Hong Ying
L'estate del tradimento
Mondadori, Milano, settembre 1997

Si alzò, prese un enorme foglio di carta xuan e lo distese sul pavimento. Si levò i sandali e la gonna. Non indossava mai il reggiseno, così quando si tolse la maglietta restò soltanto con un paio di slip bianchi. "... questo mondo l'abbiamo conquistato per darlo ai nostri figli!" Lin Ying ci pensò un po', quindi, mordendosi il labbro, tolse anche gli slip e li gettò sul mucchio dei vestiti. La brezza della sera estiva penetrò nella stanza attraverso la tenda aperta sul balcone e le accarezzò la pelle. Un brivido di eccitazione percorse il suo corpo nudo; provò un leggero tremore, come se degli occhi la stessero fissando. [...]

Lin Ying si avvicinò ai barattoli dei colori. In quella debole luce scelse il rosso e il nero. Prese il pennello e spalmò i colori sul viso, sulle mani, sulle braccia e sulle gambe, poi sulla schiena e i glutei; la vernice era fredda, quando la passò sul seno rabbrividì. Passò il pennello anche sull'addome e il colore le gocciolò lungo le gambe fin tra le dita dei piedi. Il mio guardiano è già in un altro mondo, un mondo tanto vicino che posso vederlo se chiudo gli occhi, così lontano che le mie mani o i miei piedi non potranno mai raggiungerlo. Ci penso giorno dopo giorno, con il mio amore di cui nessuno ha bisogno, con il mio corpo puro come in passato e il mio cuore infangato di donna. Lin Ying si sedette, poi si distese vicino al foglio e chiuse gli occhi. Dentro di sé si sentiva insolitamente tranquilla, la collera del vecchio l'aveva ispirata. "Ho bisogno di te, perché solo quando sono con te appartengo al buio, a questo istante eterno" disse tra sé. Allungò le braccia e si girò di scatto schiacciando il corpo contro il foglio: sentì i seni aderire alla carta, poi le dita, i glutei e la schiena. "Questi due mesi sono stati una follia! Che fine ha fatto Pechino? Un autobus prima ci metteva venti minuti, ora ci vogliono due ore. Dimostrazioni su dimostrazioni, blocchi stradali... quanti anni sono passati dalla ricostruzione? Per arrivare a questo punto! Quelli come te non ce la faranno a prendere in mano la situazione. Non fai certo onore a tuo padre... e quei piccoli e grandi bastardi non sono ancora contenti..." Si guardava il corpo, lo vide rosso e nero come sangue e fiamme, come ferite e cenere. La mente e le membra erano guidate dal cuore. Come se stesse adempiendo una vecchia promessa, si rotolò, percorrendo il foglio da una parte all'altra. Ma ogni cosa che narro sembra aver perso significato dalle tue mani, posate su di me capisco che il cielo è ancora nero. [...]



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 1999 
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