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Antoine De Saint-Exupèry
Il Piccolo Principe , , [...] Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. [...] I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta. [...] Ho incontrato molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. [...] Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l'esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato. Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva. Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: "E' un cappello". E allora non parlavo di boia, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile. Così ho trascorso la mia vita da solo, senza nessuno cui poter parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio aeroplano, nel deserto del Sahara. [...] Ci misi molto tempo a capire da dove venisse. Il piccolo principe, che mi faceva una domanda dopo l'altra, pareva che non sentisse mai le mie. [...] Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda. [...] "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"?". "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"..." "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo". [...] E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". [...] "Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore". |
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