Parlando di cinema
Tutta la vita davanti
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Tutta la vita davanti
di Sonia Cincinelli
Tutta la vita davanti, ultima fatica di Paolo Virzì,pellicola distribuita da Medusa in 350 copie in tutta la penisola, uscito in piena campagna elettorale.
Il film racconta il moderno problema del precariato, nello specifico mostra il tempio dell’indeterminatezza professionale di molti giovani italiani: un call center dove a lavorare sono ragazzi con tante speranze ma poche prospettive concrete.
Il film accompagnato dalla voce narrante di Laura Morante, ci introduce nel mondo di Marta, Isabella Ragonese, reduce dal successo di Nuovomondo di Crialese. Quest’ultima,ventenne siciliana che dopo aver conseguito brillantemente la laurea in filosofia, viene catapultata suo malgrado nell’amara realtà lavorativa.
Virzì delinea una periferia romana che sembra aliena dal resto del mondo dove si consuma la follia apocalittica della disgregazione umana e dove fanno la loro apparizioni personaggi fobici egregiamente interpretati da Elio Germano,Sabrina Ferilli e Massimo Ghini; ma anche ribelli come Valerio Mastrandrea, che non ci stanno ad assistere a questa assurdità che si chiama precariato.
Tutto questo esaltato dalla struggente interpretazione di Micaela Ramazzotti che interpreta Sonia, ragazza madre costretta a prostituirsi dopo il licenziamento.
Forse da parte di Virzì, per trattare questo argomento scottante dei nostri giorni, sarebbe stato preferibile uno sguardo cinema veritè, ma ricordiamo che il cinema è sia Lumière che Méliès e quindi gli “inserti” dei sogni di Marta ci avvertono che di fronte al crollo sociale non si può che auspicarci un’altra realtà.
Film consigliato soprattutto a tutti coloro che hanno vissuto l’esperienza del precariato.







