Franco Marcoaldi


Tra i tanti cui ho pensato,
forse ieri ho trovato -
Amore - il tuo significato.
Non sta nel batticuore
e nelle notti insonni;
nelle galanterie eccessive
e in conseguenti inganni.

No Amore, tu non sei il padre
delle pene. Tu sei al contrario
il bello che rimanda al bene.
Lo so perché davanti a un quadro,
a un volto, a un fiore, è solo
a te, che penso di mostrarli, Amore.


Io meglio di Stendhal non saprei dirlo:
l'Amore è un fiore delizioso,
ma occorre moltissimo coraggio
per cogliere quel fiore
ai bordi di burrone spaventoso.


Essendo che Amore fa rima
con cuore, vuol dire per questo
che chi è privo di cuore
non è abilitato
a parlare d'Amore?
Eppure chi sente con pancia
e cervello, non è che ami
meno d'accorato fratello.
Si tratta soltanto
di passione diversa:
al medesimo tempo
più cupa, e più tersa.


Forse durò troppo l'attesa.
O ti pensai con troppa gioia.
Certo che quando ti rividi
totale, senza appello, fu la noia.


Ti ho attesa per anni
perseguendo un disegno
che mentendo a me stesso
ho chiamato bisogno.
Ma quando inattesa finalmente
hai ceduto - una gonna sbagliata,
una frase di troppo - e la vampa
d'Amore s'è fatta sternuto.


Ma quanto chiacchieri, ragazza mia.
Scopami subito, altrimenti vado via.



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
Sito ottimizzato per Netscape, risoluzione 800x600