" La paura numero uno "
![[ Eduardo e Titina ]](paura3.jpg)
Matteo Generoso ha una paura terribile che da un momento all'altro possa scoppiare la guerra.Il cognato,per guarirlo,con una trasmissione radio truccata fa annunciare lo scoppio di una singolare guerra:il mondo dichiara guerra a se stesso e tutte le popolazioni sono chiamate in causa.Matteo effettivamente guarisce ma si ammala la signora Luisa,madre del fidanzato della figlia di Matteo,che pur sapendo della trasmissione radio truccata ,ne resta colpita a causa di vecchi dolori legati alla guerra:ha perso infatti il marito in guerra e il fatto che il suo unico figlio debba sposarsi e allontanarsi da casa,le procura terrore.Quindi per non farlo uscire lo mura in casa ma il ragazzo riesce a scappare e quindi sposarsi.Alla signora Luisa non resta che dedicarsi alle sue essenze distillate che sono sue e non potra' mai perdere,cosi' come aveva perso i suoi cari. |
![[Eduardo e Titina]](paura5.jpg)
" La commedia di Eduardo ci fa assistere ad una guerra in tempo di pace. Il tempo della guerra durante la pace [..] è la guerra pacifica che teme la guerra distruggitrice e non si rende
conto che è già guerra vivente e battagliante, del venditore contro il consumatore, del Fisco contro il contribuente, di chi ha una opinione contro quelli che ne hanno altre. [...] Di una comicità piena di sostanza umana e ricca di sapore e d'invenzioni la interpretazione di Eduardo " .
(Renato Simoni, Corriere della Sera, Milano, 30 luglio 1950).
" La paura numero uno sarebbe la paura del fenomeno guerra interpretato soprattutto dal pavido cittadino come ripresa d'un perpetuo allarme, d'un'esistenza in continuo sussulto: tormento, agitazione, affanno senza posa. La umoresca espressione d'un tale stato d'animo, ovvio in tutta l'umanità ma colto e rappresentato nella solita Napoli con ameno sarcasmo, Eduardo ce l'ha data nella figura del protagonista della sua commedia, Don Matteo Generoso. [...] Senonché la guerra non è soltanto scomodo e spavento fisico e materia di beffa. Nella guerra, accanto al temuto o effettivo strazio del corpo, c'è quello dello spirito. Martire della guerra non è soltanto il piccolo-borghese atterrito dalle bombe, non è soltanto il soldato in trincea: martire della guerra è anche, e soprattutto, la madre dei soldato: la madre del ferito, del mutilato, dell'ucciso.In questa commedia della psicosi di guerra, accanto alla presa del fifone, Eduardo ha rappresentato, e sia pure movendo da uno spunto grottesco , la tragedia dello spavento materno .[..] Divertentissimo e squisito, al solito , Eduardo nella figurazione di Don Matteo " .
(Silvio d'Amico], Il po, Roma, 2 agosto 1950)