Compagnia Teatro Umoristico " I De Filippo "

" Don Rafele 'o trumbone "

di Peppino De Filippo
[Eduardo e Peppino in una foto del 1934]
[Eduardo e Peppino in una edizione del 1934]

Un pover'uomo ,suonatore di trombone ,ha la fama di jettatore ma un giorno incontra la fortuna .Un ricco signore lo scrittura e gli da cinquemila lire di anticipo. Ma la fortuna dura ben poco : deve restituire il denaro perche' il signore e' pazzo.

" Don Rafele 'o trombone[..] tanta viva ilarità ha seralmente suscitato attraverso la impeccabile interpretazione di Eduardo De Filippo [ ] " .
(Anonimo, Il Mattino, Napoli 1 gennaio 1932).

" In Don Rafele 'o trombone che è una farsa aperta con uno snello e rapido tocco finale di silenziosa commozione , vediamo un povero e sbrindellato suonatore di trombone [..] afferrare, per un attimo, il ciuffo della fortuna. [..] Le antiche facezie riecheggiate in questo atto, sono tornate, se non fresche, certo divertenti, perché con esse , Edoardo e Peppino De Filippo hanno costruito due personaggi di spiccato rilievo . [..] Attori vividi e freschi , i De Filippo. C'è in essi qualche cosa che li riallaccia , per qualche aspetto, alla tradizione sancarliniana ; e cioè nell'accentuazione comica del personaggio , una tendenza al fisso e al generico della tipificazione : una ricca teatralità insomma . Ma poi è anche da notare quel modo particolare dell'arte napoletana che procede più che per effusioni e per amplificazione , per tocchi sobri , pensati , quella misura e rarità e lievità del gesto , che più che una rappresentazione dei sentimenti , è un abbozzo di essi , una allusione ad essi . E a queste qualità , dirò così , storiche ed etniche si deve aggiungere , in Edoardo , una nervosità tutta personale, qualche cosa che mette , anche nella comicità , una umanità e una realtà scarnite ed amare " .
(Renato Simoni, Corriere della Sera, Milano, 16 marzo 1934).