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Charles Baudelaire
E' un tempio la Natura ove viventi pilastri confuse parole si lasciano sfuggire; l'attraversa l'uomo, tra foreste di simboli dagli occhi familiari. I profumi, i colori e i suoni si rispondono e di lontano si confondono in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte ed il chiarore. Esistono profumi freschi, come carni di bimbo; dolci come gli oboi, e verdi come praterie. E degli altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l'espansione propria delle infinite cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio, il benzoino, e cantano dei sensi e dell'anima i lunghi rapimenti. Profumo..... Lettore, a volte in chiesa hai respirato, indugiando a saziare il gusto ingordo, un gran d'incenso? Hai mai socchiuso il bordo d'un sacchetto di muschio stagionato? O magica delizia, ove ogni accordo rivive oggi, e ci esalta, del passato! Così l'amante su un corpo adorato coglie il fiore squisito del ricordo. Dal crine suo, elastico e cresputo, turibolo d'alcova e sacca viva, crudo e ferino un effluvio saliva. E nelle vesti, mussola o velluto, pregne del corpo suo giovine e nuovo, un sentor di pelliccia aveva covo. |
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