Il Teatro di Eduardo

" Il figlio di Pulcinella"

di Eduardo De Filippo
[ Eduardo De Filippo]
[Eduardo De Filippo ]

Pulcinella oramai vecchio e solo aspetta la morte, ma il suo padrone si ricorda di lui e cerca di sfruttarlo ancora una volta per i suoi fini elettorali,allo stesso tempo anche i compagni di servitu' cercano di attirare Pulcinella nei propri partiti e Pulcinella abbocca sempre,come il popolo che rappresenta.Ma Pulcinella ha un figlio segreto che ritorna inatteso dall'America,anche lui porta la maschera ma non vuole piu' portarla quando scopre che puo' levarsela.Il figlio e' un ribelle dice la verita' in faccia a tutti e,butta via la maschera deciso ad affrontare tutti a viso aperto.Pulcinella puo' adesso morire,poiche' e' nato il nuovo Pulcinella che non si fara' piu' raggirare da nessuno.

" Racconto moderno di una favola antica , suona il sottotitolo della commedia Il figlio di Pulcinella E' un sottotitolo che denuncia indirettamente ma chiaramente le ambizioni di questo straordinario e per molti versi geniale uomo di teatro e scrittore, più che legittime, per un artista delle sue dimensioni e del suo valore, il che non significa che su un piano critico non se ne possa e non se ne debba discutere il risultato e l'efficacia; quella anzitutto di portare il suo teatro, che è essenzialmente teatro popolare, a un livello surreale e metafisico, in secondo luogo quello di ricavare da questa dimensione surreale e metafisica, una tesi, o comunque una morale, e in terzo luogo l'occasione di una satira politica diretta . Felicissima, per esempio, la trovata di immettere una figura come quella dell'immortale maschera napoletana in una vicenda e in un ambiente contemporanei, e felicissima quella di una sua "voce di dentro" che si materializza in una donna-lucertola in perenne colloquio con lui . La commedia si svolge su due piani: uno quello di una realtà media borghese, osservata con l'occhio divertito, con l'implacabile fantasia di Eduardo, che ha saputo cogliere da par suo i particolari obbrobriosi e incresciosi, l'altro, quello metafisica di Pulcinella e del suo mondo. [..] Pulcinella carico di ingenuità e di furfanteria, di pietà e di cinismo, e infine di consapevole malinconia, cosicché alla fine anche il piccolo moralismo del testo si traduce con un alto e polemico richiamo alla dignità dell'uomo . Un grande, nuovissimo Pulcinella " .
(Ferdinando Virdia, Sipario, Roma, n. 199, 1962).

" Esistono opere nelle quali un autore si confida e si mette in libertà. [..] Mi sembra che Il figlio di Pulcinella possa ascriversi a questa categoria. Il Pulcinella che Eduardo ci propone è un Pulcinella morto, che attende di essere sepolto : morto sotto il peso secolare della miseria, della fame, delle mortificazioni, degli opportunismi, delle finzioni buffonesche, delle funamboliche dissimulazioní di cui è impastato fin nel mi dollo il personaggio dalla bianca casacca . Pulcinella degli anni '60 è giunto allo stremo. [..] Ma ecco il colpo di scena: Pulcinella è padre di un figlio. [..] John, il figlio americano è tornato in Italia, [..] dice sempre la verità, respinge in blocco l'eredità paterna di timorose menzogne e di buffonesca dissimulazione, [..] la maschera lui vuol gettarla, [..] se ne va a faccia pulita, mentre la vecchia maschera si affloscia ormai veramente spezzata. Rimane [..] da osservare come Eduardo dia il meglio del suo estro di autore nella dolente e malinconica osservazione dell'antica maschera decaduta piuttosto che nell'innesto del nuovo personaggio, che rimane allo stato di generosa enunciazione. [..] E ritroviamo Eduardo, naturalmente, nella sempre ammirevole maestria con cui ha saputo arricchire di profonde notazioni umane, di lazzi non occasionali, di fervide invenzioni comiche e di sfumature intensamente amare la sua interpretazione di un Pulcinella al tramonto " .
(Renzo Tian, Il Messaggero, Roma, 21 ottobre 1962).