Il Teatro di Eduardo

" Mia famiglia "

di Eduardo De Filippo
[ Eduardo con Dolores Palumbo]
[Eduardo con Dolores Palumbo ]

Nella famiglia Stigliano,marito moglie e due figli,non c'e' comunicazione,anzi ognuno vive la propria vita per conto suo.Alberto il capofamiglia,fa il moralista e giudica tutti;Elena ,la moglie,gioca a carte e perde ingenti somme;Rosaria,la figlia,fa almeno apparentemente la spregiudicata;e Beppe,l'altro figlio, se ne va in Francia.Alberto,che lavora in una radio, perde la parola quando scopre i debiti della moglie,che rinsavita si mette a lavorare.Riacquista la parola per denunciare il figlio che era scappato dalla Francia perche' accusato ingiustamente di omicidio.Ma anche Alberto non e' migliore degli altri:ha un'amante.Alla fine quando all'interno della famiglia ognuno si rende conto dei propri errori e si torna alla normalita' Alberto ritorna dalla moglie.

[Eduardo con Dolores Palumbo,Ugo D'Alessio e Amedeo Girard ]

[Eduardo con Dolores Palumbo , Ugo D'Alessio e Amedeo Girard]

" Nel capitolo del teatro italiano del dopoguerra uno dei primi posti spetterà a Eduardo De Filippo. Chi lo scriverà -quando si scriverà - si renderà conto che non si tratta di una mera appartenenza cronologica, bensì di un istintivo bisogno, anzi un naturale impegno di inserirsi nel proprio tempo, nel cuore, per così dire, dei suoi particolari problemi umani, etici e sociali, con tutte le responsabilità che per un artista questa posizione comporta. [..] La distanza fra comicità e umorismo sembra minima ed è grandissima. Senza tener conto di questo fatto, non sarà mai possibile mettere nella giusta luce e valutare nella giusta importanza la personalità di Eduardo, vuoi come attore, vuoi come commediografo: esempio più raro che unico di perfetta coerenza e coincidenza. [..] Dietro ogni autentico umorista c'è sempre un moralista; e dietro a ogni moralista, otto volte su dieci, c'è un conservatore. [..] Sbagliano tuttavia - almeno a mio modesto parere - coloro che hanno voluto rinchiudere questo copione tutto in un programmatico moralismo conservatore, irrimediabilmente e sconsolatamente pessimista. Di commedie amare Eduardo ne ha scritte parecchie e questa, è vero, sembra la più amara di tutte, ma è egualmente vero che raramente è venuto da esse [...] un messaggio altrettanto ottimistico e consolante come questa volta. E ciò conta pure qualche cosa. Si potrà dire, semmai [..] , che egli ha forse esagerato in entrambi i sensi. Dipingendo prima un quadro familiare eccessivamente fosco per quanto attualmente e realisticamente preciso, [..] e trasformandolo, poi, in un generale ritorno all'ovile, con esemplari pentimenti ed edificanti propositi per l'avvenire. [..] Ma proprio in ciò noi riconosciamo la generosità di Eduardo, sempre ed ugualmente sincero in ogni posizione che assume, anche la più eccessiva e discutibile. Non si tratta affatto di un finale accomodante. Esso è, invece, l'espressione di quella luce e di quel colore di umanità che costituiscono la nota più bella e più originale della sua personalità, sia che reciti, sia che scriva. [..] Ha portato un contributo non indifferente, una recitazione di estrema verità [...] con un Eduardo d'una umanità spoglia, nuda, difeso da una corazza di pudori inespressi e di sanguinanti ribellioni " .
Carlo Terron,Corriere Lombardo,Milano,8-9 marzo 1955)

" In Mia famiglia il risentimento in chiave di conformismo e d'ortodossia a una legge morale che per essere valida dovrebbe essere ugualmente sentita e rispettata da tutti non ci sembrano in verità dar luogo a, un fatto d'arte, sebbene a un'altra gratuita ingiusta e cattiva accusa delle vecchie alle nuove generazioni. [..] Secondo Eduardo De Filippo la ragione sta dalla parte dei più anziani [..] e il torto dalla parte dei più giovani votati per naturale disposizione all'erotismo, omo o bisessuale che sia, e pronti a offendere minare e distruggere il sacro istituto della famiglia. [..] Le accuse di Eduardo autore alle nuove generazioni è generico e ingeneroso oltre che falso e sovente ridicolo [..] e soltanto la bravura magistrale di Eduardo attore ha potuto evitare che certe ingenuità moralistiche del testo non diventassero noiose tirate senza radice " .
(Mario Stefanile, Il Mattino, Napoli, Il maggio 1955).