architettura
architettura in italia
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Nel paese (già "Bel Paese") dove il pensiero artistico ha fatto dell'Uomo il fulcro della coscienza del "Bello", fenomeno noto come Il Rinascimento, l'architettura moderna viene sistematicamente confutata in ogni occasione di una nuova presenza significativa realizzata.
Il motivo è semplice e si riconduce al fatto che in Italia, come in pochi altri paesi, il contesto è altamente significante. Questo rende impossibile l'uso di una architettura generica "parcheggiabile" in un luogo generico. Queste limita moltissimo l'arbitrio del pensiero artistico ed esige "attenzione" ed interazione con l'esistente che si traduce in rispetto per la lunga catena di pensieri e contibuti nella storia. Il significato di italianità lo si legge nelle pietre di questo che è di fatto il paese della bellezza.......
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25-10-07 13:09 tigris
KÖszönöm hogy részt vehettem a forumon .sok uj dolgot láttam és meg csodáltam .
17-01-08 00:39 arquitetto
Condivido il fatto che il contesto sia altamente significante,in Italia, ma non riesco a leggere questo aspetto come un limite all'architettura contemporanea, anzi.. Un contesto significativo può diventare un importante punto di partenza per poter sviluppare un'architettura che parli un linguaggio contemporaneo, che non deve imporsi "urlando", ma deve dialogare con il tessuto in cui si inserisce.
17-01-08 21:20 degliandreasi
il problema risiede nella natura stessa del linguaggio contemporaneo, che progredendo verso uno spazialismo concettuale, anantropico,che dialoga con lo stupore ma è "generico" rispetto all'osservatore, cosa che è condizionata dalla seduzione dei nuovi materiali, della evoluzione della tecnologia, in sostanza il mezzo è divenuto il fine.....il come è divenuto prioritario rispetto al perchè...viene meno la componente letteraria....il ragionamento poetico...a favore di un "effettismo" internazionale.
17-01-08 22:07 arquitetto
Sono completamente d'accordo, ma purtoppo le cause di questa degradazione sono da ricercare in una società che richiede immagini da idolatrare.. Quando è necessario creare un nuovo edificio pubblico o privato che debba fungere da elemento di rappresentanza, la committenza non si preoccupa di creare un concorso di idee rivolto a tutti, in particolar modo ai giovani progettisti o a chi fa ricerca in architettura, ma si rivolge alle cosiddette "archistar" che invece di produrre un'architettura con i principi di firmitas, utilitas e venustas producono un marchio.. un'icona facilmente riconoscibile da tutti.
17-01-08 22:33 degliandreasi
mithos vulgaris......perdita del mito per l'immagine....sono d'accordo completamente....l'etica è l'ultima barriera al vuoto culturale e il rigore è il gladio.......
15-02-08 21:42 annamdanto
IL dramma del presente è che pur conoscendo l'importanza del passato non si riesce a trasformare in forme di linguaggio contemporaneo i principi che erano la base del rapporto equilibrato tra l'uomo e la natura.
16-02-08 17:51 arquitetto
In realtà esistono ancora buone architetture e buone architetti.. purtroppo non viene riservato spazio alla divulgazione di queste opere, perchè non colpiscono l'immaginario collettivo, non stupiscono, non lasciano sbigottiti, anche perchè molto spesso ci facciamo conquistare da quello che non riusciamo a comprendere, la buona architettura invece è immediata, semplice, comprensibile.
Come diceva Mies Van Der Rohe "Less is more", purtroppo i cultori di questo principio del buon progettare vengono raramente pubblicati sulle riviste, dando luogo ad un circolo vizioso grazie al quale, per poter essere pubblicato e acquisire quindi visibilità, un architetto è obbligato a cedere all'architettura degenerata.
25-02-08 21:23 degliandreasi
Propongo, a chi ne avverta il bisogno di generare un luogo (o spazio mediatico) dove fare contro-cultura ....bastano solo attenzione ed onestà, i contenuti si genereranno per empatia...... c'è un mondo da svelare..........
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