli attribuiva e del quale dà notizia il voiceover eliminato nella "Director's Cut". Al contrario l'associazione con l'unicorno che, nella struttura della versione del 1991, costituisce il tratto fondamentale del personaggio, in quella precedente riesce con difficoltà a mantenere una certa coerenza.
Così appare troppo scontata la scelta della testuggine nel caso di Leon (tralasciando la possibilità sottesa al nome del personaggio che l'animale sia invece il leone: Leon suona come il francese "lion"); animale che sembra riflettere maggiormente il carattere aggressivo del replicante. Come si è visto nel precedente elenco non tutti i personaggi della vicenda sono associati ad un animale: dei caratteri principali rimangono esclusi i tre poliziotti, Holden, Bryant e Gaff.
Per il primo tuttavia, a differenza degli altri due, sembrerebbe possibile ipotizzare un legame con la testuggine; il suo finire in un polmone artificiale (all'interno di un guscio e a ventre all'aria), sembra replicare perfettamente la situazione in cui si trova l'animale descritto nella domanda che egli ha fatto a Leon. Nel caso di Gaff la sola associazione che potrebbe essere adeguata è ipotizzabile esclusivamente nella versione del 1982, nella quale l'unicorno diventerebbe così l'animale a cui il poliziotto si associa.
L'animale rivela il replicante
Un elemento comune sembra esistere ed è individuabile nel carattere rivelatorio che la presenza dell'animale possiede. Esso svela la natura replicante dei vari personaggi: è il racconto del ragno che rende consapevole Rachel della sua condizione; è grazie al serpente che Deckard è in grado di riconoscere Zhora; Sebastian, solamente dopo che Pris si è truccata da procione, intuisce che lei è una replicante. In quest'ottica risulta allora corretta l'associazione di Leon con la testuggine, che rivela ad Holden la verità; ed ugualmente coerente, nell'ambito della "Director's Cut", appare il legame tra Deckard e l'unicorno.
Dall'elenco è rimasto escluso Roy; esclusione che ha solide fondamenta nel suo comportamento. Poiché, differentemente dai sui compagni, non si preoccupa minimamente di nascondere la sua identità che al contrario esibisce con orgoglio, rendendo inutile un'associazione che si basi sullo stesso principio valido per gli altri replicanti.
Per quel che riguarda Roy, per il quale non vale lo stesso criterio degli altri replicanti, due sono gli animali che parrebbero caratterizzarlo: il lupo e la colomba. Il secondo è certamente il più evidente, essendo presente con una valenza simbolica molto forte, nella scena della morte del replicante; il primo al contrario non si manifesta attraverso un'immagine, bensì attraverso un suono, ossia quell'ululato che Roy emette davanti al cadavere di Pris, poco prima di cominciare ad inseguire Deckard.
Più di altre associazioni, questa esalta il carattere del personaggio, che possiede tutte le caratteristiche del predatore, tanto da assumere nel suo incedere anche un andamento belluino; ed esattamente come un lupo Roy si mette sulle tracce della sua preda, Deckard. Questa associazione sembra in grado di porre in secondo piano quella con la colomba, animale che, richiamandosi all'iconografia cristiana, sembra riferire ad un altro significato, slegato, almeno parzialmente, dalla figura del replicante. In realtà un'interpretazione di questo tipo, seppur giustificabile, si lascia sfuggire alcuni elementi che rivelano come sia la colomba ad essere l'animale simbolo di Roy.
Indubbiamente non si può prescindere dall'associazione con il lupo, che rispecchia il carattere di Roy; si deve però sottolineare come la colomba indichi il momento di cambiamento che il replicante affronta, e che ne rivela la grandezza. Essa è posta in un momento cruciale del cammino di Roy il quale, dopo questo incontro, risulta cambiato, mostrando una di quelle cose "meravigliose" che Tyrell sosteneva avesse compiuto. Così la colomba ha quella capacità di rivelazione che, seppur con una diversa applicazione, possiedono tutti gli animali che si associano agli altri replicanti.
L'associazione tra animale e luogo
Tutti gli ambienti sono caratterizzati dalla presenza animale.
- Le strade sono sotto il segno del drago (insegna luminosa presente, almeno per un momento, in tutte le scene ambientate per le vie di Los Angeles);
- la centrale di polizia trova nel cane ritratto in foto sul paralume della lampada sulla scrivania di Bryant, o nell'origami del pollo realizzato da Gaff, il suo animale;
- all'interno della casa di Deckard c'è un soprammobile a forma di rinoceronte;
- l'appartamento di Sebastian presenta solamente l'imbarazzo della scelta;
- la Tyrell Corporation ha come "custode" un magnifico gufo.
Ora, ricollegandosi a quanto accennato prima, se da un punto di vista estetico tra Tyrell ed il gufo si possono riscontrare delle somiglianze, fondate principalmente sull'aspetto che gli occhiali conferiscono a Tyrell e che richiamano la testa del volatile, non altrettanto si può fare, senza delle forzature, nel caso di Sebastian; l'associazione con i topolini bianchi che scorrazzano per la sua casa, non sembrano trovare una valida giustificazione che non si fondi su di un semplice principio di contiguità.
Inoltre va rimarcato come, anche ritenendo validi entrambi gli abbinamenti, gli animali non vengono a segnare un momento particolare del percorso dei personaggi a cui sono legati. Sembra così giustificabile lo scioglimento, almeno parziale, di queste coppie e loro sostituzione dell'elemento umano con quello locale; divenendo i replicanti gli unici a legarsi ad animali, si troverebbe un'ulteriore prova della reale natura di Deckard.
E' interessante osservare come, anche nella fuga, Zhora si diriga in luoghi affollati, colmi di gente, come se ci fosse la speranza di assimilarsi a loro e di sparire dalla vista del blade runner; ma non essendoci riuscita (o non essendo questo possibile), finisce fra i manichini di una vetrina, uccisa tra degli altri simulacri di esseri umani, di cui acquista l'aspetto con un precoce rigor mortis, come se quella fosse la sua autentica natura.
Analogamente a Zhora, Pris muore in un appartamento colmo di manichini ed automi, ma lei, a differenza dell'altra replicante, si amalgama perfettamente fra questi quando è ancora in vita e non solamente una volta defunta.
Animali, numeri ed altre storie
Nel corso del film Roy è associato a numerosi animali.
Mentre interroga Chew, alle sue spalle è visibile per poco una figura illuminata, dalle sembianze di falco. Il falco è un attributo tradizionale della forza e del potere.
Più avanti, quando Roy insegue Deckard nelle rovine del palazzo dove si trova la casa di Sebastian, ulula più volte come un lupo. Il lupo rappresenta la Terra, il male e gli spiriti divoratori e persecutori. Nella mitologia celtica un lupo ingoia il sole, di notte, (come Batty ha distrutto Tyrell).
Prima di risparmiare la vita di Deckard, Roy adotta una colomba bianca come suo attributo animale definitivo. La colomba rappresenta l’amore, la pace, la luce e la vita spirituale, specie nel passaggio tra uno stato di esistenza e un altro.
Di sfuggita, sulla scena della morte di Roy domina un’ampia insegna illuminata della TDK (TDK = 33 = dolore, lacrime, lutto).
Di notte, Tyrell è a letto, circondato da 46 candele (la luce della perfezione e, tramite esegesi, uno dei nomi sacri di Dio). La testiera del suo letto è ricoperta da motivi raffiguranti gru bianche -simboliche di posizione elevata, immortalità, e intermediarie tra cielo e terra.
Gli attributi animali di Tyrell sono il gufo (saggezza, solitudine, oscurità, morte) e l’aquila (potere, autorità). Cosa piuttosto interessante, ha anche svariati attributi vegetali: due bonsai sempreverdi (vita eterna) visibili sulla tavola dell’ufficio all’arrivo di Deckard e un albero ceduo inidentificabile (il principio della vita, la totalità della manifestazione) all’estremità destra dell’ufficio.
Tutto ciò che circonda il dottor Tyrell - gli alberi, il gufo, Rachael, lo stesso palazzo in cui abita- è diretta e artificiale manifestazione della sua volontà.
