Il Teatro di Eduardo

" Il sindaco del rione sanità "

di Eduardo De Filippo
[ Eduardo con Enzo Cannavale,Pietro Carloni e Ugo D'Alessio-televisione  1964]
[Eduardo con Enzo Cannavale,Pietro Carloni e Ugo D'Alessio-televisione 1964]

Antonio Barracano e' riconosciuto dagli abitanti del popolare quartiere sanita' come il loro "sindaco", perche' per 35 anni si e' impegnato a proteggerli e a mettere pace e giustizia tra loro.Antonio da giovane era stato ingiustamente condannato perche' i ricchi potevano permettersi falsi testimoni,cosi' da allora si e prefisso di volere un mondo diverso "un mondo meno rotondo,ma un poco piu' quadrato" e questo cerca di ottenerlo senza l'uso della violenza.

[ Eduardo con Pietro Carloni,televisione 1964]

[Eduardo con Pietro Carloni,televisione 1964]

" Con la nuova commedia di Eduardo torniamo in piena Napoli ; torniamo cioè in una città e in un mondo senza i quali l'azione e i personaggi davvero non avrebbero senso . Anche Sabato, domenica e lunedì nasceva a Napoli; ma là il bozzetto intimistico, il ritratto di interno piccolo-borghese, avevano Napoli come sfondo, non come indispensabile matrice. Qui la città vive non tanto coralmente o coloristicamente, ma nello stacco di un personaggio che dalla sua città trae la sua ragione di esistere. [...] La commedia vive soprattutto nello straordinario rilievo di questa nuova incarnazione dell'eterno personaggio di Eduardo. Quel personaggio fatto di solitudine, di amarezza, di disillusione, qui acquista una nota nuova : la fermezza e la volontà di mutare il mondo che lo circonda. E' un personaggio di maturità piena, di equilibrio dello scrittore ; un personaggio che è immerso solo accidentalmente nella vita del suo tempo, e in realtà accarezza una sua primitiva e nobile visione del mondo che gli viene alimentata dal ricordo del suo passato e dal suo desiderio di un avvenire migliore. Così, come nelle migliori commedie di Eduardo, dal lato naturalistico si giunge a una situazione drammatica per eccellenza : la situazione di un uomo che non vuole accettare la norma del mondo in cui si trova a vivere e s'ingegna di costruire e applicarne una sua, che valga per lui e per gli altri che sentano di accettarla. [..] E anche la sua interpretazione dei personaggio di Antonio Barracano è di quelle che si faranno ricordare. Pur conoscendo le risorse e l'intelligenza dell'attore, c'è da rimanere stupiti di fronte alla pacata naturalezza di questa recitazione che ottiene con il distacco, con i toni sommessi e i silenzi, risultati incomparabilmente più efficaci di qualsiasi concitazione o enfasi realistica. Eduardo ha saputo disegnare la statura del personaggio e rendere il miscuglio di imperiosità caparbia, di calore umano e di rozzo senso della dignità, con una perizia o per dir meglio, con una sicurezza di istinto. [..] Viene da pensare che il trascorrer del tempo abbia ancora affinato e decantato l'arte di questo inimitabile attore e gli permetta di rivelare anche a se stesso sempre nuove possibilità " .
(Renzo Tian, Il Messaggero, Roma, 10 dicembre 1960).

" Eduardo [..] ha fatto de Il sindaco del Rione Sanità una creazione formidabile, rendendone le più sottili vibrazioni psicologiche, illuminandosi via via della sua follia umanitaria, dando infine, alla scena che prelude alla morte, un'evidenza, una verità e, insieme, un senso di fantastica trasposizione da far pensare a un personaggio simbolico e leggendario " .
(Vincenzo Talarico, Telesera, Roma, 1O-11 dicembre 1960).

" Festa grande al San Ferdinando per il ritorno di Eduardo con Il sindaco del Rione Sanità, la bella, amara commedia di cui egli è, a un tempo, autore, regista e interprete. Come sempre Napoli ha risposto con slancio ed entusiasmo al richiamo del suo beniamino. E soprattutto in questa nostra città matrice della sua arte e delle sue esperienze che l'opera di Eduardo - oltre il suo stesso alto e autonomo valore drammaturgico e poetico - trova una consonanza irripetibile con l'affetto e i sentimenti del pubblico. Al calar del sipario, l'altra sera, quando Eduardo si è portato al proscenio per accomiatarsi [...] qualcuno ha gridato dalla sala : "Sei il cuore di Napoli". E lui ha dato una risposta immediata, asciutta : "Lo so". Non certo per indulgere all'esclamazione, enfatica nella sua schiettezza, dell'ignoto aminiratore, ma quasi per istinto a confermare perentoriamente e senza retorica l'autenticità delle ragioni artistiche e delle occasioni umane che muovono la sua opera. Eduardo dà ancora una volta un'interpretazione di altissima qualità, conferendo profonda verità umana e forza poetica al suo personaggio " . (Frando de Ciuceis, Il Mattino, Napoli, 5 novembre 1973).