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David Herbert Lawrence
L'amante di Lady Chatterley , , [...] Egli le posò la mano sulla spalla e leggermente, dolcemente, essa prese a scendere lungo la schiena di lei, ciecamente, fino alla curva dei lombi accoccolati. E lì, dolcemente, dolcemente le accarezzò il fianco con quella carezza cieca, istintiva. Ella aveva trovato il fazzoletto e tentava di asciugarsi ciecamente il viso. "Venite nella capanna?" diss'egli con voce tranquilla e inespressiva. E, prendendole dolcemente il braccio al disopra del gomito con una mano, la sollevò da terra, la condusse lentamente nella capanna senza lasciarla prima che fosse entrata. Poi mise da parte la tavola e la sedia, prese fuori dalla cassa degli utensili una coperta scura da soldato, la stese per terra lentamente. In piedi, immobile, ella lo guardava. Aveva il viso pallido, inespressivo, simile a quello d'un uomo che si arrenda al destino. "Coricatevi qui" disse dolcemente. E chiuse la porta, in modo che fu buio, buio completo nella capanna. Stranamente obbedendo, ella si distese sulla coperta. Poi sentì la mano dolce, brancolante, disperatamente avida, toccarle il corpo, cercarle il viso. La mano le accarezzava dolcemente il viso, dolcemente, apportatrice di sollievo, d'una pace infinita: poi sentì il dolce contatto d'un bacio sulla guancia. Giaceva assolutamente immobile, immersa in una specie di sonno, di sogno. Poi sentendo la mano brancolare dolcemente, e tuttavia con inesperienza curiosa e impacciata, tra le sue vesti, ebbe un brivido. Tuttavia la mano sapeva anche come svestirla, lì, dove voleva. Fece discendere la sottile guaina di seta, lentamente, con cura, fino ai suoi piedi. Poi, con un fremito d'intenso piacere, le toccò il corpo soffice e caldo, e, per un momento, le sfiorò l'ombelico con un bacio. E dovette entrare subito in lei, entrare nella pace terrestre del suo corpo tenero e arrendevole. Fu per lui il momento della pace perfetta, quell'entrare nel corpo della donna. Ella rimaneva immobile, sempre immersa in una specie di sonno. Tutta l'attività, tutto l'orgasmo veniva da lui; ella non poteva tentare nulla per se stessa, ora. Anche la stretta delle sue braccia intorno a lei, anche l'intenso movimento del suo corpo, e fluire del suo seme in lei, tutto non era che una specie di sonno dal quale non cominciò a destarsi che quando egli ebbe finito e si abbandonò, ansimando un poco, sopra il suo petto. Allora ella domandò vagamente a se stessa: Perché? Perché questo era necessario? Perché questo aveva dissipato la gran nube che la opprimeva e le aveva dato la pace? Era vero? Era vero? [...] Egli la prese di nuovo fra le braccia, l'attirò a sé, e d'un tratto ella divenne piccola fra quelle braccia, piccola e dolcemente raccolta. Era finita, la resistenza era finita, ed ella cominciava a fondersi con una pace prodigiosa. E come si dissolveva, piccola e meravigliosa, fra le sue braccia, ella divenne per lui infinitamente desiderabile, tutte le sue vene parvero accendersi del desiderio, intenso e tuttavia tenero, di lei, della sua dolcezza, di quella contagiosa bellezza di lei fra le sue braccia, che gli passava nel sangue. E lievemente, con quella meravigliosa e molle carezza della sua mano animata da un desiderio dolce e puro, lievemente, egli accarezzava la morbida curva delle sue reni, più in basso, più in basso ancora, tra le natiche soffici e calde, più vicino, più vicino a quanto era di più vivo in lei. Ed ella lo sentì come una fiamma di desiderio, sebbene così dolce, e sentì se stessa disciogliersi in quella fiamma. Si abbandonò. Sentì il pene drizzarsi contro di lei con una forza di imperio tacita e portentosa, e si abbandonò a lui. [...] E ora le si destò nel cuore la strana meraviglia che provava di lui. Un uomo! La strana potenza della virilità su di lei! Le sue mani erravano sul corpo di lui, ancora un po' timorose dinanzi a quella cosa strana, ostile, leggermente repellente, quale era stata per lei: un uomo. E ora lo toccava, ed era il connubio die figli di Dio con le figlie degli uomini. Com'era bello a toccare, d'un tessuto così puro! Come bello e forte, e tuttavia così puro e delicato! Quale immobilità nel corpo così sensitivo! Quale immobilità assoluta di potenza e carne morbida e delicata! Come bello! Come bello! Le sue mani corsero timorose lungo la schiena di lui, fino alle rotondità delle natiche, morbide, morbide e piuttosto piccole. Bellezza! [...] |
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