" Le bugie con le gambe lunghe sono quelle nate dagli interessi, dalle connivenze, dai più sporchi compromessi della vita, e con la più disgustosa, soffocante rete dei loro passi invischiano l'esistenza in modo tale da far credere quasi alla loro ineluttabilità. Contro di esse non può trovarsi che una verità, con le gambe purtroppo molto corte ma non tanto da impedirle, come afferma l'autore in questo lavoro di grande nobiltà, verità e coraggio, di percorrere tutta la sua strada e di giungere alla meta: quella dell'onestà " .
(V. Marinucci, Il Momento, Roma, 15 gennaio 1948).
" Le bugie con le gambe lunghe [..] ha anch'essa, sotto l'apparenza farsesca, un contenuto sociale. Ma ha un significato pessimista, sconsolatamente amaro, che esclude ogni atto di fede nella vita, in cui, secondo l'autore, impera la menzogna che con le sue subdole arti costruisce la felicità apparente degli uomini, mentre sotto l'aspetto non vi è che sudiciume. A questa conclusione sconcertante si arriva attraverso una vicenda movimentatissima, durante la quale si accavallano con ritmo incalzante, situazioni moralmente inaccettabili. La costruzione è perfetta " . (Publio Parsi, Il Quotidiano, Roma, 15 gennaio 1948).
" Stavolta Eduardo autore deve dire un grazie caloroso a Eduardo attore e soprattutto a Eduardo regista. Forse la commedia, nelle mani di un altro attore e di un altro regista, non avrebbe retto fino alla fine [... ]. Ma recitava Eduardo,un attore tra i migliori: così vero, così schivo da ogni enfasi, prodotto stupendo della nostra tradizione teatrale " . (Masserano Tarico, L'Italia Socialista, Roma, 16 gennaio 1948).
" Con questa commedia, rappresentata ieri sera al Nuovo, Eduardo vuole dimostrare che, se è vero che le bugie avrebbero naturalmente le gambe corte, gli uomini, quando ci hanno interesse, gliele allungano; e la opinione pubblica, per una serie di complicità dirette o indirette, favorisce la loro libera e duratura circolazione. Considerato da un certo punto di vista, il tema è ibseniano; poiché l'autore, svolgendolo, ci mostra co.me le ipocrisie accomodanti siano frequenti e come l'uomo abbia bisogno d sfruttare la menzogna, altrimenti sono guai! E per evitare questi guai, alcun personaggi di buono stomaco nella commedia di Eduardo [..] accettano le falsità e aggiungono verosimiglianza, non per illudere se stessi, ma per uscire comodi e contenti e magari guadagnandoci sopra, da vergognosi imbarazzi, salvando la faccia. [..] Recitazione veramente superba, di tutti gli attori, specialmente di Eduardo, di Titina[..] " .
(Renato Simoni, Corriere della Sera, Milano, 2 aprile 1948).