Catullo


Io odio e amo; forse chiederai
come questo può essere. Non so,
ma sento ch'è così: sento e ne soffro.


Che non sarà di nessuno, dice la mia donna,
soltanto mia, dovesse tentarla pure Giove.
Dice: ma ciò che donna dice ad un amante
scrivilo nel vento, o nell'acqua che va rapida.


Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l'invidioso
per un numero di baci così alto.



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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