Il Teatro di Eduardo

" Le voci di dentro "

di Eduardo De Filippo
[ Eduardo De Filippo ]
[Eduardo De Filippo ]

Alberto Saporito abita col fratello e lo zio Nicola,che da anni vive in un soppalco comunicando con Alberto attraverso lo sparo di fuochi artificiali.Un notte Alberto sogna che i suoi vicini,i Cimmaruta, hanno ucciso il suo amico Aniello Amitrano e ne hanno nascosto il cadevere in cucina,ma il sogno gli pare talmente vero che arriva a denunciare i suoi vicini,che vengono arrestati ma subito rilasciati perche' se e' vero che Amitrano e' introvabile e' anche vero che il cadavere non viene ritrovato nel luogo che Alberto indica all polizia.Ma i vicini convinti che almeno una della famiglia possa davvero aver ucciso,vanno a turno da Alberto accusandosi a vicenda.Alberto e' stupito dalla malvagita' degli uomini,e anche zio Nicola non ne puo' piu',tanto che accende il suo razzo verde che da' via libera alla morte.Ad Alberto invece tocca continuare a vivere in mezzo ad una umanita' tanto malvagia.

[Eduardo con Aldo Giuffrè ]

[Eduardo con Aldo Giuffè ]

" La commedia dimostra ancora una volta la fertile e ardita fantasia teatrale di Eduardo; fonde il drammatico, il melodrammatico, la tagliente ironia, la satira irridente, la piena comicità con una bravura magnifica; tanto magnifica dal permettergli di trascurare, senza danno per la rappresentazione, il personaggio del protagonista, che forse è un pazzo, forse è un bravo uomo, ma risulta indefinito, sì che la sua disperazione per l'immoralità odierna risulta fredda e letteraria anche quando più egli si dispera. [..] Le voci di dentro scritta da Eduardo De Filippo in sette giorni, finita l'altra mattina, ebbe al Nuovo il più felice successo " .
(Renato Simoni, Corriere della Sera, Milano, 12 dicembre 1948).

" Il senso tragico del teatro di Eduardo è nella sua amarezza profonda, nel suo sotterraneo pessimismo, nella sua sfiducia nei valori etici dell'uomo, e questa amarezza, questo pessimismo, questa sfiducia egli esprime in modi umoristici, in termini di farsa. Ne sia di esempio [..] Le voci di dentro che merita di essere posta fra le più belle e significative commedie di Eduardo. [..]Da questo motivo muove la commedia : torbida la vita e torbidi i sogni degli uomini. [..] Sconcertante e desolata commedia, in cui crolla tutto; e crolla perché ai suoi uomini non parlano "le voci di dentro"; le voci della coscienza che parlavano a Zi' Nicola, il vecchio zio che non parlava mai, che aveva rinunziato a parlare, perché meglio essere muto se l'umanità è sorda. A questo, le voci di dentro avevano detto per tutta la vita: Fa così - Non farlo - Cambia strada - Fermati. Ed egli poteva essere sicuro della buona strada, seguendo queste voci. L'umanità non è dunque perduta: essa troverà la sua salvezza quando queste voci le parleranno dentro; quando l'uomo potrà ancora sognare sogni limpidi. Sono questi il significato poetico, il messaggio umano, il monito universale della commedia " .
(Giulio Trevisani L'Unità, Milano, 12 dicembre 1948)

" Eduardo De Filippo ha scritto certamente di meglio. [..] Rimane comunque il vigore contenuto nell'interpretazione, la sua compiutezza tecnica e artistica, quello svolgersi e susseguirsi di pannelli umoristici e malinconici onde son composte le opere di questo eccellente autore e attore " .
(Vincenzo Tieri, Telesera, Roma, 10-11 maggio 1961).

" Rivedere dopo molti anni Le voci di dentro (nata nel 1948) vuol dire accorgersi che il grande Eduardo, quello più profondo e segreto (a cui questa commedia certamente appartiene) è un visionario che solo incidentalmente si esprime in termini realistici. La grande metafora delle è appunto quella della visione. E una visione, più che un sogno, è quella di Alberto Saporito che "vede" un delitto accaduto. [..] E quello che succede dopo non è tanto la vittoria della visione o della realtà, ma il modo dialettico e drammatico che accende tra i due poli. E' qualcosa che va visto fuori dal profilo dell'intreccio: il fatto che la famiglia accusata imprudentemente, invece di scagliarsi con calunniatore, si rechi alla spicciola da lui come da un confidente per accusarsi l'un l'altro sulla scia di antichi odii e rancori, non è un capovolgimento di situazione, ma al contrario la dimostrazione che attraverso la visione scatta il movimento verso una verità che altrimenti sarebbe rimasta a dormire sordamente tra ipocrisie e finzioni. Questa verita' concerne non soltanto la famiglia e i tarli che nella cellula-famiglia si annidano, ma molto più largamente riguarda il nostro modo e le nostre ragioni di vivere. [..] Il linguaggio di Eduardo attore sulla scena, si assottiglia sempre di più riuscendo a descrivere un intero mondo con tratti sempre più brevi e sempre più intensi. Eduardo sembra davvero la materializzazione di un sogno o di una visione, tutto rovesciato in dentro e bruciato da un fuoco più forte di lui. Questo fuoco trascinava con sé tutto il resto " .
(Renzo Tian, Il Messaggero, Roma,21 gennaio 1977).