" La commedia dimostra ancora una volta la fertile e ardita fantasia teatrale di Eduardo; fonde il drammatico, il melodrammatico, la tagliente ironia, la satira irridente, la piena comicità con una bravura magnifica; tanto magnifica dal permettergli di trascurare, senza danno per la rappresentazione, il personaggio del protagonista, che forse è un pazzo, forse è un bravo uomo, ma risulta indefinito, sì che la sua disperazione per l'immoralità odierna risulta fredda e letteraria anche quando più egli si dispera. [..] Le voci di dentro scritta da Eduardo De Filippo in sette giorni, finita l'altra mattina, ebbe al Nuovo il più felice successo " .
(Renato Simoni, Corriere della Sera, Milano, 12 dicembre 1948).
" Il senso tragico del teatro di Eduardo è nella sua amarezza profonda, nel suo sotterraneo pessimismo, nella sua sfiducia nei valori etici dell'uomo, e questa amarezza, questo pessimismo, questa sfiducia egli esprime in modi umoristici, in termini di farsa. Ne sia di esempio [..] Le voci di dentro che merita di essere posta fra le più belle e significative commedie di Eduardo. [..]Da questo motivo muove la commedia : torbida la vita e torbidi i sogni degli
uomini. [..] Sconcertante e desolata commedia, in cui crolla tutto; e crolla perché ai suoi uomini non parlano "le voci di dentro"; le voci della coscienza che parlavano a Zi' Nicola, il vecchio zio che non parlava mai, che aveva rinunziato a parlare, perché meglio essere muto se l'umanità è sorda. A questo, le voci di dentro avevano detto per tutta la vita: Fa così - Non farlo - Cambia strada - Fermati. Ed egli poteva essere sicuro della buona strada, seguendo queste voci. L'umanità non è dunque perduta: essa troverà la sua salvezza quando queste voci le parleranno dentro; quando l'uomo potrà ancora sognare sogni limpidi. Sono questi il significato poetico, il messaggio umano, il monito universale della commedia " .
(Giulio Trevisani L'Unità, Milano, 12 dicembre 1948)
" Eduardo De Filippo ha scritto certamente di meglio. [..] Rimane comunque il vigore contenuto nell'interpretazione, la sua compiutezza tecnica e artistica, quello svolgersi e susseguirsi di pannelli umoristici e malinconici onde son composte le opere di questo eccellente autore e attore " .
(Vincenzo Tieri, Telesera, Roma, 10-11 maggio 1961).
" Rivedere dopo molti anni Le voci di dentro (nata nel 1948) vuol dire accorgersi che il grande Eduardo, quello più profondo e segreto (a cui questa commedia certamente appartiene) è un visionario che solo incidentalmente si esprime in termini realistici. La grande metafora delle è appunto quella della visione. E una visione, più che un sogno, è quella di Alberto Saporito che "vede" un delitto accaduto. [..] E quello che succede dopo non è tanto la vittoria della visione o della realtà, ma il modo dialettico e drammatico che accende tra i due poli. E' qualcosa che va visto fuori dal profilo dell'intreccio: il fatto che la famiglia accusata imprudentemente, invece di scagliarsi con calunniatore, si rechi alla spicciola da lui come da un confidente per accusarsi l'un l'altro sulla scia di antichi odii e rancori, non è un capovolgimento di situazione, ma al contrario la dimostrazione che attraverso la visione scatta il movimento verso una verità che altrimenti sarebbe rimasta a dormire sordamente tra ipocrisie e finzioni. Questa verita' concerne non soltanto la famiglia e i tarli che nella cellula-famiglia si annidano, ma molto più largamente riguarda il nostro modo e le nostre ragioni di vivere. [..] Il linguaggio di Eduardo attore sulla scena, si assottiglia sempre di più riuscendo a descrivere un intero mondo con tratti sempre più brevi e sempre più intensi. Eduardo sembra davvero la materializzazione di un sogno o di una visione, tutto rovesciato in dentro e bruciato da un fuoco più forte di lui. Questo fuoco trascinava con sé tutto il resto " .
(Renzo Tian, Il Messaggero, Roma,21 gennaio 1977).