Federico Garcìa Lorca

E' vero

Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l'aria,
il cuore
e il cappello.
Chi mi compra
questo nastrino
e questa tristezza di filo
bianco, per tessere fazzoletti?
Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!


Sento
che arde nelle mie vene
sangue,
fiamma rossa che cuoce
le mie passioni nel cuore.

Donne, versate acqua,
per favore;
quando tutto brucia,
solo le faville volano
al vento.

Se le mie mani potessero sfogliare

Pronuncio il tuo nome
nelle notte buie,
quando gli astri vanno
a bere alla luna
e dormono gli alberi
delle foreste cupe.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Orologio impazzito che canta
morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome
in questa notte buia,
e il tuo nome suona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle,
più dolente della pioggia quieta.

Ancora ti amerò
come allora? Quale colpa
ha il mio cuore?
Se si alza nebbia
quale nuova passione m'attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

Desiderio

Soltanto il tuo cuore acceso
e null'altro.

Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lira,
con un fiume breve
e una piccola fonte.

Senza la spinta del vento
sulla fronda,
senza la stella che vuole
essere foglia.

Una grande luce
che fosse
lucciola
di un'altra
in un campo di
sguardi perduti.

Una limpida pace
dove i nostri baci
nèi sonori
della eco
si aprirebbero lontano.

E il tuo cuore acceso
e nulla più.



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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