Il Teatro di Eduardo

" Palummella zompa e vola "

di Antonio Petito
[ Eduardo con Dolores Palumbo e Pietro De Vico  ]
[Eduardo con Dolores Palumbo e Pietro De Vico ]

Il filo conduttore di questa commedia e' la canzone "Palummella zompa e vola".Donna Giglia ha la mania della musica classica,e convince il giovane Don Felice ad esibirsi nell'Ernani,ma il giovane vorrebbe raggiungere Palummella,una cantante ambulante.Altre vicende si intrecciano nella commedia ,e' presente anche Pulcinella che fa da coro e commenta tutte le vicende.

[Eduardo con Ugo D'Alessio]

[Eduardo con Ugo D'Alessio ]

" Eduardo ha ieri sera conquistato alla sua arte il lauro più ambito e più meritato: nel camicione bianco di Pulcinella è stato pari ai grandissimi avi spirituali che l'hanno spinto verso questa memorabile impresa. Veramente è stato al fulcro della rappresentazione come mai grandissimo attore è riuscito a stare, scattando e nascondendosi, intrecciando nel ritmo magistrale dello spettacolo la sua e la personalità di Pulcinella, identificandosi di volta in volta con gli umori stessi di quella maschera, lì impietrendosi, e lì disarticolandosi, disegnando via, via, in un crescendo impeccabile e misuratissimo l'ingenua trama di Palummella zompa e vola, così come Petito la intese; lasciandosi andare alla farsa comica e della farsa grottesca trattenendo la buffoneria e caricandola, fino a muovere come in un delirio di marionette tutti i personaggi " .
(Mario Stefanile, Il Mattino, Napoli, 23 gennaio 1954).

" Sotto la mezza maschera nera, solcato di rughe, Eduardo è stato un Pulcinella sorprendentemente sobrio e contenuto, di una comicità intensamente concentrata che non sconfinava mai nella faciloneria, nella grossolanità: un Pultinella nel quale si fondevano l'intelligenza e la sensibilità di uno dei nostri più grandi e generosi attori " .
(Vice, Il Messaggero, Roma, 4 novembre 1954).

" Rimettendosi sul volto la maschera dei suoi più gloriosi antenati, Eduardo ha dunque rinunciato al "tipo" suo: ma non è nemmeno tornato alle violenze verbali e mimiche dello sboccato e sgraziato e aggressivo Pulcinella della tradizione. Andando e venendo fra le ventiquattro macchiette caricaturali che strepitano nei tre atti della aggrovigliata avventura, egli vi ha profuso il sale e il pepe d'una comicità sua, talvolta grottesca, talvolta surreale, ma sempre gustosa: e sempre contenuta in una misura discreta, ben lontana dalla plebea veemenza di cui ci han parlato i frequentatori dei vecchio San Carlino " .
(Silvio d'Amico, Il Tempo, Roma, 4 novembre 1954).