Olindo Guerrini


Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insiem su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiù nei prati.

L'occhio tuo di colomba era levato
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perché tacevi.


Quando nell'ombra de' tuoi negri occhioni
Improvvise balenano e procaci
Le cupidigie che arrossendo taci
E mi tenti e mi sgridi e mi perdoni;

Quando, fingendo di negar, mi sproni
Co' tuoi sorrisi alle carezze audaci
Ed alle mie lascivie ed a' miei baci
L'umida bocca e l'anima abbandoni;

Quando a' ginocchi delirar mi vedi,
E il silenzio ci avvolge e il dì s'invola
E non contendi più, ma sol concedi,

Oh, se d'amore eterno una parola
M'esce dal labbro allor, credila, credi,
Poiché s'ama così una volta sola.


Un organetto suona per la via,
La mia finestra è aperta e vien la sera.
Sale dai campi alla stanzuccia mia
Un alito gentil di primavera.

Non so perché mi tremino i ginocchi,
Non so perché mi salga il pianto agli occhi.

Ecco, io chino la testa in sulla mano,
E penso a te che sei così lontano.



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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