Il Teatro di Eduardo

" Napoli milionaria "

di Eduardo De Filippo
[Eduardo con Titina,Elena Altieri,Pietro Carloni,Giacomo Furia,Tina Pica e Clara Crispo]
[Eduardo con Titina,Elena Altieri,Pietro Carloni,Giacomo Furia,Tina Pica e Clara Crispo]

Gennaro Iovine,tranviere ora disoccuppato a causa della guerra,e' poco considerato dalla famiglia che si dedica alla borsa nera.E' contario a questo commercio,ma quando la polizia fa una perquisizione in casa sua si finge morto sul letto sotto il quale e' nascosta la merce,e continua a fingere anche quando suona l'allarme per i bombardamenti ,alla fine il brigadiere si commuove davanti al sacrificio di Gennaro e va via.Passano gli anni Gennaro di ritorno dalla guerra trova la moglie ,Donna Amalia,adesso ricchissima che sta festeggiando il compleanno del socio.Manca da casa da molti anni e nessuno e' disposto a ascoltare le sue disavventure.La familia e' allo sfascio:la figlia maggiore e' incinta di un soldato americano che l'ha lasciata,il figlio e' un ladro di gomme e la figlia piu' piccola e' gravemente ammalata.La medicina che puo' guarirla e' introvabile e la piccola rischia di morire.Tocchera' a Gennaro far coraggio alla moglie ,che adesso si rende conto della tragedia che incombe sulla famiglia,con la frase diventata poi famosa:"'A da passa' 'a nuttata".

[Eduardo con Titina e Tina Pica ]

[Eduardo con Titina e Tina Pica ]

" Ben tornato Eduardo, ben tornata Titina De Filippo ! Il pubblico milanese vi aspettava; lo ha dimostrato ieri sera con l'accoglienza fervida che ha tributato a voi e alla vostra arte che sa di poesia, di caldo vento dei sud, di umanità profonda. In questa Napoli milionaria c'è tutto il dramma della guerra, tutte le miserie e tutte le grandezze" .
(S. F., Secolo Nuovo, Milano, 21 aprile 1946).

" Finalmente una commedia che non è un gioco gratuito, una divagazione intellettuale, un compiacimento snobistico. Sembrava proprio che il nostro teatro dovesse affogare nelle piccinerie d'imitazione, nei roboanti tentativi retorici, nella noia degli adulteri da salotto. Ma Eduardo è un uomo vivo, che sa guardarsi attorno, che sa percepire la voce sottile e impetuosa dei fatti umani, con tutto quello che comportano di malinconico e di disperato, di tristemente umoristico e di dannato. E ha scritto - ed ora recita - una commedia nella quale pulsa una vitalità nata direttamente dalla realtà, mai arbitraria, mai falsamente "artistica" : una commedia nella quale l'arte si sprigiona lentamente dalla cronaca, dall'osservazione, dall'interpretazione dei fatti della vita " .
([Anonimo], A, Milano, 25 maggio 1946).

" Napoli milionaria apre il grande ciclo del vero e proprio teatro di Eduardo. Del dopoguerra , Napoli milionaria colpisce l'ora più tragica di questa città ch'è passata dalla fame e dalla speculazione sulla fame, dai bombardamenti, dalle rovine, dalle angherie tedesche, alla liberazione per furor di popolo, all'effimera ricchezza ed alla corruzione portataci dai sopraggiunti alleati e padroni [..] . Napoli milionaria [..] constatazione del sovvertimento prodotto dalla guerra è, con la condanna della stessa, la ricerca dei valori non sommersi dal male, l'umana e storica comprensione sociale, la segnalazione di una via di salvezza .[..] " 'O pate 'e famiglia " salva nella commedia la famiglia che si stava perdendo . Qui il valore morale e costruttivo della commedia ; qui , per noi, l'istanza assoluta ed urgente di una società che sappia salvare i suoi figli , preparando l'alba della pace. [..] La ripresa della commedia arriva anche in buon punto a dimostrare come sia ingrata, oltre che sciocca, l'accusa a Eduardo di denigrazione di Napoli. [..] E' questa un'accusa ricorrente, da tempo immemorabile, nelle bocche dei responsabili della miseria napoletana ad ogni coraggiosa denunzia della stessa . Magnifica l'esecuzione . Superflue [..] le lodi a Eduardo e Titina " .
(Giulio Trevisani, L'Unità, Milano, 17 ottobre 1950).

" Ci si domanda come mai una commedia sulla guerra, scritta e rappresentata quando la guerra non era ancora finita, ottiene dopo 26 anni [...] un successo che non è neanche paragonabile a quello toccato alla pur apprezzata prima edizione ? E come mai, tra gli spettatori che applaudono con autentica frenesia, ce ne è almeno un 50 per cento che quei terribili anni non li ha vissuti, e dunque non può essere mosso dal sospetto di nostalgia della giovinezza. La risposta a queste domande è con tutta probabilità la più elementare che possa darsi: e cioè che Eduardo De Filippo, non mosso dalla allora dilagante fretta dei furbi di improvvisarsi una verginità ideologica, né dalla fretta dei politici di raccogliere i maggiori frutti possibili dalle rovine della guerra, ha tenuto fede al dovere di un artista di raccontare le cose come sono realmente andate o per lo meno come egli le ha personalmente sentite ; e siccome un artista è sempre un portavoce universale, gli uomini d'età dicono : le cose sono effettivamente andate cosi ; e i giovani dicono : le cose debbono certamente essere andate così, se la situazione oggi è quella che è. Come ogni vero artista, Eduardo ha già visto la storia nella cronaca . In sostanza, che cosa sono i tre atti di Napoli milionaria se non tre momenti di vita italiana che tutti abbiamo vissuto ? Sullo scorcio della guerra una grande speranza ; finita la guerra, una euforia fittizia , seguita come era ineluttabile da un amaro risveglio. Di Eduardo attore è persino superfluo parlare : della sua scorporata lievità ci si aspettavano da un momento all'altro fenomeni di levitazione " .
(Giorgio Prosperi, Il Tempo, 10 maggio Roma, 1971).