E'
inimmaginabile quante siano le
bellezze e i misteri di questa terra ricca
di
storia.
Le
Marche, una regione al plurale, una composita unitą di paesi, ognuno
con la sua precisa identitą.
Borghi
antichi che dall'alto dei dolci colli dominano le valli e seguono il lento
scorrere dei fiumi fino al mare.
Una
terra varia, che ripete come uno schema geografico l'alternarsi di colli e
vallate, ritmate dal percorso parallelo dei brevi fiumi.
Gente
genuina, quella delle Marche, ma diversa.
Ogni fazzoletto di terra ha il suo
dialetto per la sua storia da raccontare.
Ci
sono gli uomini del mare, aperti e gioviali, ma anche tenaci e rudi,
temprati dal sole e dalla salsedine, come i loro volti solcati dalle rughe.
Gente
di confine, quella del mare, abituata a vincere le paure.
Storie
di burrasche, di avventurosi viaggi in oriente, di antichi tesori ripescati.
Storie chiuse nel cuore dei vecchi pescatori, stretti in simbiosi con l'acqua da
cui tutto dipendeva.
Ci
sono gli uomini della campagna, taciturni e schivi, ma anche orgogliosi e
saldi nei propri princģpi.
Gente
di antiche tradizioni, quella di campagna, rassegnata a subire gli strani
umori della natura, a rispettarne i tempi.
Ricordi
di storie raccontate dai vecchi, alla sera, nel tepore delle stalle, al
suono di una fisarmonica, sotto l'occhio vigile di sapienti gnomi e di splendide
fate.
Ci
sono gli uomini dei monti, cupi e severi, ma anche ospitali e generosi.
Gente
abituata a strappare e terra e pietra alla montagna, resistente ad ogni
avversitą. Racconti di caccia al cinghiale, profumo di funghi e di tartufi,
incontri con le ninfe delle fonti che sanno di muschio, con le streghe silvestri
che bruciano nei fuochi dei camini, con le sibille nascoste negli antri della
montagna.
Il
resto č fatto di monasteri, chiese e palazzi nobiliari, chiusi da resti di mura
e fortificazioni ormai inutili.
di:
Massimo Agostini e Rita Zengarini
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