" Sabato,domenica e lunedì "
![[ Eduardo nell'edizione televisiva del 1962]](sabato3.jpg)
La commedia si svolge nei tre giorni del titolo.Il sabato Rosa prepara il ragu' per il pranzo del giorno dopo,mentre Peppino suo marito,si sente trascurato dalla moglie e nutre per lei una gelosia morbosa,gli sembra addirittura che il loro vicino di casa Luigi abbia troppe attenzioni per la donna.La domenica a pranzo sono invitati anche Luigi e la moglie,e a questo punto Peppino decide di rivelare la presunta intesa che c'e' tra Rosa e Luigi.A Rosa prende un collasso,e tocca alla loro figlia Giuliana ricucire il raporto tra marito e moglie.Il lunedi' le cose tornano normali,dopo che Rosa e Peppino si sono chiariti parlandosi apertamente.A Peppino non resta che chiedere scusa a Luigi offrendogli di nuovo la sua amicizia . |
![[ Eduardo con Pietro Carloni,televisione 1962]](sabato5.jpg)
" Vivissimo successo. Eduardo De Filippo è stato accolto, ieri sera, da un affettuoso saluto. Il pubblico al suo apparire si è alzato in piedi in segno di reeverenza per il suo recente grande dolore paterno e battendogli le mani ha voluto significargli il ben tornato a Milano. Ed Eduardo non ha ancora una volta deluso i suoi ammiratori, né come autore né come attore. Davvero ieri sera era impossibile dire quale dei due fosse il migliore tanta era la bravura di entrambi. [..] Si invoca il teatro di poesia [..] una poesia intima, a cuore a cuore, che invita alla confidenza, alla schiettezza alla comprensione. Commedia tradizionale scritta per gli attori, e al tempo stesso così fresca da far apparire nuova anche la sua struttura e animati dal soffio vitale i personaggi pur modellati sulle possibilità degli interpreti. La recitazione mirabile di colore, di misura e di effetti. Eduardo De Filippo è stato un Peppino nitidamente disegnato e inciso : più vero del vero, e cioè di un vero artistico, tutto da godere. [...] Una bella commedia e una bella interpretazione: teatro nel senso migliore della parola, con un messaggio di umanità " . (Eligio Possenti, Corriere della Sera, Milano, 13 gennaio 1960).
" Qui Eduardo De Filippo ha avuto uno dei suoi momenti più felici e una mirabile morbidezza psicologica e di fantasia; ed è in quella incidenza e coincidenza di un lungo tempo sentimentale, doloroso e avverso, chiuso e cocciuto, con l'ora fuggevole, irritante e amara, in questa fusione di toni, e di voci, che si rivelano il senso delicato e la patetica poesia della commedia. [...] Eduardo ha recitato con una levità grigia, con una emozione contenuta che in alcuni passaggi, ottenne effetti magistrali " .
(F. B., La Stampa, Torino, 17 marzo 1960).