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Paul Verlaine
Ogni incrostata conchiglia che sta In quella grotta in cui ci siamo amati Ha la sua propria particolarità. Una dell'anima nostra ha la porpora Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi; Un'altra imita te nei tuoi languori E nei pallori tuoi di quando, stanca, Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi. Questa fa specchio a come in te s'avvolge La grazia del tuo orecchio, un'altra invece Alla tenera e corta nuca rosa; Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge. Overture Voglio innalzarmi verso le vostre cosce e chiappe, Oh puttane, del vero Dio sole sacerdotesse, Bellezze mature o no, novizie o professe, E nelle fessure, nelle righe vostre vivere soltanto! Piedi meravigliosi i vostri che van solo all'amante, Con lui tornano e soltanto riposano A letto durante l'amore, poi gentili accarezzano Quelli dell'amante che stanco e sbuffante si queta. Stretti, profumati, baciati, leccati, dalle piante Sino alle dita, succhiate una dopo l'altra, Sino alle caviglie, sino ai laghi di vene lente, Piedi più belli dei piedi d'eroi e d'apostoli! La vostra bocca amo tanto e i suoi giochi graziosi Della lingua e delle labbra e quelli dei denti Che mordono la lingua e a volte ancor meglio, Giochetti piacevoli come metterlo dentro; E i vostri seni, duplice monte d'orgoglio e di lussuria, Tra i quali si issa talora il mio orgoglio virile Per gonfiare a suo agio e fregare il testone: Come un cinghiale delle valli del Parnaso e del Pindo. Le braccia! Adoro anche le braccia sì belle, sì bianche, Tenere e dure, paffute, nervose se è il caso e belle E bianche come i culi e come loro eccitanti, Calde nell'amore, dopo, fresche come tombe. Possa mangiare le mani in cima a quelle braccia! Carezza e pigrizia le hanno benedette, Rivitalizzatrici del glande che sfugge, Masturbatrici dalle infinite sollecitudini! Ma tutto ciò è niente; o Puttane, nei confronti Dei culi e delle vostre fiche, la vista e il gusto e l'odore E il tatto trasformano in eletti i vostri fedeli, Tabernacoli e Santi dei Santi dell'impudicizia. Ecco perché, sorelle, verso le vostre cosce e chiappe Voglio innalzarmi tutto, sole vere compagne, Bellezze mature o no, novizie o professe, E nelle fessure e nelle righe vivere soltanto. Ragazze Buona semplice ragazza di strada Come ti preferisco alle puttane Che ci ingombrano i marciapiedi Con lo strascico che non pulisce i piedi, Bambole stupide e affettate Solo dai vestiti occupate O di acquisti e di scommesse Su Parigi flagelli scatenati! Tu mi sei un vero compagno Che di notte salirebbe al grado. E persino tra lenzuola pulite Conserverebbe un aspetto maschile. Amante alla buona, Amica oltre che civetta, Devi pur essere un ragazzino Per tormentare il mio appetito. Sì, possiedi maniere Così scherzosamente efebiche Che sembra di far peccato (Poiché nascosto perdonato), Se non che hai natiche bianche Fresche braccia tonde e ampi fianchi. E rimpiazzi quel che non hai Con stimolanti ortodosse leccornie. Sei un compagno tanto sei buono Tanto sei sempre fuoco, fiamma Se si tratta d'obbligare le persone Anche soltanto coi tuoi pochi soldi Fino a raddoppiare il duro lavoro Fino a impegnare le lenzuola! Come noi t'han colpito disgrazie E le tue lagrime valgono i nostri pianti, E le nostre lagrime unite ai tuoi pianti Sono salaci e affascinanti. E da quella pietà che tu Ci porti esce una virtù Sei un fratello che è una signora E che è una moglie per ora... Bene! poi dormiamo sino al mattino Raggomitolati, e ron, ron, ron! Avvicinati, che mi perdo Il ventre in fondo alla tua schiena I ginocchi incastrati ai tuoi I tuoi piedi di bambina tra i miei Avvolgi il culo nella camicia Ma lascia che la mano che ti ho messo Al caldo sotto il tuo gentile tappeto Ecco! siamo a posto e nascosti. Non è la pace, è una tregua. Dormi? sì, nessun cattivo sogno, E io sonnecchio tra allegri brividi Col naso affondato tra i tuoi riccioli. Idillio High-Life La smorfiosetta A piene mani Scuote il batacchio Del ragazzotto. Felice il pargolo Ben scappellato Gode e sputacchia Da ogni lato. L'infante radiosa Vedendo il latte E curiosa Del nuovo fatto, Annusa una goccia In punta alla tetta. Suvvia, bisboccia, Perbacco, di fretta! Lecca e sbaciucchia La punta belloccia, Senza nicchiare Pompa e si dà da fare! O viscontino Di dove ti pare Non raccontare Quella vittoria, Fior d'eleganze Idilli amorosi Delle vacanze Del novanta: Di scappatelle Dentro i castelli, I tuoi compagni, Anche i men sani, Potrebber raccontare Senza inventare Senza fatica Una dozzina; E le cugine Angeli decaduti Di tali cucine E di tal succhi Sono abituate, Povere donne Sin dalla prima Lor comunione: Questo o fratelli, Sempre in attesa Degli adulteri Su voi minazziosi. Balanite E' un piccolo cuoricino Con la punta all'aria; Dolce e fiero simbolo, E' un tenero cuoricino. Ah! Che lagrime versa Corrosive più del fuoco, Prolungate meglio d'un addio, Bianche come bianchi fiori! Di viola vestito, E' bello vederlo sortire, Ma oh tutto il piacere Che dà quando gli pare! Come un vescovo in coro Esso è pieno d'unzione. La sua benedizione Va dall'altare al coro. Sol dalla sera mette Sino al risveglio aurorale L'anello pastorale D'ametista e d'oro nero. Poi il rito compiuto Congruamente scaricato Debitamente risistema Il suo cappuccetto. Di un bacio ho paura come di un'ape. Io soffro e sto sveglio senza mai riposo: di un bacio ho paura! Però amo Kate, i suoi occhi belli. Lei è delicata, pallida e slanciata. Oh,come amo Kate! E' San Valentino! Io devo e non oso dire a lei al mattino... Che cosa terribile è San Valentino! Lei mi è promessa fortunatamente. Ballata Saffo La mia mano maschile e femminile sulla tua carne in festa passa e ride dolce, ride e del tuo piacere gode. Lo sai bene,essa è fatta per servirla, bisogna che il tuo corpo io lo svesta, lo inebri senza fine con un'arte nuova nella carezza sempre pronta. Io sono simile alla grande Saffo. Lascia che la mia testa vaghi, e affondi un pò selvaggia, all'avventura, in cerca d'ombra,di odore e di un lavoro splendido verso i gusti della tua gloria segreta. Lascia andare l'anima del poeta dovunque in campi o boschi, monti o valli, come tu vuoi e se io lo desidero. Io sono simile alla grande Saffo. Allora stringo avido il tuo corpo, la carne contro il mio corpo d'atleta che si tende e a momenti si rilassa, nel trionfo e nella disfatta beato, in questa guerra del cuore e della testa. Per la sterile stretta in cui il cervello giunge a completare la natura io sono simile alla grande Saffo. Calmi nella penombra sotto questi alti rami, colmiamo il nostro amore di profondo silenzio. Fondiamo anime, cuori, i nostri sensi in estasi, qui tra vaghi languori dei pini e dei corbezzoli. Socchiudi gli occhi, incrocia le braccia sopra il seno, allontana il domani dal tuo cuore assopito. Lasciamoci convincere al soffio carezzevole che viene ad increspare l'erba fulva ai tuoi piedi. E quando dalle querce grave cadrà la sera, cantando un usignolo ci dirà disperati. |
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