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Da Sestri Levante alla "Ciappa del Lupo"

  Le Foto: scelte per voi..........

Durata del cammino, a passo lento, 1 ora circa

Questa passeggiata presenta qualche difficoltà nel tratto finale, nulla di esagerato , occorre solo cautela e scarponcini.

Non fatela se siete totalmente inesperti o con bambini.

Periodo consigliato: tutte le stagioni, da ricordare che se c’è una forte mareggiata la Ciappa del Lupo non è agibile.

splendida escursione per bagni estivi, partire al mattino e tornare dopo le 16, orario dove la Ciappa è raggiunta dai più svariati natanti e….purtroppo anche da alcuni che ignorano le elementari norme del rispetto…

Dal caratteristico Carruggio di Sestri Levante e precisamente dal Vico del Bottone si inizia la leggera salita che ci condurrà alla meta.

L’itinerario segue il segnavia per Punta Manara, dove un torrione di avvistamento merita di sicuro una visita, il sentiero si snoda fra alcune case per poi giungere a qualche edificio isolato la cui vista sulla baia del silenzio è davvero unica.

Proseguendo ci si inoltra nel bosco, ricco di lecci, sughere e mirto, il cui profumo ci accompagna se strofiniamo qualche foglia sulle dita.

Una buona indicazione botanica ci permette di osservare piante tipiche della zona fra cui il corbezzolo ( chiamato nella zona con nome dialettale marmotto).

Dopo un saliscendi arriviamo in una zona del sentiero abbastanza pianeggiante e qui sulla destra, poco prima di arrivare a Punta Manara, un sentiero non segnato scende verso il mare.

Occorre fare attenzione, la prima parte del sentiero è semplice, ben presto la discesa diviene più ripida e il fondo del sentiero è coperto da foglie morte per cui scivoloso..

Dopo una decina di minuti il sentiero sembra smarrirsi , occorre osservare con attenzione per non perdere la traccia e trovarsi di fronte ad una pericoloso dirupo, siamo ormai sulla scogliera, in mezzo ad una vegetazione di rovi e salsapariglia (la famosa pianta stracciabraghe)  si prosegue e si giunge ad una piccola e ripida discesa: il panorama è unico, la ciappa è li sotto…una enorme  piastra di roccia grande come una piazza.

Qui è bello sostare, fare il bagno, bivaccare (con rispetto portarsi via i rifiuti), dormire con il sacco a pelo e qualche candela in buona compagnia.

I pescatori trascorrevano le notti estive in attesa di salpare le reti o le nasse sulla Ciappa del Lupo  riposando sulla piastra calda ,in piena notte ,per i raggi del sole che la scaldano  di giorno.

Il nome deriva, hanno raccontato alcuni sestresi dal fatto che è isolata e in un posto da lupi.

 

SCOPERTE VERDI

In questo itinerario scopriamo:

Lecci

Corbezzoli

Sughere

Mirto

Ontano nero, detto albero del fuoco per la sua capacità di trattenere acqua con le radici e perché se la corteccia viene scalfita ci mostra un legno che si tinge di  rosso- sangue

Finocchio selvatico

Finocchio marino (critmo)

 

IN QUESTO ITINERARIO SCOPRIAMO:

IL CRITMO o finocchio marino

nome latino: crithmum maritimum

nomi volgari: critmo, finocchio marino, spaccasassi, erba bacicci

La pianta si presenta alta fino a mezzo metro, cerosa, fusto legnoso, molto aromatica.

Foglie carnose,grasse, pennate,salate, di un bel verde intenso.

Le foglie sono capaci di fare una scorta d’acqua abbondante e sanno resistere alle tempeste di vento tipiche delle mareggiate grazie alla forma a penna .

colonizza tutte le coste dal mediterraneo sino alle rive dell’oceano.

In alcune zone , fra rupi e scogliere dove gli spruzzi delle mareggiate arrivano spesso crea veri “critmeti”.

I fiori sono in ombrelle con petali poco vistosi giallo verdastri e fiorisce da giugno sino ad agosto.

Frutti giallo-marrone-rossastri, forma ovale e fino all’autunno inoltrato.

E’ un carminativo naturale ed un ottimo antirachitismo e antiscorbuto, infatti i pescatori lo portavano con se in mare per avere una scorta di vitamine,infatti contiene abbondante vitamina C, sali minerali, iodio, bromo…

Dopo la guerra è stato un valido integratore alle povere pietanze dei ceti più umili, tanto che narra un pescatore che suo padre diceva in dialetto ligure ” mangiabesiggi” per indicare la condizione di qualcuno in miseria.

 

CHE FARE CON IL CRITMO?

La pianta, come abbiamo detto, cresce sulle scogliere ma spesso la si vede colonizzare i bordi delle strade costiere o i vecchi ruderi affacciati sul mare, ma raccomandiamo la raccolta lontano da zone trafficate, meglio una passeggiata lungo le scogliere per trovarne piante giovani e robuste.

I germogli teneri sono ottimi in cucina: sia posti sott’olio per insalate invernali, sia consumati crudi come condimento piccante o come letto aromatico per pesce azzurro alla brace.

I semi raccolti e seccati al sole sono utili per decotti digestivi o per stimolare l’organismo nella lotta contro il rachitismo.

Vorremmo ricordare di applicare la saggezza ovvero non fare man bassa di critmo ma prendere ciò che serve e non di più.

 

Trenette all’erba bacicci (o allo spaccasassi)

occorrente per 4 persone

·        2 grossi pugni di foglioline tenere ( che avrete lavato e staccato dal loro rametto) e triterete con la mezza luna , assolutamente vietato il mixer che surriscalda.

·        4 hg di trenette ( o linguine)

·        150 gr di pecorino morbido grattugiato grossolanamente

·        olio extravergine di oliva

·        1 spicchio di aglio

·        sale q.b.

Mentre lessatele trenette, tritate le foglioline e mescolatele con il pecorino gratt. grosso, scaldate in una padella ampia a sufficienza per potervi saltare la pasta,l’olio con lo spicchio d’aglio.

Gettatevi gli spaghetti ed il trito e mescolate sul fuoco dolce per qualche attimo.

Gustate caldissime.

Erba bacicci sott’olio per bruschette ed insalate di pomodori.

Scottate le foglioline tenere in aceto bianco di vino per almeno 5 minuti.

scolate e ponete sotto un peso per una notte.

Al mattino allargate su un telo bianco e lasciate asciugare ancora.

Tritate con la mezzaluna perfettamente asciutta.

Ricoprite con olio di oliva.

Potrete usare qualche cucchiaio di questo trito per le bruschette fatte con pane casereccio tostato e aglio.

Ottimo, il critmo, anche con pesci alla griglia, pesci lessati, insalate di pomodori.

 

Erba bacicci al burro

 Si passano al burro i germogli più teneri e si consumano quale contorno a polpettoni di patate e/o uova sode.

 

LETTURE E PENSIERI

L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono (esiste una piacevole edizione Salani)

Una fiaba per adulti ,la figura di Elzéard Bouffier  vi affascinerà  sicuramente.

 

 

 


Punta Manara...da punta Baffe

 

 

 

Punta Manara

 

 

 

Il sentiero per punta Manara

 

 

 

Il sentiero verso la Ciappa...la Mandrella

 

 

 

Sestri dalla Ciappa del Lupo...

 

 

 

La "Ciappa del Lupo"...

 

 

 

...ma se il mare non è calmo.....