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Francois Truffaut
L'uomo che amava le donne Marsilio, Venezia, 1994 Dalla sceneggiatura di un suo film: [...] Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto: pretendere da lui qualcosa che non era in grado di dare. A quelle che volevano il piacere lui ha dato piacere e anche dolcezza. Per me non c'è alcun dubbio che a suo modo le abbia amate e che aveva ragione ad amarle tutte. Nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno, qualcosa di unico e insostituibile. Bertrand ha amato tutte queste donne per ciò che erano: quella per il suo sguardo da miope e gli occhiali con la montatura di metallo, quella per il suo aspetto focoso e passionale, eccone una che piange veramente, è sconvolta e non lo nasconde, quella deve averlo colpito perché ha l'aria di un'orfana, sono certa che ha amato questa bella donna per il suo odore di rossa, quella sembra trovare la situazione divertente, ma è la sola, eccone una dolce e modesta, seguita da un'eroina da romanzo russo, ha amato questa donna non più giovane proprio perché lottava per rimanere attraente, quella ha l'aspetto di una studentessa... quella si è fatta rifare il naso, forse per piacergli di più, quella potrebbe essere la sua vedova... se fosse stato sposato. Bertrand ha inseguito la felicità impossibile nella quantità, nella moltitudine. Perché abbiamo bisogno di cercare in molte persone ciò che la nostra educazione pretende di farci trovare in una sola? Ma di tutte queste donne che hanno attraversato la sua vita, resterà comunque qualcosa, una traccia, una testimonianza, un oggetto rettangolare, trecentoventi pagine rilegate, un libro. |
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