Erica Jong

La Cornucopia

Prima c’era sempre
La paura:

non mostrargli il tuo amore
o scapperà via.

Misura le parole come piccoli doni
e non dire mai:

ti amo
troppo presto, troppo presto.

Era sempre
Troppo presto.

Ma ti ho colmato d’amore
e sei sempre tornato.

e ho parlato e ho parlato e ho parlato
e tu hai continuato a rispondere.

e ti ho colmato del mio amore
e tu mi hai colmato del tuo.

Che cosa credi che stessimo tenendo
Trattenendoci?

Perché pensavamo che fosse sicuro
Lesinare l’amore?

La cornucopia ritorna
Su se stessa.

I frutti cadono.
Noi li mangiamo ed essi crescono.

E vissero sempre felici e contenti

Sprizzavamo scintille
Toccandoci.
I nostri occhi si incontravano
O le nostre mani,
e il lampo azzurro dell’amore
bruciava l’aria.

Adesso siamo tranquilli.
Ci culliamo
Nello stesso letto assonnato,
pelle della mia pelle,
capelli della mia testa,
sudore del mio sudore…
tu sei
fratello e madre
insieme,
marito, amante,
musa e consolatore;
ti amo ancora di più
senza scintille.

Siamo sassi nella marea,
che rotolano l’uno sull’altro;
la risacca si frange su di noi;
il battito irregolare
dell’oceano
fa scorrere il nostro sangue,
sfreghiamo l’uno contro l’altro
i corpi levigati.

Vivremo sempre felici e contenti?
Che cosa succederà
Al mio amore dei cataclismi?
Il mio amore delle scintille e del fuoco,
il mio amore del ghiaccio?

Amico sasso,
rotoliamoci
l’uno contro l’altro.
Forse le scintille sono più chiare
Sott’acqua.

Bestia, Libro, Corpo

Ero stufa d’esser donna,
stufa del dolore,
dell’irrilevante dettaglio del sesso,
la mia concavità
inutilmente affamata
e più vuota ogni volta che era piena,
e riempita infine
del suo stesso vuoto,
cercando il giardino della solitudine
anziché gli uomini.

Il letto bianco
nel verde giardino –
Desideravo
dormire sola
così come altri
desiderano un amore.

Persino quando sei arrivato tu
ho cercato di mandarti
via con la mia tristezza,
le mie ciniche seduzioni,
ed il mio trucco di
trasformare lo schiavo
in padrone.

E tutto perché
tu mi facevi
dolere le punte delle dita,
ed incrociare gli occhi
in una passione
che non sapeva nemmeno il proprio nome.

Orso, bestia, amante
del libro del mio corpo,
mi hai voltato le pagine
e scoperto
ciò che restava
da scrivere
sull’altro lato.

Ed ora
sono bianca
per te,
una tabula rasa
pronta ad esser stampata
con lettere
di una lingua sconosciuta
dalla gran rotativa
del nostro amore.

Diciassette Avvisi in Cerca di una Poesia Femminista

1
Attenta all’uomo che parla male dell’ambizione;
sotto i guanti gli prudono le dita.

2
Attenta all’uomo che parla male della guerra
digrignando i denti.

3
Attenta all’uomo che parla male delle scrittrici;
ha il pene piccolo & non sa l’ortografia.

4
Attenta all’uomo che vuole proteggerti;
ti proteggerà da tutto salvo che da se stesso.

5
Attenta all’uomo che ama cucinare;
ti riempirà la cucina di pentole unte.

6
Attenta all’uomo che ama la tua anima;
è uno che dice stronzate.

7
Attenta all’uomo che parla male di sua madre;
è un figlio di troia.

8
Attenta all’uomo che scrive figlioditroia tutto attaccato;
è uno scribacchino.

9
Attenta all’uomo cui piace troppo la morte;
sta facendo un’assicurazione.

10
Attenta all’uomo cui piace troppo la vita;
è uno stolto.

11
Attenta all’uomo che parla male degli psichiatri;
ha paura.

12
Attenta all’uomo che ha fiducia negli psichiatri;
è indebitato.

13
Attenta all’uomo che ti sceglie i vestiti;
vuol metterseli lui.

14
Attenta all’uomo che credi innocuo;
ti sorprenderà.

15
Attenta all’uomo cui non importa di nulla tranne i libri;
si consumerà come un rivolo d’inchiostro.

16
Attenta all’uomo che scrive fiorite lettere d’amore;
si sta preparando per anni di silenzio.

17
Attenta all’uomo che loda le donne liberate;
sta pensando di licenziarsi.

Il Demone Amante

Incapace di sopportare le falsità –
le ragazze che chiamavano
ogni volta che venivi
nel mio letto –
sono fuggita
e ora sogno di te

sapendo che tu
stai sognando di me,
sapendo che saremo sempre
l’uno la musa dell’altro, l’amante proibito,
strega e stregone,
legati da un filamento di carne,
mio amore attraverso lo specchio.

Sogno di te
come la strega
accanto al focolare del marito
sogna il gran maestro
della congrega,
sogna le pietre roventi
che pungono la carne,
mentre il suo buon marito
le carezza il fondoschiena,
mormorando parole
di mite amor domestico.

Tu sei il mio demone,
il diavolo nella carne,
il bimbo selvatico,
il ragazzo dagli occhi di brace,
il cattivo seme che accolsi
nel mio corpo,
l’ago infetto
che bramavo
più intensamente
della salute.

Da ogni riva di mare
ti vedo agitare le braccia
fuori delle onde spumeggianti
mentre anneghi
solo per rinascere
nella schiuma
tra le mie gambe.

In ogni letto
appari, spiritello sensuale,
prendendoti gioco dei miei amanti
coi tuoi scintillanti occhi azzurri
ed il bastone incurvato del tuo uccello
odoroso di zolfo.

Tu sei un guaio, un guaio doppio,
un guaio triplo,
la rovina della pace,
ma fai bollire
il mio calderone.

Sogno di te sempre
mentre giaccio
tra le braccia protettive
di un altro.
Sogno di te
come la strega condannata
sogna la fine
al rogo,
quando, legata al palo in fiamme,
offrirà la sua carne
perché divenga fumo,
i capelli perché divengan cenere,
l’anima perché sia portata via
sulle ali del vento,
a sposare, sposare, sposare
l’ultimo fuoco.

La Terra della Scopata

Io stavo lì a supplicare la Musa di non mettermi nei guai con le alte sfere, di non farmi scrivere tutte quelle “sudicie” parole… spiegando a gesti, in quel linguaggio da sordomuto che usavo nel trattare con la Voce, che presto… mi sarei trovato a dover scrivere i miei libri in galera o ai piedi della forca… e poi quelle vacche sacre con la pancia piena emettono un verdetto di colpevolezza, colpevole di essermi inventato tutto “per far soldi!” – Henry Miller

La terra della scopata
Non è in vendita.

Stretta tra
le tende di mussolina
della stanza dei bambini
ed il rosso damasco
del lupanare,
della bisca clandestina,
del ristorante
dei capimafia
(nel cui retro grand’uomini
con gran pance,
gran pistole,
e cazzi piccoli
giocano la vita
d’azzardo
su una carta smazzata
o un tiro
di dadi)–

la terra della scopata
non è in vendita.

Puoi rubarla
Se hai il coraggio.

In sogno
puoi salire
alla speciale alcova
sopra l’ombroso El
dove, tra treni ansimanti
che portano occhiuti
esibizionisti
e sbavanti
adolescenti
dalle erezioni
perpetue,
i discepoli della Scopata
vanno a gettar via le vite
ed il seme è pozzanghera
sotto le sedie luminose.

La terra della scopata
non è in vendita
più di quanto
lo sia il mare,
ed ha lo stesso odore.

Relitto oceanico
di bassa marea: sale e marciume
e carne di mare lasciata al sole
troppo a lungo,
dolce melma
tra epoche d’ossa
e polvere.
La terra della scopata
non è in vendita–
il che non vuol dire
che non abbia un prezzo.

Il dazio
è la calma, la quiete
e la vita tranquilla.

La terra della scopata
ha un prezzo.

L’uomo sotto il letto

L’uomo sotto il letto
L’uomo che è stato lì per anni ad aspettare
L’uomo che attende che il mio piede nudo galleggi
L’uomo silenzioso come i riccioli di polvere a cavallo dell’oscurità
L’uomo che respira il respiro di piccole farfalle bianche
L’uomo che sento fiatare quando alzo il telefono
L’uomo nello specchio il cui alito ossida l’argento
Lo scheletro nell’armadio che fa tintinnare le palline di canfora
L’uomo alla fine della fine del confine

L’ho incontrato stanotte l’incontro sempre
Sta nell’aria ambrata di un bar
Dove i gamberetti s’arricciano come dita che mi fanno segno
& cavalcano l’aria su spiedi di stuzzicadenti
Quando il ghiaccio si spacca ed io sto per cadere
si sistema il viso tra le cavità
apre gli occhi senza pupille dinanzi a me
Per anni ha aspettato di trascinarmi giù
& ora mi dice che
ha aspettato solo per riportarmi a casa
Danziamo per la via come la morte & la fanciulla
Galleggiamo attraverso il muro del muro della mia stanza

Se lui è il mio sogno si ripiegherà nel mio corpo
Il suo alito scrive lettere di foschia sul vetro della mia guancia
Mi avvolgo intorno a lui come l’oscurità
Respiro nella sua bocca
& lo rendo reale



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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