Charles Baudelaire


E' un tempio la Natura ove viventi
pilastri confuse parole si lasciano sfuggire;
l'attraversa l'uomo, tra foreste di simboli
dagli occhi familiari.

I profumi, i colori e i suoni si rispondono
e di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi, come carni
di bimbo; dolci come gli oboi, e verdi
come praterie. E degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno

l'espansione propria delle infinite cose,
come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.

Profumo.....

Lettore, a volte in chiesa hai respirato,
indugiando a saziare il gusto ingordo,
un gran d'incenso? Hai mai socchiuso il bordo
d'un sacchetto di muschio stagionato?

O magica delizia, ove ogni accordo
rivive oggi, e ci esalta, del passato!
Così l'amante su un corpo adorato
coglie il fiore squisito del ricordo.

Dal crine suo, elastico e cresputo,
turibolo d'alcova e sacca viva,
crudo e ferino un effluvio saliva.

E nelle vesti, mussola o velluto,
pregne del corpo suo giovine e nuovo,
un sentor di pelliccia aveva covo.



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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