Il Teatro di Eduardo

" Il contratto "

di Eduardo De Filippo
[ Eduardo con Enzo Donzelli e Bruno Cirino]
[Eduardo con Enzo Donzelli e Bruno Cirino]

Geronta Sebezio viene considerato da tutti un traumaturgo e questo perche' un orfano da lui raccolto per la strada e dato per morto era stato da lui "resuscitato".Questo fatto ha ispirato a Geronta l'idea di una truffa che ormai funziona da alcuni anni.Il suo studio e' pieno di foto di "resuscitati".Geronta dice che egli in raelta' non resuscita nessuno,ma il suo potere traumaturgo funziona solo se esiste una "catena dell'amore" da parte dei parenti del morto.Esiste un vero e proprio contratto in cui il contraente si impegna ad amare i propri parenti,a fare testamento e a riservare una parte dell'eredita' in Buoni del Tesoro ad un parente mal visto e persino odiato.Naturalmente la catena dell'amore dei familiari non puo' esistere e il Geronta si prodiga per mettere pace tra i parenti e con vari stratagemmi riesce sempre ad impossessarsi di buona parte dell'eredita'.Per evitare le tasse di successione consiglia poi di intestare i Buoni del Tesoro ad un parente povero,il quale non solo si accontenta di una piccola parte dei soldi ma e' grato al Geronta perche' coi soldi puo' ricominciare una nuova vita.Le foto dei resuscitati sono dunque di questi parenti poveri, nati a nuova vita grazie al potere traumaturgo di Geronta.

[ Eduardo con Bruno Cirino]

[Eduardo con Bruno Cirino]

" Questa nuova commedia di Eduardo De Filippo, Il contratto , rappresentata stasera alla Fenice [..] non è soltanto la storia di un inghippo, di una truffa, di un ben architettato giro d'inganni. [..] Nell'intenzione dell'autore, invece, e anche per lo spettatore che stia attento all'impostazione della vicenda e del personaggio, si tratta di una ritorsione, di una vendetta contro la società, di un personale saldo di conti persino con lo Stato che quella società esprime " .
(Roberto De Monticelli, Il Giorno, Milano, 13 ottobre 1967).

" Una commedia imperniata sulle qualità trasformistiche di un carattere, quello dell'imbroglione ipocrita, vive naturalmente, e in modo quasi esclusivo, sulla recitazione del protagonista. E nel dare voce ai pensieri, ai richiami evangelici di Geronta Sebezio , Eduardo è stato di una bravura esemplare . Con una sobrietà e semplicità estrema , ha illuminato dal di dentro un personaggio che dell'ambiguità ha fatto il suo credo , raggiungendo in certe scene il tono drammatico attraverso il divertimento " .
(G. A. Cibotto, Il Gazzettino, Venezia, 13 ottobre 1967).

" Sotto tanta festosità (durante il pantagruelico pranzo di nozze) serpeggia amarezza e pessimismo . E non soltanto nei confronti della società contadina meridionale, come scriveva con acutezza Alvaro : "Sotto la favola scenica di Eduardo, possiamo trovare la favola della vita italiana ", di una società in cui il denaro è il solo mezzo per restituire a nuova vita un uomo " .
(Alberto Blandi, La Stampa, Torino, 18 ottobre 1967).

" Un po' tutti i motivi e anche i temi del suo teatro, poetici e polemici, naturalistici e allegorici, Eduardo De Filippo li ha fatti confluire in quest'ultima sua commedia, Il contratto [...] . Come un autore preoccupato di non essere riuscito a spiegarsi finora interamente, di non aver dato abbastanza fondo alla propria amara, cinica e sarcastica concezione del mondo e della gente che lo abita e lo abiterà , Eduardo ha voluto buttare sulla pagina e sul palcoscenico la paura della morte e l'avidità del denaro , gli intrighi ciarlataneschi e truffaldini , per irretire eternamente superstiziosi e creduloni , ambiguità perfide ed egoismi esasperati : tutto alla luce di una sulfurea ed essa stessa diabolica condanna moralistica, ipocrita, ad un'antica maniera partenopea, vale a dire beffarda fino al grottesco, farsesca fino alla dissacrazione d'ogni sentimento. [..] Ecco perché il protagonista del Contratto è personaggio chiave non soltanto di quest'ultima com-media ma di tutto il teatro maggiore di Eduardo , è la somma delle scontentezza e dei risentimenti, delle intuizioni e delle osservazioni , della casistica sociologica e del fermento poetico che anima da sempre questo teatro di denuncia, di iconoclastia, di beffa a certe convenzioni e conformismi tartufeschi che minano dall'interno ogni nucleo familiare, soprattutto meridionale. Di qui anche, s'intende, le zone neutre, didascaliche e quell'evangelismo untuoso e anch'esso tutto falso che chiama l'amore universale, la carità cristiana a pretesto e a maschera della perfidia, dell'avidità e dell'egoismo . Ma qui , anche , la sua forza corrosiva , il graffio , l'unghiata lacerante e un senso satanico che lascia interdetti anche gli spettatori più smaliziati. [..] Anche se la commedia non è compiutamente bella, anche se indulge a lunghe didascalie più narrate che rappresentate e anche se, infine è propagandistica e scoperta nel suo pessimismo che è già una tesi più che un risultato, Il contratto ha una forza ironica che talvolta splende di una luce poetica assai convincente ed a sorreggere la struttura composita e oscillante [..] viene poi l'arte scenica di Eduardo attore che nel primo e terzo atto raggiunge quei secchi culmini espressivi , quelle rarefazioni prodigiose oltre cui non c'è che la fissità della maschera , la compiutezza spaziale delle sculture a tutto tondo , una verità poetica assoluta " .
(Mario Stefanile, Il Mattino, Napoli, 25 ottobre 1967).