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Catullo
Io odio e amo; forse chiederai come questo può essere. Non so, ma sento ch'è così: sento e ne soffro. Che non sarà di nessuno, dice la mia donna, soltanto mia, dovesse tentarla pure Giove. Dice: ma ciò che donna dice ad un amante scrivilo nel vento, o nell'acqua che va rapida. Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo, e ogni mormorio perfido dei vecchi valga per noi la più vile moneta. Il giorno può morire e poi risorgere, ma quando muore il nostro breve giorno, una notte infinita dormiremo. Tu dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille, e quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento. E quando poi saranno mille e mille, nasconderemo il loro vero numero, che non getti il malocchio l'invidioso per un numero di baci così alto. |
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