I Draghi e le Sfere

Le leggendarie Sfere del Drago sono 7 sfere che ,se vengono riunite, rendono possibile l'evocazione di un Drago capace di esaudire i desideri delle persone. Queste sfere vengono cercate in continuazione in Dragon Ball e in Dragon Ball Z ( nella prima parte Vegeta e Nappa arrivano sulla terra proprio per conquistare queste sfere). Le sfere del Drago sono create dai Namecciani (una razza pura) e nelle tre serie ne troviamo di 2 tipi: quelle Terrestri e quelle Namecciane.

Sfere del Drago Terrestri - Sheron

Queste Sfere sono state create da Dio quando egli si è diviso da Al Satan , a immagine e somiglianza di quelle di Namek (il suo pianeta natale). Chiunque riuscirà a riunire le sette Sfere, potrà invocare il Dragon Shenron ed esprimere un desiderio; quindi le Sfere si disperderanno sul pianeta Terra e resteranno tramutate in pietre per un anno. L'esistenza delle Sfere è legata alla vita del loro creatore, Dio, così come ad egli sono correlati i poteri del Drago.Con le sfere del drago terrestri è possibile resuscitare molte  persone con un unico desiderio, ma soltanto una volta. Quando Dio e Piccolo si riuniscono le Sfere del Drago scompaiono e perciò viene scelto Dende (un piccolo Namecciano) per prendere il posto di Dio e creare nuove sfere.

 

Sfere del Drago namecciane - Polunga

Su Le sfere del Drago Namecciane sono state create dall'antico saggio di Namek; esse vengono tramandate dall'anziano saggio al suo successore, di modo che alla sua morte le Sfere restino nelle sue mani.Queste sfere sono più grandi di quelle terrestri e come per quelle terrestri, anche i poteri delle Sfere Namecciane sono strettamente correlati a quelli del suo creatore. Una volta riunite le Sfere, si può invocare il Drago Polunga, che può esaudire ben tre desideri, con l'unica condizione di esprimersi in Namecciano, l'unica lingua conosciuta dal Drago.Una volta utilizzate anche queste si spargono per tutto il pianeta e non è possibile riutilizzarle per un anno Namecciano. Queste sfere possono resuscitare solo una persona per ogni desiderio, ma infinite volte.

Sfere del Drago terrestri con stelle nere - Shenron Rosso

Le sfere dalle stelle nere fanno la loro comparsa solo nella serie GT, hanno l'aspetto di quelle della terra, cambiano solo le stelline che anzichè essere rosse, sono nere. Una volta riunite tutte insieme causano l'apparizione di Shenron Rosso e danno la possibilità di esprimere un desiderio. Una volta espresso, le sfere ,anzichè perdersi sulla terra come le altre, si disperdono in varie parti nello  spazio, e se non vengono recuperate entro un anno, il pianeta sul quale è stato esaudito il desiderio scompare per sempre. Goku sarà costretto insieme a Trunks e a Pan a girare per lo spazio per ritrovarle. Il loro creatore è Al Satan.

I Draghi Malvagi

Drago Nero

Dopo aver battuto Super 17, Goku e gli altri uniscono le sette sfere per evocare Shenron. Ma al posto del Drago che tutti conosciamo appare un Drago Nero che rappresenta tutta l'eneriga negativa accumulata dalle sfere (che usano la positiva per esprimere i desideri). Poi, questo Drago Nero, si divide in altri 7 Draghi: I Draghi Malvagi.

Ryan Shenron

Drago della sfera a 2 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata per resuscitare Bora, il padre di Upa. Questo Drago trae la sua energia da una palude. 

Uh Shenron

Drago della sfera a 5 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata per resuscitare Goku, prima dello scontro con Vegeta e Nappa. Questo è un Drago elettrico; inizialmente alto menu di un metro, ma poi assorbendo elettricità giunge ad una notevole altezza! 

Ryuu Shenron

Drago della sfera a 6 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata da Olong quando ha desiderato un paio di mutandine da donna. Questo è un Drago "femmina", capace di creare dei vortici veloci e potenti.

Chii Shenron

Drago della sfera a 7 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata per far resuscitare le persone uccise da Majin Vegeta. Inizialmente questo drago appare sottoforma di una talpa gigante che crea terremoti; poi, mostra il suo vero aspetto: un enorme Drago a due code. Infine, ridiventa una piccola talpa, facile da sconfiggere.

Suh Shenron

Drago della sfera a 4 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata dal Grande Mago Piccolo per riacquistare la giovinezza. Drago del Sole, che può raggiungere una temperatura di 6000° C. Dopo che Goku diventa SSJ4, anche Suh cambia aspetto e diventa più grande e dorato.

San Shenron

Drago della sfera a 3 stelle. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che.... ???? (informazione non a nostra conoscenza). Drago del Ghiaccio e fratello di Shu.

Li Shenron

Drago della sfera a 1 stella. L'energia negativa che gli ha dato vita è quella che è stata utilizzata per riportare la Terra alla normalità dopo lo scontro con Bu. Drago scheletrico ed ultimo avversario della saga di DB GT! Questo drago, riuscirà a inserire in sé tutte le 7 sfere, aumentando così il suo potere.

DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL DRAGONBALL