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Franco Marcoaldi
Tra i tanti cui ho pensato, forse ieri ho trovato - Amore - il tuo significato. Non sta nel batticuore e nelle notti insonni; nelle galanterie eccessive e in conseguenti inganni. No Amore, tu non sei il padre delle pene. Tu sei al contrario il bello che rimanda al bene. Lo so perché davanti a un quadro, a un volto, a un fiore, è solo a te, che penso di mostrarli, Amore. Io meglio di Stendhal non saprei dirlo: l'Amore è un fiore delizioso, ma occorre moltissimo coraggio per cogliere quel fiore ai bordi di burrone spaventoso. Essendo che Amore fa rima con cuore, vuol dire per questo che chi è privo di cuore non è abilitato a parlare d'Amore? Eppure chi sente con pancia e cervello, non è che ami meno d'accorato fratello. Si tratta soltanto di passione diversa: al medesimo tempo più cupa, e più tersa. Forse durò troppo l'attesa. O ti pensai con troppa gioia. Certo che quando ti rividi totale, senza appello, fu la noia. Ti ho attesa per anni perseguendo un disegno che mentendo a me stesso ho chiamato bisogno. Ma quando inattesa finalmente hai ceduto - una gonna sbagliata, una frase di troppo - e la vampa d'Amore s'è fatta sternuto. Ma quanto chiacchieri, ragazza mia. Scopami subito, altrimenti vado via. |
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