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Kathryn Harrison
Il bacio Garzanti, Milano, settembre 1997 Nella prima pagina del libro l'autrice cita la frase: Siamo, tutti quanti, plasmati e riplasmati dalle persone che ci hanno amato e, anche se tale amore può svanire, restiamo nondimeno opera loro - un'opera che molto probabilmente esse neppure riconoscono, e che mai ne riflette esattamente le intenzioni. Francois Mauriac, Le désert de l'amour E questo è l'inizio del libro: Ci incontriamo negli aeroporti. Ci incontriamo in città in cui non siamo mai stati. Ci incontriamo dove nessuno può riconoscerci. Uno di noi due arriva in aereo, l'altro in macchina, e in macchina proseguiamo verso un'altra destinazione. I luoghi in cui andiamo sono, via via, più irreali: la Foresta Pietrificata, la Monument Valley, il Grand Canyon - luoghi spogli, splendidi, desolati come quelli che si vedono nelle fotografie di remoti pianeti. Senz'aria, ardenti, inumani. Su quegli fondi mio padre mi prende la faccia tra le mani. La solleva e mi bacia sugli occhi chiusi, sulla gola. Sento le sue dita tra i capelli, sulla nuca. Sento il suo alito caldo sulle palpebre. A volte bisticciamo, a volte piangiamo. La strada si stende sempre all'infinito davanti a noi e alle nostre spalle, facendoci sentire fuori dal tempo e dallo spazio. [...] |
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