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Olindo Guerrini
Nell'aria della sera umida e molle Era l'acuto odor de' campi arati E noi salimmo insiem su questo colle Mentre il grillo stridea laggiù nei prati. L'occhio tuo di colomba era levato Quasi muta preghiera al ciel stellato; Ed io che intesi quel che non dicevi M'innamorai di te perché tacevi. Quando nell'ombra de' tuoi negri occhioni Improvvise balenano e procaci Le cupidigie che arrossendo taci E mi tenti e mi sgridi e mi perdoni; Quando, fingendo di negar, mi sproni Co' tuoi sorrisi alle carezze audaci Ed alle mie lascivie ed a' miei baci L'umida bocca e l'anima abbandoni; Quando a' ginocchi delirar mi vedi, E il silenzio ci avvolge e il dì s'invola E non contendi più, ma sol concedi, Oh, se d'amore eterno una parola M'esce dal labbro allor, credila, credi, Poiché s'ama così una volta sola. Un organetto suona per la via, La mia finestra è aperta e vien la sera. Sale dai campi alla stanzuccia mia Un alito gentil di primavera. Non so perché mi tremino i ginocchi, Non so perché mi salga il pianto agli occhi. Ecco, io chino la testa in sulla mano, E penso a te che sei così lontano. |
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